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Il Giornale 
Mercoledì 12 luglio 2000
Roma Cronaca pag. 41

di Stefano Vladovich

 

CASTELFUSANO, SUMMIT TRA MINISTRO E RESIDENTI

 

Alfonso Pecoraro Scanio: "La vigilanza nella storica pineta avrà priorità assoluta".

 

"Volontari onesti e volontari mariuoli". Nessun compromesso per il ministro delle politiche agricole e delle risorse forestali Alfonso Pecoraro Scanio giunto nel primo pomeriggio di ieri a Castelfusano. Un appuntamento con il neo Comitato per la rinascita della pineta e gli abitanti di Ostia, orfani da alcuni giorni di ben 400 ettari di verde pubblico.
"Bisogna intervenire con fermezza per la salvaguardia della pineta - ha detto -, il parco è anche un simbolo per la capitale. La gente potrebbe chiedersi: se brucia un bosco a un passo da Roma che cosa ne sarà di quelli in Calabria? Porrò all'attenzione del Consiglio dei ministri di venerdì la questione della sicurezza e il ministero degli Interni dovrà rendere conto dei ritardi in materia di repressione della criminalità insediata da decenni a Castelfusano". Priorità assoluta, insomma, per Pecoraro Scanio sulla vigilanza (mancata) nella pineta monumentale andata semidistrutta nel catastrofico rogo di una settimana fa. Il ministro, accompagnato dal portavoce nazionale dei verdi Maria Grazia Francescato e dall'assessore capitolino alle politiche ambientali, Loredana De Petris, ha toccato con mano la rabbia dei lidensi per un disastro annunciato in un luogo abbandonato al degrado. A cominciare dalla prostituzione che da tempo si è impadronita dei viali alberati. "Abbiamo sommerso le forze dell'ordine con esposti e denunce - dicono - ma nessuno ha fatto nulla. Ci sono decine di baraccopoli abitate da polacchi, centinaia di prostitute e delinquenti d'ogni genere. Adesso basta". E se, da una parte, ministri, parlamentari e assessori hanno fatto il punto con gli ambientalisti di Ostia, l'Oikos ha denunciato alla Procura della Repubblica il Comune per omissione di atti d'ufficio, concorso in danneggiamento di beni ambientali e naturali, concorso in disastro ecologico e ambientale. "Il Campidoglio continua a negare le sue responsabilità - spiega Enzo Minissi, presidente dell'associazione Oikos - su un disastro tra i più gravi del dopoguerra. Una catastrofe ambientale che si poteva evitare. I romani si stanno chiedendo se ognuno di loro avrebbe potuto fare qualcosa. Strano che la De Petris non si ponga il problema e non si sia ancora dimessa". Nella denuncia presentata ai magistrati si punta il dito sul mancato rispetto delle norme di prevenzione antincendio, sulla mancata mappatura delle aree a rischio, sulle responsabilità del servizio di sorveglianza svolto dal servizio giardini e sul mancato rinnovo delle convenzioni con le organizzazioni di volontariato che sarebbe dovuto avvenire entro il 15 giugno. "Bisogna realizzare al più presto un presidio della Guardia forestale - ha spiegato il ministro - a cui andranno affiancati due esponenti del comitato per la ricostruzione. I volontari sono importanti ma bisogna mettere in campo quelli onesti, non quelli che se ne approfittano. In Sardegna da anni le associazioni di volontariato controllano boschi per conto di un Comune. Sono pagati solamente se la zona affidata alla loro tutela non brucia. Non è un caso se da anni in quella località non scoppia più un incendio". "Il Campidoglio - interviene Alfondo D'Ippolito, segretario Oikos e membro dell'Osservatorio regionale delle associazioni di volontariato - non ha disposto un piano preventivo adeguato come impone la commissione ambientale dal febbraio del '98. Tra le mancanze non ha pubblicato né pubblicizzato l'ordinanza comunale di prevenzione degli incendi boschivi e il piano antincendio 2000. La maggioranza ha fatto quadrato attorno alla De Petris. Queste forze politiche passeranno alla storia come quelle che hanno male amministrato l parco più bello della Regione e per aver coperto i corresponsabili di questo inferno".

 

     

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