Introduzione

Nell’ agire sociale di tutti i giorni abbiamo due principali opzioni su come entrare in relazione con le altre persone. Possiamo trattare gli altri in modo pragmatico, superficiale e manipolativo, o possiamo tentare di mettere in relazione il nostro Se` con quello degli altri. Quest’ultima scelta non e` di tipo superficiale o manipolativo, ma rappresenta l’impegno di vivere le relazioni sforzandoci di comprendere l’altro, e di farci comprendere in modi significativi.

Kelly chiama ‘Psicologia della Manipolazione’ il primo tipo di opzione, e ‘Psicologia della Comprensione’ il secondo tipo. In questo capitolo tentiamo di comprendere in che cosa consistano, per Kelly queste due Psicologie e mostrare poi come l’approccio psicoterapeutico della PCP sia fermamente basato sulla Psicologia della Comprensione.

Noi usiamo ogni giorno entrambi i tipi di psicologia in circostanze appropriate. Molte delle nostre azioni sociali sono prevalentamente di tipo pragmatico ad.es. come quando entriamo di corsa in un negozio per comprare del pane. In questa situazione non si ha ne` il tempo ne` l’invito ad entrare in una interazione non superficiale - il venditore non prenderebbe con piacere il fatto che la fila dei clienti venga bloccata per conversazioni che poco hanno a che fare con comprare il pane. Tuttavia, la tendenza nella societa’ occidentale e` di estendere la formula pragmatica manipolativa a tutti i tipi di occasioni sociali, anche in quelle relazioni piu’ intime dove di certo non puo’ essere appropriata. Nel caso delle relazioni familiari e personali e` piu’ appropriato impegnarsi nel compito di capire l’esperienza dell’altro, perche` e` soltanto in questo modo che si possono sviluppare quelle che Kelly chiama " relazioni sociali genuine".

Iniziamo con una breve descrizione della Psicologia della Manipolazione

Nella Psicologia della Manipolazione le interazioni si caratterizzano per scambi interpersonali di tipo utilitaristico e pragmatico. La persona manipolativa non si apre ad un processo di influenza reciproca con gli altri con i quali interagisce. Al contrario, si mantiene non coinvolto, emotivamente distante dagli altri e dalle loro esperienze, interessato ad ottenere dagli altri cio` che vuole. Stimola gli altri a produrre cio’ che lui desidera, senza preoccuparsi dello "stato Interiore" di chi gli sta accanto, delle loro preferenze. Nella Psicologia della Comprensione I partecipanti sono invece reciprocamente aperti l’uno all’ influenza dell’altro, in un processo di scambio da cui emergono cambiamenti personali e interpersonali.

 

Il Sistema Sociale e Para-Sociale

A seconda del tipo di psicologia implementata, avremo sistemi sociali con caratteristiche diverse:

[1] Implementando la psicologia della Comprensione avremo sistemi cosidetti ‘Sociali’ caratterizzati dalla subordinazione delle strutture e regole istituzionali del sistema alla realizzazione dei membri che lo costituiscono.

[2] Adottando la psicologia della Manipolazione avremo sistemi ‘Non-Sociali’ o ’Parasociali’ in cui l’individualita` [I desideri, l’esigenze, I bisogni di soddisfazione e realizzazione] di coloro che compongono il sistema. e` irrilevante.

Da questa prospettiva, ne deriva che la maggior parte delle relazioni all’interno di un contesto "lavorativo" sono da considerarsi relazioni Non-Sociali. Possiamo citare Maturana quando dice:

"Questo e` il motivo per il quale io sostengo che le relazioni di lavoro - in quanto relazioni in cui l’unico elemento importante sono le azioni [cosi` come e` evidente dal fatto che in queste relazioni gli uomini possono essere sostituiti da robot] sono relazioni non sociali.... nelle relazioni di lavoro l’aspetto umano dei lavoratori e` una impertinenza, e ...i sistemi di relazioni di lavoro sono sempre aperti all’abuso degli esseri umani che li realizzano."

Definire un sistema di terzo ordine come "sociale" o "parasociale" dipende da una valutazione di tipo etico che si basa sul ritenere fondamentale oppure no la realizzazione delle qualita’ personali. Nei termini della psicologia dei Costrutti Personali, stiamo scegliendo fra una ‘Psicologia Della Comprensione" (ricerca di novita`, differenze e relazioni che evolvono) e una ‘Psicologia Della Manipolazione’ (ricerca delle certezze del controllo, della soluzione finale). Quindi un sistema sociale genuino e` quello in cui si privilegia il processo continuo di cambiamenti reciproci nel vivere assieme, e non un sistema in cui qualche individuo ha il privilegio di imporre unilateralmente I suoi disegni , senza prendere in considerazione cio’ che questi possano significare per gli altri.

