I Volontari in Russia
2005
Roberta Girgenti
La Russia è un paese abbastanza difficile, da diversi punti di vista: ci sono tante “magagne” burocratiche molto rigide: un ragazzo italiano, per esempio, doveva uscire dalla Russia il 19 agosto (data di scadenza del visto) ed entrare in Ucraina, ma il suo autobus ha tardato di un’ora ed è arrivato alla dogana a mezzanotte e mezza, quindi il 20 agosto.
L’hanno rispedito a Mosca con rientro immediato in Italia e una bella multa di 500,00 € da pagare. La lingua è molto ostica per chi non la conosce e, al di fuori delle grandi città turistiche, non si parla inglese.
E’ tutto scritto rigorosamente in cirillico: menù, insegne, cartelloni… tutto con quegli strani caratteri così poco familiari a noi occidentali. Fortunatamente sono laureata in lingua e letteratura russa, quindi un po’ me la cavicchio. Oltre a questo, poi, in molte zone della Russia regna una povertà e una degradazione pazzesca, con tutte le conseguenze che ne derivano. Il paesaggio tipico che mi si presentava davanti era costituito spesso da piccole chiesette ortodosse in ricostruzione con palazzoni tipici del costruttivismo sovietico che facevano da sfondo.
Un altro tipico paesaggio era costituito dalle anziane babuške (in russo significa anziane signore) che vendevano ogni tipo di merce: dal miele fresco in barattolo, sovrastato da decine di api, a frutta di svariato genere, colta dall’orto magari qualche ora prima, verdura, tessuti, spezie. Una giorno, ormai al tramonto, mi trovavo a fare una passeggiata tra gli odori e il vociferare degli anziani venditori che stavano chiudendo tutto per tornarsene a casa, e ho visto uno scorcio molto malinconico.
Ve lo ripropongo qui:
In diretta dal mio viaggio, 3 agosto 2005:
Eccomi qui. Sono arrivata sana e salva a Mosca, nella grande capitale della Madre Russia....Dopo un turbolento atterraggio all'aeroporto di Mosca, mi attende Nikolaj, un simpaticissimo taxista russo con il quale mi faccio due chiacchiere in russo... finalmente il russo! Arrivo presso la sede di World 4U - l’ONG russa con cui collabora OIKOS - dopo 40 minuti di traffico e smog, e finalmente tiro un sospiro di sollievo... i volontari esistono e mi sembrano pure tipi simpatici e con cui fare ballotta (traduzione dal bolognese: ragazzi con cui fare un po' di casino!). Tra le altre cose, scopro con immenso piacere che c'e' una coppia di ragazzi polacchi (popolazione che, e' risaputo, io adoro), oltre a due italiani fortissimi, due giapponesi (che mi sembrano veramente in forma!), due francesi e una coppia spagnola. Stasera, alle 22.45 (20.45 ora italiana), partiremo per Voronež, a 600 km a sud-ovest di Mosca, dove ci aspettano i camp-leaders della ONG locale: Passaž Zebra. Domani si parte con il campo di volontariato.
Arrivo alla stazione ferroviaria di Voronež
In diretta dal mio viaggio, 11 agosto 2005
Sono a Voronež da una settimana ormai... E' la prima volta che mi fermo a pensare. Tutto scorre in modo così intenso, profondo. Mi sveglio la mattina con il dolce suono di un pianoforte e mi addormento la notte con l'ebbrezza delle belle parole scambiate con belle persone.
Stiamo costruendo letti per un orfanotrofio, ci stiamo “ubriacando” di vodka, ma stiamo anche imparando a convivere in gruppo: una doccia senza acqua calda che ha le sembianze di un tubo per annaffiare e un WC piuttosto decadente in 15 (proprio ieri sera hanno tolto l'acqua che abbiamo riavuto solo nel primo pomeriggio), il kitchen team che cambia ogni giorno a rotazione e cucina per 20 persone, discussioni, musica, giochi. Qualche sera fa, per esempio, eravamo in un piccolo gruppo ed ognuno di noi ha spiegato agli altri il motivo per cui ha scelto di fare questo campo. Com'è varia la mente umana... ma una cosa legava tutti noi: la sete di conoscenza e la voglia di correre. Siamo tanti e diversi: ognuno con la propria lingua, la propria cultura, le proprie tradizioni.
E' questa la grande ricchezza. Dalla mia finestra vedo gli enormi palazzoni sovietici e davanti una splendida donna di colore, con in braccio un dolcissimo marmocchio, che si fa fotografare dal marito.
Il sole sta tramontando su questa città distrutta dalla degradazione, e sento le urla divertite dei bambini provenienti dal Luna Park qui di fronte.
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Qualche immagine del centro della città
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Qualche immagine dal campo di lavoro
In diretta dal mio viaggio, 18 agosto 2005
Eccoci qui! ... anche l'ultimo giorno è arrivato... le nostre giornate, scandite a BONDUELLE (credo non mangerò più piselli, mais e similari in scatola per il resto dei miei giorni), stanno per volgere al termine.
La palestra in cui abbiamo lavorato e' stata pulita, e' venuta la televisione a documentare il tutto e i letti sono stati portati all'orfanotrofio.
Ci hanno raggiunto, qui a Voronež, anche gli altri volontari che hanno lavorato con la ceramica in un campo con i bambini. Domani torno a Mosca, dove passerò 3 giorni con alcuni ragazzi, prima di tornare in Italia, aerei permettendo... ho appreso solo ora delle tragedie aeree, e la cosa non mi ha tranquillizzato molto...
Tornerò in Italia con qualcosa in più... la VITA mi aspetta, o forse non mi ha mai abbandonato...