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Corriere della Sera
Domenica, 27 agosto 2000
pag. 11
di Ester Palma

 

Emergenza continua nel Centro Sud. Devastati decine di ettari di riserve naturali. Negli Stati Uniti impegnate 50 mila persone

Incendi, le fiamme non si fermano

Calabria parte civile contro i piromani. Gli ambientalisti: catastrofe ecologica

 

ROMA - Non si fermano le fiamme che stanno divorando i boschi del Centro Sud. Anche ieri il bollettino di guerra del Dipartimento di protezione civile registrava incendi devastanti in Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna, dover per la seconda volta in 8 giorni il fuoco è divampato nel Poligono militare di Perdasdefogu, vicino Nuoro. E ancora in Campania, nel Lazio e in Abruzzo. Mentre Legambiente parla di «industria del fuoco» e l'Oikos accusa: «È una catastrofe ecologica».

COSTIERA ISOLATA  - Nonostante gli appelli del sindaco di Positano, resta chiusa la statale 163 che percorre la costiera amalfitana. I lavori di consolidamento, per evitare frane dopo gli incendi, dovrebbero terminare solo martedì. Ma anche ieri bruciavano, con un fronte di fuoco di 3 chilometri, i boschi fra Tramonti e Cava dei Tirreni.

ROGHI SUL GRAN SASSO - Dopo gli oltre mille ettari perduti nei giorni scorsi, non smette di bruciare l'Abruzzo. Altri 70 ettari sono andati in fumo ieri a Bussi, mentre le fiamme si dirigono verso le zone interne del parco del Gran Sasso.

PARCHI IN CENERE - Come è già accaduto nei giorni scorsi, le fiamme non risparmiano neanche le aree verdi protette. ieri ha ripreso a bruciare il versante lucano del Parco del Pollino, fra Roccanova e Chiaromonte: perduti in tutto 75 ettari di bosco. Devastate anche alcune zone dei monti Alburni, all'interno del Parco del Cilento, in provincia di Salerno:  le situazioni più critiche a Sant'Angelo di Fasanella e Ottati, dove le fiamme si sono propagate in luoghi impervi e difficili da raggiungere. Pesante il bilancio: in tarda serata 80 ettari erano già stati bruciati.

CALABRIA PARTE CIVILE - La Regione Calabria, il cui territorio continua a essere devastato dalle fiamme, si costituirà parte civile contro gli incendiari. Lo hanno annunciato l'assessore all'Agricoltura Giovanni Dima, dopo che ieri mattina 3 persone, che sono poi riuscite a sfuggire, sono state vista dall'equipaggio di un Canadair appiccare il fuoco tra Castrovillari e Luzzi, nel Basso Pollino. Anche ieri il fuoco ha distrutto oltre 100 ettari di boschi nel cosentino.

ALLARME AMBIENTALISTA - «La devastazione dell'ambiente è un business - accusa il presidente di Legambiente Campania, Ferdinando Di Mezza -. L'industria del fuoco è alimentata dalla mancata prevenzione, dalle operazioni di spegnimento, pulizia e riforestazione pagate profumatamente dalla Regione Calabria e dall'attività degli speculatori edilizi. Insomma più incendi, più lavoro, più soldi in cassa». E l'Oikos chiede maggiore prevenzione, affidata alle associazioni di volontariato e con presidi di sorveglianza attivi 24 ore su 24.

ALL'ESTERO - Estate di fuoco anche nell'Ovest degli Usa. Nonostante l'impegno di 50 mila uomini, fra cui alcuni reparti dell'esercito, continuano a bruciare vaste aree forestali in vari Stati, da Washington al Montana. Ancora fiamme in Grecia, dove venerdì sono morte 7 persone: contro l'emergenza Israele ha inviato aerei e mezzi speciali. E brucia anche la Corsica, dove sono andati già perduti 1.500 ettari di bosco.

 

     

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