"Di questi tempi si dice che essere se
stessi è una buona occupazione. Essere se stessi è considerato salutare. Anche se
per me è un po difficile capire come sia possibile, per qualcuno, essere
qualcosaltro. Penso di capire che ciò significhi non cercare di sforzarsi di
diventare diversi da quello che si è. Ciò, di fatto, mi sembra una maniera piuttosto
noiosa di vivere. Sarei incline a pensare che ognuno di noi vorrebbe migliorare se
decidiamo di essere qualcosa di diverso da quello che siamo. Ebbene, non sono poi tanto
sicuro che tutti noi vogliamo migliorare, forse sarebbe
più preciso dire che vorremmo una vita più interessante.
Cè qualcosaltro che potrebbe stare dietro a questo
imperativo di essere se stessi, e cioè che nessuno si dovrebbe mascherare. Sospetto
che sia qualcosa vicino a quello che gli psicologi
intendono quando spingono le persone ad essere se stesse. Si presume che le persone
che affrontano il mondo a viso scoperto siano più spontanee, che si esprimano più
completamente, e che abbiano più opportunità di sviluppare le loro capacità se non si
mascherano.
Ma questa dottrina della nudità psicologica negli affari umani, di
cui tanto si parla al giorno doggi e che permette al sè di non truccarsi e
mascherarsi, lascia assai poco allimmaginazione. Non invita certo
allavventura. Sospetto, a riguardo, che nel Giardino dellEden, Adamo si
sarebbe deciso più in fretta di quanto effettivamente fece se Eva avesse fatto un
po più di attenzione al suo guardaroba. Ho sentito che lo corruppe con una mela. In
seguito mi dicono che si inventò qualcosa di più stimolante della foglia di fico.
Ciò che affermo è che non conta tanto ciò che luomo è, ma
piuttosto quello che progetta di fare di se' stesso. Per fare il balzo egli deve fare
qualcosa di più che scoprirsi: deve rischiare una buona percentuale di confusione. Poi,
al più presto, come afferra la fugace visione di una vita diversa, deve trovare la
maniera di superare il momento della minaccia paralizzante e per questo vive lattimo
in cui si chiede chi sia realmente, quello che è o quello che sta per divenire. Adamo
deve aver sperimentato un momento del genere."
George Kelly- pagg.157-8 The Language of
Hypotesis- 1964
* * *
George Kelly - Psicologo,
Matematico, Educatore. Ha creato la teoria della Psicologia dei Costrutti Personali.
Nacque nel Kansas nel 1905. Nel 1909 fece un viaggio con la famiglia nel carro coperto del
padre per recintare una terreno in concessione ai pionieri del west nel Colorado. Dopo
essere ritornato alla fattoria nel Kansas frequentò irregolarmente la scuola e fu
istruito dai genitori. Nel 1926 si laureò in fisica e matematica, in seguito in Pedagogia
all Edimburgh University e in Psicologia nellIowa. Nel 1931 cominciò a
lavorare in psicologia clinica, organizzando un programma di cliniche viaggianti dentro e
fuori le aree rurali di Fort Hays nel Kansas. La clinica viaggiante offriva i
suoi servizi ad adulti e bambini attraverso psicoterapie e consulenze, ed era composta
esclusivamente da lui e da suoi quattro studenti che lo aiutavano.
Lavorò soprattutto nellarea della psicologia clinica negli USA,
elaborando la sua teoria della Psicologia dei Costrutti Personali, centrata sul
cambiamento delle persone attraverso la psicoterapia, sebbene ritenesse il termine
psicoterapia inadeguato per descrivere lavventura delluomo nella
transizione e trasformazione. Infatti rifiutò sempre la terminologia tradizionale della
psichiatria e della psicologia, ritenendola riduttiva e inefficace. Nel 1945-1946 fu
nominato Professore e direttore dellIstituto di Psicologia Clinica alla Ohio State
University. Vi rimase sino al 1965 quando ottenne la Cattedra in Psicologia Teoretica alla
Brandeis University. Morì nel 1967.
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