La Repubblica
Lunedì, 10 luglio 2000
Cronaca di Roma, pag. II
Di Alessia Marani
Alimentate da forti
folate di vento le fiamme lambiscono anche la Cristoforo Colombo
Castelfusano,
è ancora inferno
La pineta brucia,
distrutti altri ettari. E arriva il Canadair
NON si placa
l'emergenza incendi a Castelfusano. La pineta dei romani ha continuato
a bruciare per tutta la giornata di ieri. Ma anche nella notte di
sabato numerosi focolai erano stati avvistati dalla Torre Antincendio
e spenti dagli operai del Servizio Giardini. Ieri, il forte vento che
si è abbattuto sul litorale, non ha fatto altro che alimentare le
fiamme che hanno finito per avvolgere e distruggere altri ettari di
bosco in via del Lupo, nella parte più interna verso la via
Litoranea, in via del Lido di Castelporziano e, soprattutto, in via
del Circuito, nel tratto più vicino al piazzale di Castelfusano,
quello risparmiato dal grande rogo di martedì. Le fiamme sono
arrivate a lambire nuovamente la via Cristoforo Colombo
particolarmente trafficata dagli automobilisti diretti al mare.
Per domare il fuoco è
stato richiesto ancora una volta l'intervento del Canadair e di un
elicottero della protezione civile. Le botti di vigili del fuoco, Ama
e volontari in poche ore hanno scaricato su pini a lecci almeno altri
trecentomila litri d'acqua. "L'emergenza non è affatto cessata -
confermano al Nucleo di Prono Intervento del Corpo Forestale dello
Stato, che si occupa del coordinamento antincendio - i piromani
continuano ad appiccare fuochi. Siamo solo all'inizio di una nuova e
faticosa battaglia per salvare quel che rimane del parco. Ormai, il
sottobosco è arso e le condizioni climatiche, ossia la mancanza di
piagge e il vento, non fanno che favorire altri e pericolosi focolai.
La volontà di far sparire per sempre questo patrimonio naturale è
chiara: solo lo scorso anno avevamo segnalato alla magistratura sedici
diversi incendi dolosi nell'area di via del Circuito, quella più
periferica e vicina ai nuovi insediamenti urbani. Se qualcuno ha
davvero intenzioni di portare a termine questo criminale disegno di
devastazione, basterebbe abbassare la guardia per un attimo, per
trovarci di fronte, da qui a settembre, ad un altro e irrimediabile
disastro".
Oggi, comincerà la
stima ufficiale dei danni. Le guardie forestali inizieranno a
quantificare una ad una le piante d'alto fusto andate bruciate e gli
ettari di sottobosco divorati dal fuoco, e così ne verrà fuori una
sorta di mappa del territorio devastato dalle fiamme in questi caldi
giorni di luglio.
Mentre le
associazioni ambientaliste, i comitati di quartiere e gli scout
hanno già avviato una raccolta di firme per chiedere la
chiusura del parco e la sua vigilanza notte e giorno. I volontari dal
canto loro, nonostante non sia stato riconfermato dal Campidoglio la
convenzione per la prevenzione incendi nella pineta continueranno a
dare il loro contributo: "Non è affatto vero che siamo pagati su
intervento - dice Alfonso D'Ippolito, dell'Oikos, membro
dell'Osservatorio regionale del volontariato - per tutto il Lazio ci
vengono assegnate sì e no alcune manciate di milioni. Eppure siamo
sempre presenti". Non solo. Secondo l'Oikos il Comune
"sapeva da almeno due anni il rischio che correva la pineta. Se
ne parò in Commissione Ambiente". Infine il Verde Paolo Cento:
"Il nuovo piano regolatore deve contenere un'opzione zero della
crescita edilizia nelle zone incendiate."