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"iI Messaggero" 28 luglio 2008
 

Castelfusano, commissione d'inchiesto sui roghi

Oltre alle indagini della polizia, il Comune istituisce un organo di controllo sui continui attacchi alla pineta

Il direttore della riserva: «Disegno criminale»

di Giulio Mancini

Chi arma la mano dei piromani di Castelfusano? Qual è l’obiettivo del disegno criminale per il quale ettari di verde pubblico vengono ridotti in cenere? Dopo i continui attentati incendiari sferrati nei confronti del parco affacciato sulla spiaggia di Ostia riprendono forza le domande alle quali gli investigatori da tempo stanno cercando di dare una risposta.

E’ aperto da due anni il fascicolo istruito dalla Divisione distrettuale antimafia di Roma sul ripetersi di incendi nella pineta di Ostia. La magistratura ha affidato al dirigente del commissariato di polizia locale, Rosario Vitarelli, il compito di raccogliere indizi, elementi e sospetti. Gli investigatori tengono le bocche cucite, forse anche perché si procede più che altro su sensazioni.

«Che si tratti di un disegno criminale non c’è dubbio: non siamo di fronte al singolo incendiario ma ad operare è una struttura ben organizzata» sottolinea Bruno Cignini, dirigente del dipartimento capitolino Ambiente e direttore della riserva del Litorale sin dalla sua istituzione. Le affermazioni dell’esperto ricalcano e danno vigore a quanto sostenuto dal presidente del municipio, Giacomo Vizzani, e per qualche verso anche dal sindaco Gianni Alemanno.

«Su Castelfusano segnala il primo cittadino che già stamattina costituirà una specifica commissione d’indagine stiamo assistendo ad una pressione delinquenziale molto forte. La volontà di colpire questo ambiente è costante. Per uno degli incendi di sabato possiamo pensare anche all’opera di bande interessate allo sfruttamento della prostituzione e motivate alla ritorsione. L’esperienza da ministro dell’Agricoltura mi ha insegnato che molto spesso dietro gli attentati incendiari si nascondono interessi di bassissimo profilo».

Nel giugno del 2004 un ventiseienne di Genzano venne scorto da una ”lucciola” mentre accendeva un focolaio. Riconosciuto colpevole dal tribunale, quell’uomo, grazie al patteggiamento, è stato condannato a un anno di reclusione. A metà agosto del 2003 ad essere arrestato fu un ingegnere sessantatreenne di Caivano: i carabinieri lo bloccarono mentre si allontanava in via del Lido di Castelporziano da un incendio appena innescato. In tasca l’uomo aveva tre accendini bic, pietre focaie, una bomboletta di benzina, stracci imbevuti del liquido infiammabile e la foto ritagliata da un giornale di un pompiere che spegne un incendio. In tasca aveva pure un biglietto del treno da Napoli a Roma e mille euro in banconote.

Il comandante del gruppo carabinieri di allora, colonnello Massimo Ilariucci, inviò il rapporto alla Divisione Distrettuale Antimafia. La relazione giudiziaria ipotizzava che i mandanti del piromane napoletano, arrivato appositamente a Ostia, potessero essere personaggi interessati al business della riforestazione oppure agli affari legati al finanziamento delle associazioni di volontariato impegnate nella protezione civile.

Una «reazione forte anche da parte della società civile per scovare gli ecocriminali» è invocata da Lorenzo Parlati presidente di Legambiente Lazio. «I colpevoli di questi atti di barbarie vanno trovati e colpiti subito sostiene l’ecologista Chiunque abbia informazioni o abbia visto qualcosa di strano chiami subito alle forze dell'ordine, possono essere determinanti per scovare gli ecocriminali». «L´unica anomalia a Castelfusano denuncia Enzo Minissi, presidente dell’associazione di protezione civile ”Oikos” è il coacervo di forze che, a quanto pare si mettono a litigare tra loro, impegnate nella infruttuosa difesa di Castelfusano dagli incendi». «Per prevenire il disastro conclude il segretario della stessa associazione, Alfonso D’Ippolito i veicoli antincendio devono essere in costante perlustrazione, in modo di intervenire tempestivamente sul fuoco allo sviluppo. A Castelfusano, invece, il personale antincendio se ne sta fermo da qualche parte a fare non si sa bene cosa, e prima di arrivare sugli incendi rilevati dalle telecamere, il fuoco assume proporzioni incontrollabili».

 

 

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