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Il Giornale - Roma
13 Agosto 2001

Giuseppe Mancini

 

Una domenica di fuoco nel Lazio

Una giornata drammatica quella di ieri sul fronte degli incendi. Un'emergenza che nella capitale ha sollevato ancora una volta la reazione dell'Oikos, che denuncia <<Una carenza strutturale di programmazione e gestione dell'organizzazione di un adeguato piano di prevenzione >>

Lavoro straordinario per i Vigili del fuoco. Il forte vento ha alimentato i roghi ma alcuni potrebbero essere dolosi.
L'incendio più grave a Cerveteri attorno alla necropoli Etrusca. Fiamme anche a Civitavecchia, Trigoria e Fiumicino.

Domenica di fuoco per il Lazio. Sono stati numerosi gli incendi in tutta la regione e il bilancio non ancora definitivo si preannuncia decisamente pesante. Alle diciotto di ieri gli interventi dei pompieri ammontavano a circa 150 nel corso della giornata e le chiamate arrivate al centralino dei vigili sono state 7000. Nella notte tra sabato e domenica nel comprensorio di Civitavecchia, i Vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere sei diversi incendi. Il più grave alimentato dal vento si è esteso sulle colline dell'entroterra di Santa Marinella causando la fuga di molti animali dalle stalle che hanno vagato liberamente per ore. Intervento fino all'alba anche sulla via Portuense per lo spegnimento di un incendio che si è propagato per circa dieci ettari lungo gli argini della fossa Traianea, ramo minore del Tevere a Fiumicino. Le fiamme che hanno distrutto alberi, sterpaglie, canneti, arbusti, si sono sviluppate intorno alle 21 di ieri e la via Portuense è stata chiusa al traffico. Difficoltà di spegnimento determinate sempre dalle folate di vento che spingevano i lapilli anche sull'altra riva del Tevere, suscitando apprensione tra residenti delle abitazioni di via Redipuglia all'Isola Sacra. Tre i roghi nella zona di Cerveteri, il più pericoloso dei quali alle 11 ha bruciato la "Macchia della Signora", al cui interno si trova la necropoli etrusca. Il fuoco ha provocato dense colonne di fumo, tenute sotto stretto controllo per evitare che invadessero l'autostrada A-12 e la provinciale Braccianese Claudia poco distanti. Domato dopo le 17, non è stato riscontrato alcun danno alle tombe che costituiscono una delle più importanti testimonianze della civiltà Etrusca. Anche in questo caso il vento ha favorito l'estendersi delle fiamme, ma permangono dubbi su una possibile origine dolosa. Le famiglie residenti, fatte sgomberare per motivi di sicurezza sono potute rientrare successivamente nelle abitazioni. Situazione critica anche nella zona di Trigoria sulla Laurentina, non lontano dal centro sportivo "Fulvio Bernardini" che ospita gli allenamenti della Roma. Protezione civile e vigili del fuoco sono intervenuti per domare l'incendio, oltre ai vigili urbani per disciplinare il traffico.
Problemi di nuovo a Monte Catillo, dove già sabato aveva preso fuoco un roveto. A Crocetta, nella zona sopra la stazione le fiamme hanno bruciato parzialmente due macchine mettendo a rischio le abitazioni circostanti. Anche in questo caso non si esclude l'origine dolosa dopo gli incendi degli ultimi giorni a San Paolo dei Cavalier e a Sant'angelo Romano. In fiamme anche un bosco all'altezza di duemila metri tra Affile e Subiaco. Da ieri notte stanno bruciando castagni, querce e coltivazioni di ulivo confinanti poco più a valle per una decina di ettari. Si sono riscontrate grandi difficoltà per arginare l'incendio, dal momento che il bosco, per l'altitudine è irraggiungibile con mezzi gommati.

 

 

     

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