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Il Giornale – Roma 
Martedì 9 luglio 2002

Rita Smordoni

 

 


L’EMERGENZA

Come da copione: nuovo allarme incendi
Dall’inizio dell’estate sono già andati in fumo 300 ettari,
ma il comune taglia i fondi per la prevenzione

Incendi boschivi. Un capitolo buio e denso di polemiche.. A Roma la scorsa estate sono andati in fumo oltre 300 ettari di territorio, con alberi e sottobosco. Quest’anno, 15 giorni fa le pendici di Monte Ciocci, nel quartiere Aurelio, hanno preso fuoco. domenica è stata la volta della Valle dei Daini, vicino a Villa Pamphili, con fiamme alte 25 metri che hanno divorato alberi e sterpaglia, probabile l’origine dolosa. Altri incendi all’Acqua Acetosa e in campagna. Con le temperature infuocate che arriveranno la situazione è destinata a peggiorare. Occorre tagliare l’erba, rimuovere le stoppie, dov’è possibile sorvegliare. Nel caso della pineta di Castelfusano predisporre larghe vasche d’acqua . Bonificare le discariche. La lista delle cose da fare è lunga.
Che cosa sta facendo il Comune di Roma ? Purtroppo si ignorano piani e costi, appalti, tutto.
L’Oikos, l’associazione ambientalista di volontariato, impegnata da oltre 20 anni su questo fronte punta il dito "La scorsa estate abbiamo chiesto in base alla legge sulla trasparenza il piano antincendio del Comune di Roma – accusa il presidente Enzo Minissi -. Il Campidoglio ce l’ha consegnato solo a fine agosto, quando ormai non serviva più."
"Non si poteva neanche definire un vero piano – aggiunge il segretario Alfonso D’Ippolito - . Il Comune non aveva nessun’area a rischio, mancava qualsiasi programmazione, praticamente il piano era solo una lista dei nuclei operanti nel periodo estivo".
E quest’anno?" La protezione civile ci ha consegnato l’ordinanza, ma il vero piano resta avvolto nel mistero". Dietro gli incendi ci sono i soliti piromani incalliti, maniaci con l’accendino in mano? O c’è dell’altro?
"A causare gli incendi di solito sono il degrado e la mancanza di prevenzione – replica Minissi - " Per quanto riguarda i piromani, abbiamo fatto uno studio: nel Lazio c’è una incidenza minima del 5-6% di vandali. Per il resto, basta molto poco ad accendere un fuoco, c’è chi vuole stanare un topo, ci sono i ragazzini: quella che conta è la prevenzione . C’è una legge che la rende obbligatoria, tanto che il Comune emana un’ordinanza ogni anno . Ma poi il primo a non osservarla è proprio lui" . Spiegatevi meglio." Il Comune stabilisce prescrizioni e divieti in pratica ordina di ripulire le aree a rischio di stoppie da stoppie erbacce, eccetera . Ma basta fare un giro in città per vedere che nessuno provvede. Anche nei parchi pubblici l’erba è alta . Abbiamo partecipato a una riunione alla Regione appena un mese fa. Noi dell’Oikos siamo nella commissione regionale per l’attuazione dei piani pluriennali di protezione civile, unici ambientalisti, insieme al Corpo Forestale ai vigile del fuoco, ai volontari . Si è trattato di una riunione congiunta col Comune di Roma, Roma Natura e la Protezione civile . Il rappresentante del Comune ha affermato che quest’anno il bilancio antincendio è stato tagliato della metà . Dal tavolo è uscita la lista delle aree dove fare entro 15 giorni gli interventi di bonifica : Pineto, Monte Mario, Insughereta, Decima, Caffarella . Ma chi li fa ? I volontari ? Non sono attrezzati ? Potremmo stipulare dei contratti con delle ditte private a costi irrisori . 300 ettari di bosco si possono mettere in salvo con una spesa di appena 3 milioni di lire . Perché nessuno lo vuole fare ?".
" Abbiamo sollecitato inutilmente la bonifica di tutte le discariche nelle aree verdi, molti gli danno fuoco per evitare fastidi – aggiunge D’Ippolito – A Spinaceto la scorsa estate la campagna è andata in fiamme perché non era stata tagliata l’erba , c’è stata una giornata di panico . 65 mila ettari di area agro-silvo-pastorale sono nel degrado più completo . Ma a Roma si fa lo scaricabarile . Si è litigato per anni su chi dovesse pulire la Casina delle Civette a Villa Torlonia, finché nel ’93 ha preso fuoco . Ora si procede allo stesso modo ". Ma a Roma quali sono le aree verdi degradate ?" 
Al Pineto, uno dei parchi più belli della Capitale, un incendio lo scorso agosto ha messo a nudo cose incredibili : sfasciacarozze abusivi, baraccati, un campo di calcio sepolto dall’erba, ma questa è la realtà di Roma " .

 

 

     

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