Più di ogni altro autore acclamato come padre spirituale da scuole di
pensiero in evidente conflitto tra loro.
VEDI LA SEGUENTE CITAZIONE :
"Sono stato così imbarazzato dall’ iniziale etichettamento
della teoria dei costrutti personali come ‘cognitiva’, che parecchi anni fa decisi di scrivere un altro breve libro
per chiarire che non desideravo un accessorio delle teorie cognitive. Avevo scritto un terzo del manoscritto quando
feci una conferenza all’Università di Harvard dal titolo "La Psicologia dei Costrutti Personali come Linea di
Deduzione". Ascoltando la conferenza, il professor Gordon Allport spiegò agli studenti che la mia non era una
teoria ‘cognitiva’ bensì ‘emozionale’. Più tardi, nello stesso promeriggio il dott. Henry Murray mi prese da
parte dicendomi: "Lo sai, non è vero, che in realtà tu sei un esistenzialista !" Da allora sono incappato
in quasi tutti i possibili meandri oscuri ove possono precipitare i teorici della psicologia. A Varsavia, ad esempio,
ove pensavo che la mia conferenza sui costrutti personali venisse considerata una sfida aperta al materialismo
dialettico, i miei ospiti Polacchi che avevano diretto alcuni seminari sulle mie teorie prima che arrivassi, mi
spiegarono che: "la teoria dei costrutti personali era esattamente ciò che il materialismo dialettico
sosteneva". Nel corso del tempo mi sono visto classificato, in un libro sulle teorie della personalità, come
"teorico dell’apprendimento", una definizione così platealmente ridicola che ancora oggi, al pensiero, mi
viene da sorridere.
Pochi anni fa, uno psicoanalista ortodosso, dopo avermi udito parlare di
psicoterapia, insistette nell’affermare che, nonostante quello che io potessi dire di Freud e, persino, nonostante la
mia mancata successione apostolica che spetta di diritto alla psicoanalisi, in realtà io ero "uno
psicoanalista". Lo stesso marchio mi è stato imposto da una coppia di psichiatri londinesi addentro alle
tematiche psicoanalitiche, e non ho potuto far nulla per scuoterli dalla loro convinzione.
Naturalmente mi hanno anche chiamato Buddista Zen e, lo scorso autunno, uno
studente di uno dei nostri corsi di formazione (ora insigne psicologo), invitato a dare una lezione, ha passato un'ora
e mezzo in un seminario corrompendo i miei studenti con l’idea che io fossi un ‘behaviorista’.
Ho ritenuto necessario, alla fine, dirvi tutto ciò in modo che, in seguito,
quando vi sentirete disperatamente confusi, non sarete eccessivamente critici verso voi stessi e verso di me."
Kelly - La relazione psicoterapeutica - 1965