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IL TEMPO
CRONACA DI ROMA, pag. 28 
martedì, 1 agosto 2000
di Alfredo Vaccarella

 

L'associazione ambientale chiede la verifica delle strutture coinvolte nella gestione delle aree colpite .

Incendio della Marcigliana, denuncia dell'Oikos

Nel rogo, nonostante l'intervento dei pompieri, sono andati distrutti 27 ettari di bosco

 

Incendio della Marcigliana, in fumo 27 ettari di bosco.
E l'Oikos presenta una nuova denuncia alla Magistratura.
"Verificare l’operato dell’Amministrazione comunale di Roma, dell’Ente Regionale "Romanatura" di cittadini privati o di altri Enti a qualsiasi titolo coinvolti nella proprietà o nella gestione dell’area colpita dall’incendio, in merito al rispetto delle normative di prevenzione degli incendi boschivi descritte nelle disposizioni regionali, valutando se a carico dei sopradescritti enti pubblici e/o privati possono ravvisarvi ipotesi di reato". E' questa la richiesta ai giudici del professore Alfonso D'Ippolito segretario della associazione che da sempre si batte per la tutela dell'ambiente.

Già dall'inizio dell'estate infatti erano state segnalate tutta una serie di zone a rischio incendi, nelle quali puntualmente le fiamme hanno compiuto il proprio feroce dovere. Castelfusano, Castel di Decima, Tenuta dei Massimi, altrettante tappe della "via Crucis" del verde abbandonato, alle quali si è aggiunta anche la Marcigliana, pagando il prezzo di 27 ettari devastati.

"Inutile dire che anche in questo caso si è trattato di un disastro annunciato - spiega ancora D'Ippolito - limitato fortunatamente dall'intervento tempestivo del Corpo forestale dello Stato e dall'ausilio di un Canadair sopra il luogo dell'incendio". Ma lo stesso non si può dimenticare che i focolai si sono sviluppati in via di Vallericca all'altezza del quarto chilometro, dove - prosegue ancora il segretario dell'Oikos - "era stata già denunciata la presenza di un colossale deposito di rifiuti".

Quanto alle ipotesi di reato configurate, si chiede di verificare l'effettiva emanazione, nell'ambito del territorio cittadino di Roma della ordinanza comunale in merito alla prevenzione degli incendi, individuando tempi di approvazione, modalità e tempi di diffusione, avendo cura di verificare se la mancata o inadeguata diffusione della citata ordinanza non sia ascrivibile ai reati di omissione negli atti di ufficio, valutando, altresì, se le eventuali irregolarità, inadempienze e/o omissioni riscontrate non vadano a costituire ipotesi di reato, nell'ambito del concorso in danneggiamento di beni ambientali e di disastro ambientale" . Non solo, l'attenzione dell'Oikos si appone ancora una volta sull' Ente "Romanatura" e che ha potuto godere finora, per la sola gestione, di 1 miliardo e 980 milioni in due anni".

"Rispetto al tragico capitolo – chiude il presidente dell'OIKOS Vincenzo Minissi quest’anno stiamo assistendo al sistematico tentativo di occultare le responsabilità.
Sono decenni che il patrimonio verde romano va in fumo senza che i governi capitolini facciano qualcosa di serio"

 

 

     

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