CRONACHE IL GIORNALE, Sabato 21 luglio 2001
PARCO DEL CIRCEO IN FUMO:
DISTRUTTI VENTI ETTARI DI VERDE. Autobotti
e Canadair per domare l'incendio A provocare il rogo un cavo elettrico
tranciato dalla furia del vento - Panico
nelle ville vicino al mare "Ho visto quell'inferno incombere sulla mia
casa e sono fuggita"
ANNA MARIA GRECO (inviato a San Felice Circeo -
Latina)
Le fiamme che minacciano le ville del Monte
Circeo, venti ettari di parco naturale che bruciano, gravi danni, almeno otto
ore di lavoro per domare l'incendio con autobotti, elicotteri e Canadair.
Erano anni che non si ricordava un disastro così a San Felice, il paesino
sulla montagna della maga Circe. L'allarme è scattato alle 8 del mattino.
"Mi sono svegliata sentendo un forte crepitio - racconta la signora
Manuela, proprietaria di una villa affacciata sul mare a Quarto Caldo - e
quando ho guardato fuori ho visto fiamme altissime. Ho chiamato subito i
vigili del fuoco: mi hanno assicurato che le prime autobotti stavano
accorrendo da Latina e Terracina. Io, però, ho preso tutta la famiglia e sono
scappata giù in paese per precauzione". Hanno fatto così in molti,
mentre il forte vento estendeva l'incendio dalla strada del sole verso l'alto
della montagna. Ai vigili del fuoco e alle guardie forestali sono arrivate
decine e decine di telefonate allarmate di gente che si era svegliata con il
fuoco quasi alle porte. All'inizio si è parlato di un fatto doloso, perché
questa zona del Monte Circeo è stata interessata diverse volte in passato da
incendi sospetti. In seguito, però, si è fatta strada una seconda e più
probabile ipotesi: sembra che un cavo elettrico, tranciato forse dalla stessa
furia del vento, sia caduto nelle sterpaglie provocando la prima scintilla.
Nelle ville di Quarto Caldo, infatti, per un certo tempo si è interrotta
l'erogazione elettrica. Dopo le 11 la pioggia ha dato una mano a Guardie
Forestali e vigili del fuoco, ma il vento continuava a soffiare e se a metà
giornata la battaglia sembrava vinta, poi si è scoperto che un nuovo focolaio
aveva riattivato le fiamme. Ancora per tre - quattro ore uomini e mezzi hanno
dovuto lavorare per domare definitivamente l'incendio. Un incendio che suscita
anche delle polemiche, come è successo tante altre volte. L'associazione di
volontariato Oikos propone "un sistema capillare di vigilanza e
prevenzione in tutto il territorio". Secondo gli ambientalisti sono
ancora molte le regioni e i Comuni dove si trascurano interventi di
prevenzione". Scandalosa è definita ad esempio la situazione del Comune
di Roma "dove la Giunta Veltroni ha annunciato per il 2002 un folle
impiego di risorse (un miliardo e 200 milioni) per impiegare d'estate un
numero maggiore di giardinieri, piuttosto che prevedere una maggiore tutela e
cura delle aree verdi e delle riserve naturali protette".