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IL MESSAGGERO SABATO, 21 luglio 2001

 

NELLA MORSA DEL FUOCO - L'assessore all'ambiente: "Che siano tutti accidentali sembra davvero difficile"- Mille roghi in diciotto giorni - Boschi e sterpaglie in fiamme: scatta l'interforze tra pompieri, forestale e volontari.

di Ilaria Conti

"Ottanta interventi al giorno su incendi di sterpaglie e boschi. Si arriva anche a cento quando le condizioni meteorologiche non aiutano, con giornate ventose come ieri e l'atro ieri." Quello che emerge dalle parole del vice comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Sebastiano Giuliano, sembra un bollettino di guerra. Mille azioni nei soli primi diciotto giorni di luglio. Senza poi contare tutte le altre circostanze in cui il corpo deve intervenire, alberi, cornicioni, tegole solo per fare degli esempi: tra l'altro ieri mattina e ieri alle 14, sono intervenuti in tutto 300 volte. Le cifre si commentano da sole e come tutte le estati si ripropone, per gli stessi e ormai scontati motivi, l'allarme incendi nella Capitale e in tutto il territorio nazionale. Dall'inizio dell'estate sono andati in fumo a Roma già 300 ettari di territorio. Monte Mario e il Parco di Tor Marancia gli ultimi e preoccupanti incendi. "L'unico strumento che noi abbiamo è rafforzare la vigilanza da una parte e intervenire tempestivamente dall'altra - dice l'assessore all'Ambiente Dario Esposito- L'emergenza va affrontata con vigore e coordinazione con le forze dell'ordine a cui spetta il compito di sorvegliare". " Riguardo alle cause degli incendi, se ci sono altri interessi lo si deve appurare - continua Esposito - E'strana la quantità di coincidenze che avvengono in alcuni giorni. Che sia casuale sembra difficile, qualche sospetto viene". Rincara la dose invece il presidente dell'Oikos, Vincenzo Minissi: "La casistica dei piromani è vasta e senza dubbio c'è ancora molta ignoranza , ma laddove si spendono soldi per spegnere gli incendi, gli incendi aumentano. Le chiacchiere comunque starebbero a zero se i boschi nella Capitale fossero tenuti a norma di legge, ossia fossero puliti. Non possiamo continuare con la cultura dell'emergenza, il punto di partenza è la previsione e al prevenzione". L'Oikos ha infatti deciso di presentare un esposto alla Magistratura in cui accusa il Campidoglio di non aver eseguito le misure preventive. Un monitoraggio effettuato nei giorni scorsi dall'associazione ha infatti rivelato un territorio spesso abbandonato al degrado: disatteso l'obbligo di interrare le stoppie entro il 15 luglio e quello di ripulire la vegetazione confinante con strade, autostrade e ferrovie. Dall'altra parte Dario Esposito è soddisfatto del piano estivo attuato in collaborazione tra vigili del fuoco, corpo forestale e comune di Roma (volontari e protezione civile). Una campagna boschiva iniziata da metà giugno, che vede operare in modo integrato tutte queste forze in una sorta di sala operativa. "Ogni forza interviene con il proprio contingente - spiega Sebastiano Giuliano - Abbiamo imparato a operare in modo congiunto. Noi ci siamo attivati anche - specifica - con ulteriori squadre antincendio, esattamente cinque per un totale di 30 persone in più al giorno (400 circa sono i vigili del fuoco impiegati al giorno)". Le squadre sono state dislocate nelle zone ritenute più a rischio, La Rustica, Civitavecchia, Anzio, Fiumicino e Tivoli, sono itineranti e possono essere impiegate, in caso di necessità, in ambito regionale. Non mancano infine le opere di sensibilizzazione dei cittadini. Una tra tante gli sms della Tim che invitano a chiamare il 115 o il 1515 se si avvista un incendio. "Più la gente comune è sensibilizzata - aggiunge Giuliano - più si può arrivare tempestivamente sul territorio".

 

     

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