 

L’abuso sociale della cultura consumistica

L’esempio piu` eclatante dell’ adozione dei valori della psicologia della manipolazione, lo abbiamo nella cultura del consumismo tipica della societa` occidentale.

Una recente pubblicazione dell’ APA (American Psychological Association) intitolata -

"Il consumismo rovina la vita" - ha messo in evidenza il numero crescente di problemi sociali e psicologici che derivano dal vivere in una cultura centrata sull’ "azione individuale" all’interno della psicologia della manipolazione.

L’articolo mostra la crescente consapevolezza degli psicologi americani del danno psicologico che deriva dal vivere come un consumatore costituente di un "sistema economico-sociale di liberoscambismo". Riportiamo alcuni passaggi dell’articolo per esemplificare in modo vivido cio’ che finora abbiamo detto sul vivere in un sistema sociale manipolativo.

 

" Il consumismo e` diventato cosi` intricato e arduo che gli Americani incurantemente sacrificano la famiglia, gli amici e attivita` piacevoli nella ricerca della macchina piu’ economica, delle scarpe da corsa che durano piu’ a lungo, del miglior tasso per il mutuo ecc"

 

"Una schiera di dinamiche economiche e psicologiche sempre piu` numerose e complicate si intrecciano per sommergerci nel gioco di comprare e vendere , a discapito di relazioni piu’ profonde....".

 

"Il sistema non incoraggia l’onesta’ e la cortesia, soprattutto quando significa rispettare il desiderio del cliente di rifiutare l’acquisto. Al contrario, premia il venditore incalzante e poco scrupoloso che usa qualunque metodo pur di effettuare una vendita"

 

Secondo gli autori dell’ articolo , di fronte alla manipolativita’ di venditori altamente addestrati non resta al consumatore americano che una scelta lungo una dimensione di costrutto che possiamo etichettare : ESSERE DIFFIDENTI Vs ESSERE SFRUTTATI

 

La scelta e` fra essere cauti e diffidenti verso cio’ che viene offerto,o correre il rischio di finire imbrogliati e circuiti dal venditore. Questa e` anche l’alternativa per tutti coloro che vivono all’ interno di sistemi impermeati sulla Psicologia della Manipolazione e che sono obbligati a tenersi a distanza e a diffidare di quegli altri che altrimenti potrebbero sfruttarlo per i loro fini.

E` interessante notare che le soluzioni proposte dagli psicologi americani alla domanda di come aiutare le persone che sperimentano tali problemi, sono anch’ esse riconducibili ai due tipi di psicologia. Alla Psicologia della Manipolazione, quando gli autori suggeriscono di insegnare alle persone ad essere piu` assertivi al fine di contrastare venditori privi di scupoli; alla Psicologia della Comprensione quando suggeriscono di ricostruire i valori sociali della comunita` reintroducendo l’etica della giustizia, onesta` e rispetto per risolvere il problema dell’ abuso sociale nel consumismo.

Non e` una sorpresa vedere che anche gli psicologi americani operano all’interno degli assunti della Psicologia della Manipolazione ("insegna loro ad essere piu’ assertivi") o della Psicologia della Comprensione ("ricostruisci I valori sociali della comunita"). Possiamo intravedere l’inizio del processo di uscita dalle psicologie manipolative negli intenti di mettere seriamente in discussione le basi delle interrelazioni umane nella cultura consumistica.

 

 

Cosi` la cultura della Psicologia della Manipolazione e` quella basata su:

"L’ Ultima riga" [the bottom line]

"La Guarigione rapida" [the quick fix]

"Il Risultato Principale" [the main outcome]

"L’ Analisi Finale" [the final analysis]

"La Soluzione Semplice" [the simple solution]

"La Gratificazione Immediata" [the instant gratification]

I valori della psicologia della Manipolazione, esemplificati nella serie di slogan presentati sopra, mostrano come sua caratteristica piu’ evidente il "Rimanere in Superficie" delle realta’ personali e sociali e, nel fare cio’, il "ridurre" la complessita’ del vivere spesso alla sola ricerca di evasione , di divertimento.

