Comunicato stampa dell'Oikos
INCENDIO DI OSTIA:
PENOSO SCARICABARILE DEL COMUNE DI ROMA.
"L’ASSESSORE
DE PETRIS LASCI LA SUA POLTRONA"
L’OIKOS PRESENTA
UNA DENUNCIA ALLA MAGISTRATURA PER LO STATO DI INCURIA PIU’ VOLTE
SEGNALATO.
CHIESTO L’INTERVENTO
DELL’ESERCITO IN AZIONE PREVENTIVA .
La ridda di confuse dichiarazioni rilasciate alla
stampa in queste ultime ore dall’Assessore De Petris, risvegliata,
dopo un lungo sonno, dalla più grave catastrofe ecologica della
storia di Roma, meritano alcune puntuali precisazioni.
- Con i 30 uomini del Servizio Giardini aggiunti a quelli della
Forestale, la Pineta, almeno sulla carta, è l’area più
sorvegliata d’Italia, senza contare i Vigili Urbani e i
volontari. Anche se i turni di servizio non vedono tutto il
personale impiegato contemporaneamente (ma nei giorni di rischio,
ampiamente previsti dai bollettini meteo si sarebbe potuta
intensificare la sorveglianza) abbiamo una concentrazione di
personale ampiamente sufficiente per controllare capillarmente i
1100 ettari. Gli studi tecnici reperibili su qualsiasi manuale di
lotta AIB (Anti Incendio Boschivo) suggeriscono una concentrazione
di 5 unità per ogni 3-5000 ha.. Bisogna vedere quante di queste
persone pagate erano in pattugliamento al momento dell’incendio.
- Non si possono incolpare né la Forestale e né i vigili del
fuoco per carenze nella sorveglianza e negli interventi: la legge
n°37 parla chiaro "Ai Comuni spetta il compito di attuazione
degli interventi di primo livello riguardanti la prevenzione, la
sorveglianza, l’avvistamento e l’intervento sui focolai
iniziali". I comuni devono inoltre costituire squadre di
volontari che svolgano tali compiti. La legge, inoltre, stabilisce
che nella lotta AIB "Non devono essere creati incentivi
economici per il personale che fa opera di spegnimento",
questo al fine di non creare potenziali interessi che incoraggino
azioni incendiarie. Il Corpo Forestale ha il compito di coordinare
le azioni di spegnimento di grossi incendi e svolgere la sua
attività di corpo tecnico di Polizia Giudiziaria. I Vigili del
Fuoco devono spegnere gli incendi che minacciano le persone, i
loro beni e le infrastrutture. Il Comune di Roma, invece, non ha
attivato i volontari e, per il servizio antincendio, paga gli
straordinari ai dipendenti del Servizio Giardini convolti. L’Oikos,
su questi fatti, ha presentato numerose denunce verso il Comune di
Roma.
- La legge regionale stabilisce che i " proprietari e gli
enti possesori a qualsiasi titolo di terreni boscati devono
effettuare la rimozione della vegetazione infestante dalle fasce
perimetrali delle aree verdi, nonché tenere sgombri i terreni
incolti dalla vegetazione infestante".
E’ evidente che il Comune di Roma, ente che dovrebbe curare la
gestione della Pineta, non ha
fatto nulla di tutto questo. E’ pertanto da ritenere il primo
responsabile della situazione attuale e del disastro che si è
verificato.
I responsabili del Comune devono spiegare perché pagano i
dipendenti del Servizio Giardini per combattere gli incendi
invece di controllare che facciano il loro lavoro di giardinieri,
cioè tagliare le erbacce che sono causa di incendi.
Anche su questo l’Oikos ha presentato denunce.
- Lo stile americano di proporre taglie non fa che alimentare
calunnie e sciacallaggio (come in tutti i sistemi manipolativi e
autoritari che se ne servono) in cambio di un po’ di pubblicità
a basso costo sui media creduloni (ogni anno il WWF mette le ‘taglie’
e mai un incendiario è stato preso con questo sistema).
Se è vero quello che scrive un quotidiano e cioè che due persone
in divisa del Corpo Forestale avrebbero minacciato (nel pomeriggio
di lunedì) un dipendente del Servizio Giardini che li avrebbe
visti versare benzina con una tanica, nella vicenda scende ancora
maggiore confusione che fa porre alcune, comprensibili domande:
- Perché il giardiniere non ha denunciato subito l’episodio ?
- Perché l’incendio è scoppiato il giorno dopo l’episodio
denunciato ?
- Perché non è stata intensificata la sorveglianza dopo un
fatto del genere e in presenza di forti venti sciroccali ?
CHE FARE ALLORA DOPO
LA CATASTROFE E IN PRESENZA DI UN RISCHIO CHE PUO’ DURARE SINO A
SETTEMBRE PER I BOSCHI E LE AREE VERDI DELLA CAPITALE
1- Il clima di sospetto, artificiosamente
creato per coprire le vere responsabilità, fa sì che solo una forza
‘neutrale’ si debba incaricare della sorveglianza: si mobiliti l’esercito
in azione di sorveglianza sulle aree verdi a rischio.
2- Inizi immediatamente un’inchiesta giudiziaria
sulle inadempienze del Comune in materia della normativa vigente sulla
prevenzione.
3- L’assessore all’ambiente De Petris si
dimetta per ridare almeno un po’ di dignità al Comune di Roma.
L’OIKOS, senza mettere taglie invita tutti i
cittadini a fornire informazioni in merito alle situazioni di rischio,
al fine di concentrare gli interventi preventivi ove ce ne è più
bisogno: la Pineta non è l'unica zona a rischio, dal Pineto, all’Insugherata,
a Decima Malafede, dobbiamo evitare che Roma perda altro verde
prezioso .
Le segnalazioni possono essere inviate per fax allo
06-5073233 o per e-mail all’indirizzo oikos@oikos.org
Tutti gli aggiornamenti quotidiani sugli incendi sono al sito
Internet www.oikos.org/incendi