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Il Tempo - Cronache Italiane
Sabato 18 Agosto 2001

Paolo Musiello

 

DA NORD A SUD IN FIAMME TUTTA L'ITALIA

Bruciano i boschi di Liguria, Basilicata, Lazio, Abruzzo e Puglia nel Parco del Gargano. Il Corpo Forestale respinge le accuse contro gli stagionali.

ROMA - Ancora roghi in Italia. Fatalità, ma non solo. C'è quasi sempre dolo negli incendi di queste ore.
BOSCHI - E' cominciata con due roghi attorno a Genova l'ennesima giornata di fuoco per i boschi della Liguria, con fiamme nella parte alta di Quezzi e sul monte Moro. Allarme in Puglia, regione che, secondo i dati elaborati dalla Forestale, ha visto bruciare dall'inizio di quest'anno, quasi tremila ettari di bosco. Anche ieri fiamme: due incendi si sono sviluppati in tarda mattinata, nelle campagne del subappennino dauno meridionale, in località monte Fedele, e nell'area boschiva del Parco Nazionale del Gargano. Nelle campagne di Vieste le fiamme hanno distrutto circa due ettari di bosco e minacciato una pineta che si estende per altri quindici. Entrambi gli incendi avrebbero avuto origine dolosa. Ha continuato poi a bruciare per tutta la giornata il bosco di Stigliano, in provincia di Potenza, in fumo da quattro giorni: 200 ettari di bosco e macchia mediterranea sono andati distrutti. Un altro incendio è divampato nel Salento, mentre sono state domate le fiamme che da tre giorni aggredivano la macchia mediterranea a cava De' Tirreni (40 gli ettari andati in fumo). Ancora fiamme a Popoli, in provincia di Pescara; in provincia di Perugia, vicino al bosco di Passignano; nel Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga. E' stato spento invece l'incendio che da giovedì colpiva i boschi del Vesuvio. Per domare le fiamme ci sono voluti 500 mila litri di acqua, con oltre cento lanci di liquido dei Canadair.
INCHIESTA MAGISTRATURA - Salvatore Boemi, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, lancia un nuovo allarme: «Il vero problema - dice -quando si parla di Forestali non è tanto quello degli incendi, ma quello dei criteri di arruolamento, in relazione dei quali non c'è stato mai alcun controllo. Da tempo - continua - la procura di Reggio ha aperto dei fascicoli e avviato numerose indagini nell'ipotesi che, il settore della forestazione sia collegato a possibili commistioni tra ambienti politici e mafiosi». E sull'inchiesta aperta dalla Dda di Catanzaro relativa al Dossier del Sisde, il sostituto procuratore distrettuale Salvatore Curcio, cui è affidata l'indagine, frena. «L'indagine è stata appena avviata. Prima di fare ipotesi azzardate, è bene attendere le opportune verifiche investigative». Il Corpo Forestale, dal canto suo, rigetta le accuse mosse agli stagionali: «Operai che, come era emerso da un dossier di un anno fa, non sono più precari, ma lavoratori "stabilizzati" che hanno comunque le ore lavorative assicurate con o senza incendi».
STABILIMENTI - Tre stabilimenti, uno sulla riviera romagnola, due su quella ligure sono andati in fumo: si tratterebbe secondo le indagini di dolo.
ASSOCIAZIONI - Oikos, associazione di volontariato per la prevenzione degli incendi, alza il tiro: «Per risolvere il problema - avverte - occorre il rovesciamento della mentalità pseudo ecologista». E' necessario pensare che i boschi «non sono terra di nessuno» e «attivare una capillare e vasta azione di bonifica delle zone a rischio». Per Legambiente per combattere gli incendi serve «Prevenzione, manutenzione e attività, durante tutto l'anno». E denuncia: dall'inizio dell'anno, in Italia, si sono verificati 4.663 incendi, di cui 1.776 dal 1 al 12 agosto.

 

     

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