I divertimenti di massa (ad es.film, televisione) sono un’altro esempio di fenomeni largamente basati sulla Psicologia della Manipolazione. Il pubblico sceglie lo spettacolo preferito, paga il biglietto, e si aspetta di essere "intrattenuto/interessato/divertito" il che significa sentirsi stimolato a ridere, a piangere, a spaventarsi, ecc. Si sentira` piu’ o meno soddisfatto a seconda se lo svago scelto per sentire qualcosa e` stato piu’ o meno efficace. Cosi’ un film horror sara’ considerato "buono" se riesce a fare abbastanza paura allo spettatore.

Quindi vivere una Psicologia Manipolativa e` rimanere alla superficie degli eventi e mostrare nessun interesse in come questi eventi vengano effettivamente generati dai partecipanti implicati ( o anche non implicati).

 

II

L’ Alternativa Proposta dalla Psicologia della Comprensione

 

La psicologia della Comprensione, su cui fonda la P.C.P, abbraccia valori radicalmente opposti a quelli della psicologia della Manipolazione

. Vivere costruttivamente significa quindi vivere in modi che privilegino :

 

1. I Processi anziche` le Conclusioni -

La Psicologia della Comprensione si interessa ai processi attraverso I quali si arriva ad agire in un dato modo piu` che alla semplice descrizione di cio’ che una persona ha fatto. Mentre alla psicologia della Manipolazione importano le conclusioni, [non ha tempo da perdere], la psicologia della Comprensione vuole sapere come siamo arrivati a quel risultato.

 

2. La complessita` dell’ Auto- Ricostruzione anziche` Aggiustare velocemente -

Mentre la filosofia del ‘Quick Fix’ e` alla ricerca di soluzioni che rimettano rapidamente in funzione la macchina o la persona, anche a rischio di prossimi e piu` gravi guasti, Kelly sostiene che dobbiamo avere una comprensione delle complessita’ implicate nei processi di cambiamento personale.

 

3. Le opportunita` offerte dalle Consequenze Non-intenzionali anziche` il Risultato principale.

La filosofia del ‘Risultato Principale’ ha l’abitudine di guardare soltanto agli effetti / risultati ovvii. Kelly preferisce invece ‘trascende l’ovvio’ e sfruttare le opportunita’ di cambiamento offerte da quegli eventi non previsti, non cercati intenzionalmente.

 

4. La Ricostruzione Creativa anziche` L’Analisi Conclusiva

L’analisi finale vuole ‘certezze / rassicurazioni’ attraverso ‘diagnosi chiare e definite del caso’. La Psicologia della Comprensione attribuisce valore alla conoscenza creativa anche in fase diagnostica. Per generare cambiamenti radicali nello spazio personale e interpersonale, Kelly ha piu` volte ribadito l’importanza che clienti non vengano incasellati nel loro passato, ma che vengano descritti con costruzioni diagnostiche che aprano vie di movimento futuro.

 

5. La Consensualita ` degli Osservatori anziche` Soluzioni Semplici

La filosofia delle ‘soluzioni semplici’ esprime il desiderio di semplificare la vita, assumendo che ad ogni problema vi sia una soluzione facile, riduttiva. Al contrario, Kelly si focalizza sui processi complessi e consensuali da cui scaturiscono i problemi. Per la Psicologia della Comprensione sono importanti i modi in cui i partecipanti di un gruppo - ad es. in una famiglia - organizzano le loro conversazioni secondo specifiche regole e procedure. Da qui la necessita’ per il terapeuta di focalizzarsi sull’orientamento consensuale delle reti di conversazioni dei clienti anziche` sperare di inventare in modo unilaterale una "soluzione semplice" aldifuori delle reti in questione.

 

6. La Consapevolezza Riflessiva anziche` La Gratificazione Immediata

L’aspettativa della gratificazione immediata nasce dall’illusione di avere diritto a continue e immediate gratificazioni [tipo ‘gratta e vinci’]. Al contrario per Kelly e` importante interrompere il flusso di gratificazioni e comodita` attraverso lo sviluppo della consapevolezza riflessiva delle origini di tali desideri. L’invito ad attivare processi di "Auto-Interruzione" e` in netto contasto con l’ immagine della persona che continuamente consuma e che e` in effetti consumata da quei prodotti da cui in realta’ dipende.

 

7. Il Dominio d’Ignoranza anziche`il Frontespizio

L’orientamento della Psicologia della Comprensione e` di andare alla ricerca di cio’ che non e` presente - di cio’ che viene sistematicamente ignorato dalle scelte di una persona. Questo contrasta con lo "stare alla superficie" degli eventi, , e con la conoscenza superficiale di chi crede a tutto cio’ che legge, sente,e dice. a se` stesso.

