George Kelly

 
 
 

 

Più di ogni altro autore acclamato come padre spirituale da scuole di pensiero in evidente conflitto tra loro.

 

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 "Sono stato così imbarazzato dall’ iniziale etichettamento della teoria dei costrutti personali come ‘cognitiva’, che parecchi anni fa decisi di scrivere un altro breve libro per chiarire che non desideravo un accessorio delle teorie cognitive. Avevo scritto un terzo del manoscritto quando feci una conferenza all’Università di Harvard dal titolo "La Psicologia dei Costrutti Personali come Linea di Deduzione". Ascoltando la conferenza, il professor Gordon Allport spiegò agli studenti che la mia non era una teoria ‘cognitiva’ bensì ‘emozionale’. Più tardi, nello stesso promeriggio il dott. Henry Murray mi prese da parte dicendomi: "Lo sai, non è vero, che in realtà tu sei un esistenzialista !" Da allora sono incappato in quasi tutti i possibili meandri oscuri ove possono precipitare i teorici della psicologia. A Varsavia, ad esempio, ove pensavo che la mia conferenza sui costrutti personali venisse considerata una sfida aperta al materialismo dialettico, i miei ospiti Polacchi che avevano diretto alcuni seminari sulle mie teorie prima che arrivassi, mi spiegarono che: "la teoria dei costrutti personali era esattamente ciò che il materialismo dialettico sosteneva". Nel corso del tempo mi sono visto classificato, in un libro sulle teorie della personalità, come "teorico dell’apprendimento", una definizione così platealmente ridicola che ancora oggi, al pensiero, mi viene da sorridere.

Pochi anni fa, uno psicoanalista ortodosso, dopo avermi udito parlare di psicoterapia, insistette nell’affermare che, nonostante quello che io potessi dire di Freud e, persino, nonostante la mia mancata successione apostolica che spetta di diritto alla psicoanalisi, in realtà io ero "uno psicoanalista". Lo stesso marchio mi è stato imposto da una coppia di psichiatri londinesi addentro alle tematiche psicoanalitiche, e non ho potuto far nulla per scuoterli dalla loro convinzione.

Naturalmente mi hanno anche chiamato Buddista Zen e, lo scorso autunno, uno studente di uno dei nostri corsi di formazione (ora insigne psicologo), invitato a dare una lezione, ha passato un'ora e mezzo in un seminario corrompendo i miei studenti con l’idea che io fossi un ‘behaviorista’.

Ho ritenuto necessario, alla fine, dirvi tutto ciò in modo che, in seguito, quando vi sentirete disperatamente confusi, non sarete eccessivamente critici verso voi stessi e verso di me."

Kelly - La relazione psicoterapeutica - 1965

 

 

 

 

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