Il Giornale
Sabato, 8 luglio
Cronaca di Roma, pag.43
di Stefano Vladovich
E' faida per mettere
le mani sulla pianeta
Le mani sulla pineta. Ambientalisti, associazioni
di volontariato, corpo forestale dello Stato, protezione civile,
ufficio giardini, vigili del fuoco. Sulle rovine ancora fumanti della
tenuta di Castelfusano tutti contro tutti sul futuro dei 700 ettari
risparmiati dalle fiamme. "Parenti" serpenti che lanciano
veleni sulla salvaguardia del patrimonio boschivo del litorale.
Convenzioni mai rinnovate, miliardi sborsati dalle casse regionali,
personale e strutture comunali ridotte all'osso e un mare di denaro
per la ricostruzione.
La partita per entrare in gioco è appena
cominciata. "Sono anni che non vediamo un soldo dal Comune -
spiega Alfonso D'Ippolito, segretario dell'Oikos -. In questa zona
opera la protezione civile del centro Zeta, dell'Aval e della Konrad
Lorenz: I rimborsi non superano i 200 milioni in tutto il Lazio. I
vecchi accordi con il Campidoglio, invece, prevedevano una cifra ad
avvistamento. Le associazioni hanno una convenzione diretta con la
forestale, intervengono su richiesta. Anche qui il denaro copre appena
le spese. Considerando che si opera sulla prevenzione tutto ciò è
ridicolo. L'assessore all'Ambiente, Giovanni Hermanin, invece, ha
consegnato un miliardo al comando provinciale dei vigili del fuoco
privilegiando l'emergenza. A noi, che operiamo per evitarla, le
briciole. I nostri rapporti con i forestali? Ottimi". A Tumuleti,
cuore del parco inserito nella Riserva Statale del Litorale, sotto la
torre d'avvistamento gli operaio del servizio giardini vanno e
vengono. E' passata da poco l'una di notte, ma è ancora allarme.
"Sta bruciando anche la villa di Plinio, non ci possiamo fermare
- dicono -. Che fine faremo quando tutta questa storia sarà conclusa?
Chi subentrerà al posto nostro? Andate a chiedere alle associazioni
ambientaliste e antincendio che vogliono entrare in ballo. Siamo
ridotti all'osso, i mezzi sono insufficienti". A Castelnuovo di
Porto, sede di quel manipolo di forestali accusati da un giardiniere
di responsabilità tutte da dimostrare, si respira un'aria di rivalsa.
"Stiamo preparando un dossier che consegneremo presto alla
magistratura - spiega l'ispettore Domenico Biondi -. Anni fa, quando
nel parco c'eravamo solo noi e veniva preso d'assalto dai fagottari,
quando venivano accesi decine di barbecue, non scoppiava un solo
incendio. Adesso che le associazioni di volontariato sono spuntate
come funghi c'è l'inferno". Gli ambientalisti rilanciano:
"A Castelfusano dovranno lavorare molti di noi - spiega Luca
Demartino, responsabile Lipu -. Si tratta. però della gestione di un
centro d'informazione. Nessuna guerra: operiamo sulla conservazione,
non sui servizi. Sull'antincendio la Regione paga a privati ogni
singolo avvistamento. A voi la conclusione".