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Il Messagero
Sabato, 23 luglio 2000
Cronaca di Roma, pag. 41

 

L'OPINIONE

Borghini: ignorati tutti gli allarmi lanciati, il distastro della pineta colpa della Giunta

Dal capogruppo in Consiglio comunale del Polo delle Libertà riceviamo e pubblichiamo 

di PIERLUIGI BORGHINI 

 

Sul disastro di Castelfusano, la "Pineta dei romani", deve emergere la demagogia di una amministrazione che in tutti questi anni ha completamente ignorato la situazione a rischio in cui si trovava quel polmone di verde che era la pineta di Castelfusano. L'assurdità di una giunta (il cui sindaco proviene da una formazione ecologista) che dopo aver fatto finta di non vedere e sentire tutti gli allarmi per la pineta di Castelfusano ha raggiunto l'assurdo di mettere una taglia sui presunti piromani, dimenticando completamente le sue responsabilità. Ma chissà, magari lo ha fatto perché autodenunciandosi potrebbe incrementare il bilancio del Campidoglio di ben 100 milioni.

Battute a parte, esaminiamo i fatti concreti: la società Castelfusano ha denunciato il Comune di Roma per la mancata manutenzione e sorveglianza del Parco Urbano di Castelfusano. Questa area è stata praticamente abbandonata a se stessa dal 1887. Risale infatti a quella data, ben 113 anni fa, l'ultimo impianto di alberi nella pineta. Come il sindaco dovrebbe ben sapere, considerata la sua militanza nei Verdi, per mantenere in salute un bosco - il cui valore è inestimabile - è buona regola provvedere al rimboschimento ogni 20-25 anni con esemplari di 10-15 anni. Ma, anche considerando questa un'attenzione eccessiva, nell'area in questione, non sono mai stati osservati li obblighi di legge in materia di prevenzione di incendi boschivi. 

Inoltre, da anni era stata denunciata alla magistratura l'inutilità delle bocchette posizionate lungo la strada asfaltata, lontane dalle zone interne al circuito, che rimanevano poco protette. Infine, già in una seduta della commissione consiliare per l'ambiente svolta in Campidoglio il 22 settembre 1998, il perito industriale coordinatore Lodagana, dell'ufficio Protezione Civile del Comune di Roma, fece notare che Castelfusano era una delle zone più a rischio: nonostante ciò, la situazione è rimasta invariata. Si poteva evitare il disastro? A presidiare il territorio, prima della devastazione, c'erano solo 30 dipendenti del Servizio Giardini incaricati della manutenzione e del controllo di un'area vasta 1100 ettari. Da questi fatti, fatti e non parole, emerge con chiarezza il gravissimo disinteressa della Giunta Rutelli e, comunque una diffusa leggerezza nei confronti del patrimonio verde e la sicurezza dei cittadini.

Intanto il gruppo consiliare di An ha annunciato che presenterà due ordini del giorno: uno per l'immediata revoca del mandato all'assessore capitolino all'Ambiente Loredana De Petris, responsabile della mancata tutela del parco urbano di Castelfusano, e l'altro per chiedere che sindaco e giunta siano impegnati a intervenire perché venga dichiarato lo stato di calamità per la XIII circoscrizione.

L'affidamento della gestione dei parchi romani a Wwf, Legambiente etc, è ben lungi dall'essere stato trasparente; fino a cinque anni fa, infatti, l'Oikos è stata l'unica associazione che aveva incarichi istituzionale nella protezione dell'area in questione: con l'era Rutelli è stato progressivamente emarginata a vantaggio di chi si mostrava meno critico verso l'operato della giunta capitolina in campo ambientale.

 

     

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