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I

Il Messaggero 16 luglio 2001
Roma Città

 

Monte Mario Avvolto dalle Fiamme
Rogo alle spalle della controllatissima Farnesina

C'è fuliggine nell'aria, il fuoco non è spento, dal fumo che comincia a diradarsi "riemerge una fila di croci bianche perfettamente allineate. Raccontano le targhette: "Allal Ben Driss, Tiralleur, 10-12-43, Mort pour la France", Vidal Francois, Sergent, Mort pour la France" ," Vinard Renè, Chasseur"…. Le tre del pomeriggio di un giorno rovente. Alimentato dal vento e dalla resina dei Pini, l'incendio, partito poco prima dalla boscaglia dietro la Farnesina, ha già seminato il panico e violato il Cimitero Militare Francese in cima a Monte Mario. Decine di lapidi annerite, carbonizzate le siepi della cinta esterna, l'erba bruciacchiata, scheletri di cipresso: un campo di battaglia.
Le fiamme sono scoppiate nella macchia alle spalle del ministero degli esteri verso le due. Bastano pochi minuti perché tutto il bosco tra Via dei Monti e Via dei Colli della Farnesina venga attaccato. A quell'ora in cima alla collina dove riposano oltre duemila soldati Francesi morti in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, c'è un solo uomo ad affrontare il fuoco, che avanza e sale rapidamente. Sergio Luzzi, 46 anni, uno dei guardiani del cimitero, se la vede brutta ma non si tira indietro. Apre gli sportellini degli idranti, srotola i tubi, gira a tutta i rubinetti dell'acqua. << Non ero nemmeno di turno, racconta Luzzi tutto annerito dal fumo, L'altro collega mi ha avvertito che stava succedendo qualcosa. Sono corso verso la parte del cimitero che confina con il parco di Monte Mario. Bruciava tutto, la situazione era critica, ma critica sul serio. Stavo a Morì, e non riuscivo nemmeno a respirare. Ho tirato fuori i tubi e ho fatto quello che potevo. E' stato dura. Ma l'incendio non è avanzato ed ha "toccato" soltanto uno dei lati del comprensorio >>. L'allarme intanto è scattato, massima allerta: Villa Madama, dove mercoledì ci sarà il prevertice di Genova, con tutti i Ministri degli Esteri del G8, è vicinissima. Il Parco di Monte Mario sale da Viale Macchia della Farnesina, sul retro del Ministero fino a via dei Casali de Santo Spirito, dove c'è l'ingresso del Sacrario. E' l'area che vista dalle tribune dell'Olimpico, è alle spalle della curva Nord. La zona intorno al Ministero si riempie di Carabinieri, pattuglie della Protezione Civile autobotti del servizio giardini del Comune di Roma e uomini del Corpo Forestale dello Stato. Ma la collina è impervia, c'è bisogno di rinforzi. Si alzano in volo due elicotteri della Forestale. Solo intervenendo dall'alto si può sperare di domare il fuoco. I velivoli, con i serbatoi appesi sotto, fanno il pieno nel Tevere e scaricano l'acqua lungo le pendici del monte. L'andirivieni va avanti per tre ore e centinaia di curiosi si fermano su ponte Duca d'Aosta e ponte Milvio per vedere i rifornimenti. Monte Mario lassù oltre lo stadio è ancora avvolto dal fumo: una colonna che si alza in cielo per almeno trecento metri.
<< Sembra inspiegabile - dice che un incendio così vasto sia divampato in una zona che in questi giorni è supercontrollata >>. Il fuoco divora almeno sette ettari di macchia e diverse decine di alberi. Verrà domato quasi del tutto solo verso sera. Sulle cause tutte le ipotesi sono valide. L'assessorato all'Ambiente, pur senza sbilanciarsi sul caso specifico, fa notare << che certi incendi scoppiano sempre nei fine settimana e per lo più sono dolosi >>. L'Oikos una delle associazioni ambientaliste di Roma, accusa il Campidoglio. << La responsabilità principale è del comune che dovrebbe occuparsi di protezione civile >>. Fino a notte pattuglie dei Carabinieri perlustrano la zona da cui è partito l'incendio, <<per trovare eventuali tracce di piromani >>. Il fumo avvolge ancora le tombe: Zane Michel Tiralleur; Tuppamone Eric, Caporal. Tombe annerite.

 

 

     

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