I Volontari 2007 Palestina
Enzo Pacini e Adriana Castagnoli
Da parte nostra è stata un’esperienza altamente positiva a diversi livelli.
Innanzitutto nel notare che, se pur la dimensione "lavorativa" è stata minore rispetto alle aspettative, questo non è stato un limite, poiché è stata privilegiata- da parte degli organizzatori- la parte "conoscitiva", fatta di incontri con persone, famiglie, associazioni, istituzioni.
Questo è stato essenziale per darci un quadro un po' più chiaro dell'estrema complessità della situazione palestinese.
Eventualmente, e questa è stata una proposta fatta nel "debriefing" finale, potrebbe essere ipotizzabile un campo "di secondo livello" per continuare l'esperienza con una parte maggiore di intervento sul campo.
E' stata molto buona l'organizzazione da parte dei volontari locali, nonostante i problemi logistici dovuti alla situazione, anche nei particolari, come la cura per la preparazione dei pasti. Era sensibile il coinvolgimento dei volontari locali, che hanno organizzato il campo, per cui non c'è stato il senso di "realtà piovuta dall'esterno" colta a volte in altri campi di lavoro, come pure il fatto che il "workcamp" si è collocato in continuità con l'attività svolta durante tutto l'anno dal "Lajee center".
La partecipazione al campo ha sicuramente richiesto una forte motivazione anche ai volontari delle altre nazioni e questo ha prodotto una coesione e collaborazione molto alta nel gruppo, con tanti momenti anche di allegria e di scambio.
Una nota di miglioramento potrebbe essere quella di chiedere ai partecipanti di portare con loro eventuali attrezzature necessarie (per esempio all'inizio mancava un po' di materiale, come i pennelli per la pittura, e sarebbe bastato che ognuno li portasse).
A parte questo ed altri piccoli dettagli è stata un'esperienza che ha lasciato il segno e ci ha portato a sentire più vicine le persone che vivono in quella terra ed il loro vissuto. Noi, per questo, speriamo di trovare il modo di continuare a mantenere legami e rapporti.