........................
INCENDI
BOSCHIVI

........................
NOVITÀ

........................
HOME
AMBIENTE

........................
FORUM
NATURA

........................
HOME
OIKOS

 

 

 


 

Il Messaggero - Roma Città
Mercoledì 22 agosto 2001

 

ROMA, L'ESTATE SOMIGLIA A UN ROGO

Il Comandante dei vigili: «Più incendi e più ettari di bosco in cenere»

 

E' stata una stagione infernale: focolai di fiamme e fuoco sono stati più numerosi e hanno distrutto quasi 400 ettari di boschi, circa 100 in più rispetto all'anno scorso.
«Incuria, inciviltà e disattenzione dei cittadini sono i principali responsabili degli incendi, i nemici da battere» dice il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, Luigi Abate. E non sempre un'attività di prevenzione, fatta di estintori, carichi d'acqua che piovono dagli elicotteri, forze umane impiegate, vigili del fuoco, uomini della forestale, volontari, bastano ad arginare il fenomeno: «Quest'anno l'attività di prevenzione è aumentata da parte di tutti - continua il comandante Abate - la Regione ha potenziato le sue strutture, aprendo nuove sale operative, i vigili del fuoco hanno intensificato la loro presenza sul territorio e volontari e protezione civile hanno funzionato. Eppure il Lazio è al quarto posto tra le regioni più colpite dal fuoco; Roma poi è stata letteralmente assediata dai piromani e dalle fiamme. Prima di vedere ridotti gli incendi, però bisognerà attendere una rivoluzione culturale». Ma il Wwf ed alcune associazioni di volontariato, impegnati nella difesa dell'ambiente, non ci stanno e accusano e denunciano che ancora molto può essere fatto sul fronte della prevenzione: Secondo Maurizio Santoloci, vicepresidente nazionale del Wwf e magistrato impegnato contro i reati ambientali «manca una strategia interforze sul territorio, perché ancora i boschi non sono considerati obiettivi a rischio. Non ha senso parlare di incidenti, di mozziconi di sigarette, caduti casualmente a terra: dietro ogni incendio boschivo c'è la mano criminale dell'uomo più che la disattenzione». Una conclusione amara, la stessa a cui giunge Alfonso D'Ippolito, segretario dell'Oikos, un'associazione di volontari che da 20 anni opera per la protezione dell'ambiente. Le indagini per risalire alla mano criminale sono complesse e spesso senza frutto: meglio sarebbe impegnarsi in un'attenta politica che «riduca il combustibile, l'incuria in cui versano i boschi. E l'Oikos accusa il comune di Roma di non aver fatto tutto il possibile prima del periodo di massima allerta e di aver trascurato le azioni normali di prevenzione come la perimetrazione dei campi e dei parchi, la pulizia delle scarpate di strade e ferrovie, le uniche misure al momento in grado di preservare l'ambiente». E se occorre una rivoluzione culturale bisogna cominciare dalle parole: «Basta con il chiamarli piromani - conclude il magistrato Santoloci - si tratta di incendiari, cioè di veri e propri criminali che bruciano per interesse, non per imprudenza».

 

     

INIZIO
PAGINA

 

HOME AMBIENTE | NOVITÀ AMBIENTE | FORUM NATURA | HOME OIKOS