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Eco-Pascolo e difesa dell'ambiente

 Alfonso D'Ippolito

Negli ultimi tempi si è molto parlato di “ pecore tagliaerba” e di eco-pascolo. A molti è sembrata una stramba castroneria alla stessa stregua delle numerose iniziative di facciata, che il Campidoglio ha elargito a piene mani  per anni.  Il protocollo di collaborazione siglato nel maggio scorso  tra Roma Capitale e la Coldiretti,  e che sarà in vigore per due anni, intende, però,  fare le cose sul serio, prevedendo l'avvio di progetti sperimentali e innovativi ispirati alla conservazione della biodiversità, alla tutela del paesaggio e all'interazione tra le diverse componenti dell'ecosistema. Tra i progetti già individuati, quelli relativi all' “eco-pascolo” e ad altre metodologie ecologiche di gestione del territorio meritano, da parte nostra una attenzione maggiore.

Iniziamo col dire che l’eco Pascolo non è una novità per l’hinterland della capitale.

La prima forma di sfruttamento dei suoli di Roma, finalizzata al pascolo è proprio quella effettuata dai pastori di epoca pre-romana i quali traevano il potenziale calorico della loro dieta dalle greggi che potevano proliferare in un clima favorevole (inverno mite, estati poco siccitose), suoli fertili perché di origine vulcanica e/o alluvionale, abbondanza di risorse idriche. Con l’istituzione della centuratio (lottizzazione agricola a favore dei legionari romani (che venivano in tal modo premiati per i loro servizi nelle spedizione di conquista) il suolo destinato al pascolo veniva ridotto a vantaggio di interventi di produzione agro.alimentare.  Con il Medioevo e il calo demografico della popolazione romana, la Selva rioccupa gli spazi coltivati e progressivamente la pastorizia rioccupa uno spazio rilevante tra le attività produttive. Poi l’istituzione Roma Capitale, la possibilità di importazione di derrate e la crescita economica del dopoguerra con l’aumento della popolazione di Roma, che diviene progressivamente area metropolitana, il suolo agro-silvo-pastorale  (circa 60.000 Ha) diviene appetibile per altre forme di vantaggi. È il boom dell’edilizia selvaggia, della cementificazione, delle messa in opera di infrastrutture e dello sviluppo urbanistico, che negli ultimi anni raggiunge vaste superfici dell’Agro romano dove si praticava la pastorizia. Le aree sfuggite alla edificazione di nuove strutture ed edifici abitativi vengono destinate a verde pubblico. Dal 1980, infine, molte aree periferiche (parchi campagna)  anche a causa del massiccio bisogno di aree verdi  espresso dai cittadini romani vengono progressivamente interdette ai pastori e al pascolo.  Allo stato attuale, pertanto, a nostro giudizio, le iniziative di eco-pascolo mal si integrano con gli assiomi di tutela ambientale, soprattutto in considerazione dello stato dei suoli e le condizioni attuali di parchi e Giardini. Fa forse eccezione il già pubblicizzato, Parco della Caffarella, ove la  contiguità con l’area archeologica del Parco dell’Appia può avere accentuato un aspetto protezionistico notevole.

Vale la pena ricordare  che già  in Francia è stato sperimentato il pascolo controllato delle capre nelle zone in cui doveva essere eliminata la vegetazione erbacea. Nei fragili ecosistemi di Roma e dell’area metropolitana tale pratica dovrebbe essere tenuta sotto stretto controllo per non creare danni alle giovani essenze arboree, che sono presenti in alcuni parchi ove OIKOS ha iniziato sin dal 1994 il progetto di valorizzazione ambientale denominato  “ Un Bosco per la città “. www.oikos.org/parco.  Da ultimo non va trascurato che  per dieci anni nei soprassuoli delle zone boscate percorse dal fuoco effetto  della L 353/2000 è vietato il pascolo.

La disposizione legislativa prevede anche una sanzione amministrativa, per ogni capo di bestiame, non inferiore a euro 31,00 e non superiore a euro  61,97  (Art. 10 comma 3 L. n. 353/2000). E purtroppo gli incendi verificatisi durante la  stagione terribile  del 2017 hanno  provocato una grave ferita nei suoli di molti polmoni verdi romani (Parchi campagna di Spinaceto Ovest ed est, ecc.).

Le aree per il progetto di Ecopascolo individuate dal Dipartimento ambiente di Roma Capitale

 

Municipio IV    

Parco d’Aguzzano

Municipio V    

Parco Casacalda, Parco Tobagi, Parco Centocelle, Parco Palatucci (zona acquedotto)

Municipio VI

Parco Via Gastinelli

Municipio VII  

Tor Vergata, Parco degli Acquedotti

Municipio IX

Parchi-campagna Spinaceto, Parco Via Malpeli, Parco Tor de’ Cenci, parchi Mostacciano e Casal Brunori, Parco Achille Campanile, Parco Orsa Maggiore, Parco Boschiero – Devitis

Municipio XI    

Parco Pino Lecce

Municipio XIV    

Parco Valle Aurelia, Parco del Pineto

Municipio XV    

Tenuta dell'Inviolatella Borghese, Tenuta dell'Inviolatella –Tor Crescenza – Acqua Traversa


Il parco Campagna di Spinaceto percorso dal fuoco nel giugno del 2017

 Roma, 15.06.2018
Alfonso D'Ippolito

 

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