Corriere della Sera
Mercoledì, 5 luglio 2000
pag. 9
Brucia la pineta di Ostia, fumo su Roma
Incendio doloso distrugge 100 ettari di macchia, 15
intossicati. Muoiono tra le fiamme 8 cavalli
ROMA - Brucia a 24 ore la pineta di Castelfusano,
1.100 ettari sul litorale di Ostia, non lontano dalla tenuta
presidenziale di Castelporziano. In fiamme la macchia mediterranea e
gli alberi d'alto fusto, la vegetazione ridotta a un cumulo di cenere,
spenta ogni forma di vita. Il fuoco ieri sera aveva già distrutto
più di 100 ettari e non era stato ancora domato. Quattrocento vigili
del fuoco e oltre tre mille tra poliziotti, carabinieri, agenti della
Guardia di finanza, dipendenti del Comune di Roma e della Protezione
civile, volontari hanno lottato tutto il giorno, invano, contro le
fiamme. In serata il prefetto, Enzo Mosino, ha chiesto l'intervento
dell'esercito, mentre il ministro dell'Agricoltura Alfonso Pecoraro
Scanio ha proposto un decreto legge anti-piromani.
Quindici tra anziani e bambini sono rimasti
intossicati a causa del fumo che ha avvolto Ostia ed è arrivato fino
al centro di Roma, in piazza San Pietro, abbandonata per alcuni minuti
dai turisti già stremati dal caldo.
Evacuati un asilo e cinque palazzine con un
centinaio di inquilini, distrutte venti auto i cui serbatoi di benzina
sono scoppiati. Nel pomeriggio le forze dell'ordine hanno dovuto
sgomberare il camping "Country Club", che ospita per lo più
immigrati ma, in questa stagione, anche turisti. Il fuoco ha ridotto
in cenere le strutture del campeggio e una casa colonica, oltre alle
baracche sparse nella pineta, dove vivono soprattutto extracomunitari
polacchi. Questi, disperati, sono fuggiti in bicicletta, il loro
abituale mezzo di trasporto.
Che cosa ha dato il via a un disastro di tali
proporzioni? I soccorritori non hanno dubbi, come non ne ha
l'assessore all'Ambiente del Campidoglio, Loredana De Petris:
"L'incendio è sicuramente doloso. Abbiamo trovato rotte tutte le
bocchette dell'acqua, installate proprio contro le fiamme.
Probabilmente sono state distrutte con un martello". Della stessa
opinione è il direttore della tenuta di Castelporziano, Valerio
Cicoria: "L'incendio è fortemente doloso, non c'è alcun
dubbio".
Un uomo e una donna con due taniche - erano stati
notati dell'ufficio Giardini del Comune - sono stati fermati dai
carabinieri. I primi focolai sono scoppiati lunedì sera. e,
sottolinea l'assessore De Petris, "in almeno dieci punti diversi
e lontani, un'altra caratteristica del dolo". Fino alle 13.30 di
ieri i soccorritori sono riusciti a controllare le fiamme ma poi,
complice lo scirocco con raffiche a 70 chilometri l'ora, l'incendio è
divampato con tutta la sua forza devastante. Il fumo non ha disturbato
l'attività del "Leonardo da Vinci", ma i treni che arrivano
all'aeroporto sono stati bloccati in due riprese tra le 15.30 e le 17.
Chiuse la Cristoforo Colombo e la statale Pontina, con gravissime
ripercussioni sul traffico, fermi alcuni autobus e i pullman diretti a
sud di Roma, stracolmi di pendolari. Atroce la fine di otto cavalli
dei circoli ippici Castel Fusano, che sono morti carbonizzati a causa
dell'incendio.
I soccorsi sono stati coordinati dall'unità di
crisi istituita dal prefetto nella sede del Comando provinciale dei
vigili del fuoco. Per combattere l'incendio il Comune, l'Ama (Azienda
municipalizzata ambiente), i pompieri e la Protezione civile hanno
inviato 45 autobotti, due idroschiume, sei ambulanze e un centro
mobile di rianimazione. Sul posto anche due elicotteri e due Canadair,
costretti a rifornirsi nel lago di Castelgandolfo a causa del mare
agitato.
L'incendio non ha mancato di suscitare polemiche.
L'associazione Oikos ha definito "insufficienti" gli uomini
e mezzi impiegati a Castelfusano. Legambiente ha stigmatizzato
"la consueta impreparazione" di ogni estate, mentre il Wwf
si è chiesto "chi c'è dietro alla strategia del fuoco". E
a Ponza militari americani hanno provocato un incendio in una delle
zone più suggestive dell'isola, sparando un razzo da una barca per
festeggiare il giorno dell'indipendenza.