I Volontari in Tanzania
2003
PARTECIPAZIONE AL CAMPO
Ho partecipato al campo di lavoro in Tanzania organizzato dall'Intercultural Youth Services dal 20/09 al 05/102003. Le informazioni alla partenza erano decisamente un po' scarse, e quindi sono partito con pochissime aspettative, ma pronto a ricevere comunque il più possibile da quella che si è rivelata essere un'ottima esperienza. La meta del campo è cambiata rispetto a quella che ci era stata comunicata nell'info sheet, senza che ci venisse comunicato. Siamo stati a Mwika, nella zona del Kilimanjaro a circa un'ora e 30 da Moshi(città relativamente importante).
SOGGIORNO
Abbiamo pernottato in una costruzione essenziale ma confortevole (forse la casa più bella del villaggio),circondata da uno splendido giardino e dalle abitazioni tradizionali di un paio di famiglie, dai bambini simpaticissimi. Il cibo era ottimo ed abbondante. Acqua ed elettricità andavano e venivano, ma questo non è stato assolutamente un problema. La vita sul monte è decisamente migliore che nelle zone rurali pianeggianti, per la relativa disponibilità d'acqua (che nonostante il saporaccio bollivamo e bevevamo), e per la mancanza di zanzare o altri fastidiosi insetti. Nelle case mancano i vetri alle finestre e la notte può fare abbastanza freddo.
- ORGANIZZAZIONE
Nel campo eravamo due italiani, una giapponese, che dopo pochi giorni ha abbandonato, e una serie di volontari del luogo che si sono alternati per tutta la durata del campo.
SCAMBIO CULTURALE
Più che un vero campo di lavoro, si è trattato di uno scambio culturale.
Il lavoro compiuto, non era necessario, e non ha salvato la vita di nessuno, ma è stato vissuto dai volontari tanzaniani un po' come una promozione del lavoro volontario, ancora poco conosciuto in Africa.
Penso di avere avuto la possibilità di entrare in contatto diretto con la comunità locale, opportunità impensabile per un turista, e di avere scambiato il mio punto di vista con quello di miei lontani coetanei. Sarebbe stato bello se avessero potuto partecipare altri volontari, sia africani che stranieri. Purtroppo, essendo rimasti in soli due italiani, spesso le conversazioni,finivano per svolgersi in Swahili. Ma abbiamo avuto comunque la possibilità di avere interessantissime chiacchierate magari a quattr'occhi con i ragazzi, e questo ci ha permesso di capirne problemi, ambizioni. Tutto sommato mi sembra un'ottima esperienza per chi come me, si approccia per la prima volta ad attività di volontariato all'estero.LAVORO
Il nostro compito pratico è stato semplice ma piuttosto faticoso, anche se di breve durata (2 o 3 ore al giorno). Scavare terra e trasportarla con secchi carriole dieci metri più avanti. Questo per preparare le fondamenta per la mensa nella Mwika Secondary School, o per la fossa che servirà da servizio igienico alla Primary School (scuola elementare). Il giorno più interessante è il lunedì, giornata in cui gli abitanti del villaggio si ritrovano per fare lavori utili alla comunità. Abbiamo partecipato a lunghi passamano insieme a decine e decine di donne e uomini per la costruzione di un ponte in una strada che precedentemente guadava il fiume. E' stato decisamente molto bello ed interessante.
CONSIGLI UTILI
Un consiglio mi sembra dovuto a chi arriva in Tanzania per la prima volta: l'arrivo, il primo passo fuori dall'aeroporto, può essere un po' "traumatico", i turisti sprovveduti sono la merce privilegiata di taxisti o pseudo guide che si offrono a decine appena compare uno Mzungu (uomo bianco). Le proposte d'aiuto (con relativa truffa) possono essere davvero pressanti ed insistenti a meno che non siate accompagnati da qualcuno del posto, o sappiate come comportarvi ed esattamente cosa fare e dove andare. Per questo potrebbe esservi utile contattare l'IYS prima dell'arrivo.
Si sono dimostrati molto disponibili ed aperti per ogni nostra necessità.