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ROMA CRONACA
IL GIORNALE - Lunedì 2 luglio 2001
CASILINA,
SFIACARROZZE DISTRUTTO DALLE FIAMME
E l'Oikos denuncia il ritardo delle istituzioni
nella lotta agli incendi
Giacomo Legame
Un impianto di autodemolizioni sulla via Casilina,
all'altezza di via due Leoni, è andato a fuoco ieri mattina . Le fiamme sono
divampate, intorno a mezzogiorno con il favore del caldo in una zona di
sterpaglie lungo la strada e vicino all'impianto che è stato distrutto
dall'incendio. I vigili del fuoco avvertiti da alcuni passanti che si sono
accorti del fumo nero e denso che si levava nel cielo, sono intervenuti con tre
mezzi e hanno cercato di domare il rogo. E sono riusciti dopo due ore di
intensissimo lavoro a circoscrivere le fiamme evitando che proseguissero
ulteriormente all'interno dell'impianto ma anche che si propagassero fuori.
Più tardi è stata fatta una stima dei danni. E si è appurato che
nell'incendio sono andate a fuoco una settantina di auto e tre-quattro autocarri.
Intanto sul rischio incendi estivi, specie nelle aree protette, è intervenuta
l'associazione Oikos, ricordando che un'ordinanza di aprile del commissario
straordinario prescrive3 ai cittadini romani l'obbligo di interramento delle
stoppie non oltre il 15 luglio. Ma, secondo l'associazione, <<l'incuria
continua a regnare>>.
<<Le ore più calde della giornata hanno ancora una volta fatto registrare
le prime significative emergenze - ha spiegato Enzo Minissi, presidente dell'Oikos
- a fronte della pericolosità della situazione non sembra ancora che le
istituzioni abbiano seguito molto le indicazioni della nuova legge nazionale
sugli incendi boschivi che pone la prevenzione come attività prioritaria
nell'azione per la difesa dalle fiamme >>.
Secondo l'Oikos basta fare una passeggiata nelle riserve naturali del Pineto, di
Decima Malafede o intorno a quel che resta della Pineta di Ostia per rendersi
conto che il quadro è analogo a quello degli anni precedenti: erba alta e secca
a ridosso di boschi e cespugli. <<A parte l'impegno della Regione Lazio,
che ha lottato contro il tempo per attuare le norme stabilite dalla legge
nazionale - ha sottolineato Alfonso D'Ippolito, segretario regionale dell'Oikos
- il panorama presentato dalle istituzioni resta il solito e si tratta solo di
costosi palliativi che non vanno oltre squallide operazioni di facciata
>>.
"Se andiamo a farci una passeggiata nelle
riserve naturali del Pineto, di Decima Malafede o intorno a quel che resta della
Pineta di Ostia -commenta il presidente dell'Oikos Enzo Minissi- la situazione
è analoga a quella degli anni precedenti : erba alta e secca a ridosso di
boschi e cespugli. Basta poco perché si ripetano i disastri del passato, anche
se, purtroppo, restano sempre meno alberi " A parte l'impegno della Regione
Lazio che ha lottato contro il tempo per l'attuazione delle nuove norme previste
dalla legge nazionale - ha sottolineato Alfonso D'Ippolito, segretario regionale
dell'Oikos aggiunge: " il panorama presentato dal resto delle istituzioni
è sconfortante. Il problema che riscontriamo è sempre lo stesso : costosi
palliativi che non vanno oltre squallide operazioni di facciata.
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