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IL TEMPO - Martedì 28 agosto 2001
CRONACHE ITALIANE

di MATTEO TAGLIAPIETRA

 

IMPOTENTI DI FRONTE ALL'ITALIA CHE BRUCIA

La denuncia dell'Oikos, da gennaio ad agosto oltre cinquemila incendi, distrutti dalle fiamme 430mila ettari di territorio.

Aumenta il numero dei roghi ma diminuisce la superficie di territorio colpita.

ROMA - L'Italia brucia e lo Stato assiste praticamente impotente alla distruzione di decine di migliaia di ettari di boschi, di macchia mediterranea, di pascoli. Da gennaio a metà agosto sono andati a fuoco 43mila ettari di territorio, pari a un quinto della provincia di Latina, a un terzo di quella di Pescara. Solo nel mese di Luglio più di 17mila ettari del nostro territorio sono stati ricoperti dalle fiamme, in agosto - basta scorrere i titoli dei giornali - è stata un'autentica guerra contro i piromani, scandita da un quotidiano bollettino di brutte notizie. E pensare che in tono trionfalistico, a metà luglio le autorità competenti avevano annunciato un netto calo degli incendi rispetto allo scorso anno; ora le previsioni sono più caute, il numero degli incendi è aumentato, ammettono (5808 secondo l'Oikos al 13 agosto), ma è minore la superficie di territorio colpita.
Dove cercare le responsabilità? Sono sufficienti i duecento miliardi stanziati dal Governo per un triennio? E quanto costa in termini economici questo disastro annunciato e sistematicamente reiterato? Un discusso e contestato rapporto del SISDE ha ventilato l'ipotesi di responsabilità dei cosiddetti "stagionali" e dei pastori sardi che bruciano le loro terre. Forse non è proprio così. Un dossier pubblicato dall'Oikos, associazione di volontariato che si occupa del fenomeno da anni, punta il dito sulle scelte poco lucide e dispendiose delle regioni, troppo intente a fregiarsi della presenza nelle loro flotte dei famosi Canadair per preoccuparsi di una opera di prevenzione sul territorio, accurata e assai più proficua. «Nel momento in cui si deve intervenire per spegnere un incendio, il danno è già stato fatto - spiega Vincenzo Minissi presidente dell'Oikos - è fondamentale che venga svolta un'adeguata opera di prevenzione e monitoraggio, enormemente meno costosa e molto più vantaggiosa di quella di spegnimento». Nel dossier si legge che: «con le risorse necessarie a sostenere due ore di volo di un Canadair si può allestire un presidio antincendio attrezzatissimo operante 24 ore su 24 per quattro mesi»; un dato esplicativo di quali ingenti interessi economici si muovano dunque dietro al businnes dello spegnimento degli incendi. A conviene un tale dispendio di risorse? Certamente non alle regioni a cui è delegato il potere di decisione in merito, tanto meno a chi su quei terreni intende costruire, visto che ormai da parecchi anni non è possibile edificare su un terreno in cui sono passate le fiamme, e non conviene a chi dal bosco trae risorse. La domanda è forse destinata a rimanere senza risposta, ma si può provare a fare qualche riflessione. Se Sardegna, Lazio, Campania, Puglia e Calabria sono le regioni più "infuocate", in Piemonte l'aumentare degli investimenti di tecnologie avanzate, specialmente elicotteri, ha coinciso con la crescita del numero degli incendi boschivi; ancora, il fenomeno si è allargato anche a zone in cui era praticamente inesistente (Abruzzo e Marche) e colpisce in località che non possono sfuggire all'attenzione dei media, senza dimenticare che si sono verificati incendi, di chiara matrice dolosa in luoghi raggiungibili solo per vie aeree, a meno che non si voglia credere alla fantasiosa teoria dell'utilizzo, da parte degli incendiari, di piccioni viaggiatori particolarmente attrezzati. Sembra quasi che si tratti di azioni dimostrative volte a mantenere viva l'attenzione dell'opinione pubblica ambientalista sul problema, facendo così pressione sulle istituzioni, che da qualche anno ricevono insistenti proposte di acquisto di sistemi di telerilevamento degli incendi boschivi. Il Governo promette di combattere questa battaglia con satelliti, uomini e miliardi. Chi sta dall'altra parte, sul territorio, si aspetta un approccio diverso.

 

- Come bloccare chi specula sullo spegnimento.

 

 

     

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