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Il Giornale
Domenica, 9 luglio 2000
Roma Cronaca, pag. 35

 

L'Oikos: "Il Comune, corresponsabile del rogo"

Il Comune di Roma principale responsabile dei danni inferti a Castelfusano. L'Oikos punta il dito contro l'amministrazione capitolina.

"Non c'è dubbio - spiega il presidente Vincenzo Minissi - in base alla normativa vigente è il Campidoglio, attraverso il suo ufficio giardini, corresponsabile della tragedia una volta dimostrato che non erano stati osservati gli obblighi di legge in materia di prevenzione degli incendi boschivi. Guarda caso gli stessi dipendenti in un primo momento hanno denunciato la manomissione delle manichette poi additato le guardie forestali come i sospetti piromani. Dopo il sabotaggio si è saputo che da anni alcuni idranti erano inutilizzati. Nessuna novità, però, dal momento che più volte è stata denunciata alla magistratura l'inutilità di quelle bocchette. Sono posizionate lungo le strade asfaltate, ovvero lontano dalle zone interne al circuito dove, invece, c'è necessità d'acqua". Anche sulle dichiarazioni rese ai carabinieri - prosegue - c'è molto da dire: innanzitutto il giardiniere prima afferma di aver visto persone in divisa da forestale accanto ai luoghi degli incendi, poi parla di minacce con le pistole, infine di averli visti con le taniche nelle mani.

Il movente, sempre secondo il supertestimone, sarebbe "impedire il passaggio di competenze" allo stesso servizio giardini. In realtà queste competenze sono già affidate ai dipendenti del Comune. Insomma, le accuse sono senza alcun fondamento e non si comprende ancora perché il collega del teste, invece, si sia rifiutato di confermare il suo racconto". Quelle sui volontari sono solo illazioni. I contributi erogati alle associazioni sono sempre inferiori ai dieci milioni di lire. Infine va sottolineato il malcontento denunciato dalla Cgil contro l'assessore de Petris, sorda alle richieste di retribuzione antincendio mossa dallo stesso personale dell'ufficio giardini. Sarà un altro caso ma sembra che il rogo sia scoppiato in prossimità della postazione antincendio. Il movente? "Il piromane - spiega Alfonso D'Ippolito, dell'Osservatorio regionale delle associazioni di volontariato e protezione civile - appartiene a diverse categorie. Si va dagli speculatori edilizi ai bracconieri. Seguono persone che usano le fiamme per eliminare sterpaglie non si può escludere il sospetto che gli addetti alla manutenzione usino questo metodo per risparmiare fatica. Imprese legate agli interventi di riforestazione (un fenomeno diffuso in regioni con notevole presenza di mafia), con complicità politico amministrative nei piani forestali. Infine piromani per vendetta, ostilità, vandalismo, follia. In genere pregiudicati, tossicodipendenti, emarginati".

[SVla]

 

     

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