  

L’ESTENDERSI del vivere umano

La possibilita’ di nuovi apprendimenti e cambiamenti viene determinata dal come scegliamo di orientarci in ogni situazione. Se ci allineiamo sotto la polarita` della psicologia della Manipolazione rimarremo prevalentemente nell’Ignoranza, mentre sotto l’altra polarita` c’e` il pericolo di arrivare a conoscere piu’ di quanto immaginato o voluto. La via della Manipolazione promette una certezza ripetitiva che il passato sara’ proiettato nel prossimo futuro, la via della Comprensione promette una rottura significativa dalla storia personale passata attraverso cambiamenti personali che verranno materializzati in un futuro rinnovato.

Vivere all’ interno della Psicologia della Comprensione e` la preferenza costruttivista.

Kelly così commenta:

 

"Suggerire che ogni persona escogita il proprio sistema su cui colloca gli eventi non e` dire che essa e` per sempre imbottigliata nel suo mondo privato. Due persone, ad esempio una madre e un neonato, non avranno un pieno incontro intellettuale fra menti la prima volta che tenteranno di entrare in un discorso nel reparto maternita’. Ma condividendo il loro incontro con gli eventi... alcune madri e figli riescono a sviluppare una discreta comprensione di cio’ di cui l’altro sta parlando..."

"... bambini e uomini cessano di essere soli nel momento in cui provano a vedere gli eventi attraverso gli occhiali degli altri, anche quando si riservano il privilegio di usare il proprio. E quando esprimono questo sforzo investigativo in termini comportamentali costruiscono dei ruoli per se` stessi...Un sistema sociale nasce dai ruoli giocati dai suoi membri. Puo’ emergere e rimanere viabile fintantoche` gli uomini si vedono reciprocamente come esseri che costruiscono piu’ che come semplici oggetti reattivi, fin quando vengono poste domande, finquando continua di buon passo la ricostruzione dei risultati ". (Kelly, 1969, p.28)

 

Qui Kelly descrive e afferma tre idee importanti:

1] che la trappola del solipsismo e` in agguato solo per coloro che perseguono una visione degli altri come "semplici oggetti reattivi".

2] Al contrario, quelli che indirizzano i loro sforzi a capire cio` che gli altri stanno combinando (anziche` provare a "farli comportare"), generano assieme una forma differente di vivere sociale in cui sono tutti uniti nell’impegno di creare una realta’ di vita consensualmente costruita nel valore della comprensione reciproca.

3] Il punto [2] descrive,secondo Kelly, una sistema sociale adattabile anziche` uno a rischio di estinzione per avidita` manipolativa.

  

Paragonando Le Due Psicologie di Rapporti

 

I commenti fatti possono essere riassunti nella seguente figura:

 

Figura 1 - Le Due Psicologie

 

La Psicologia della Comprensione

La Psicologia della Manipolazione

1. Enfatizza I Processi

2. Complessita` dell’ Auto-Riconstruzione

3.Utilizza l’Opportunita`delle Consequenze non-intenzionali

4. Valorizza la Ricostruzione Creativa

5. Esplora la Consensualita` degli Osservatori

6. Elabora la Consapevolezza Riflessiva

7. E` Orientato al dominio dell’ Ignoranza

1. Enfatizza le Conclusioni

2. Desiderio per la Semplicita` di rapide soluzione

3.Tiene conto solo del Risultato Principale

4. Vuole Analisi Conclusive

5. Spera che qualcuno conosca una Soluzione Semplice

6. Incoraggia la Gratificazione Immediata

7. Crede alle storie da prima pagina

 

Osservando lo schema riassuntivo nella colonna che descrive la Psicologia della Comprensione, possiamo derivare due pricipii superordinati del Costruttivismo. I primi quattro item descrivono la necessita’ di uno "Sforzo Creativo´, e gli ultimi tre descrivono la necessita’ di assumersi una "Responsabilita’ Personale". Cercheremo ora di spiegare brevemente questa suddivisione.

   

LA NECESSITA` DI UNO SFORZO CREATIVO

L’item 1- sui "processi" sottolinea la necessita’ di sviluppare un orientamento creativo per arrivare a comprendere le relazioni generative dei fenomeni osservati. E` infatti facile osservare le azioni, piu’ difficile osservare I processi che generano tali azioni.

L’item 2 - sull’"Auto-ricostruzione" fa riferimento al focus della terapia Kelliana come "ricostruzione della vita umana", compito complesso e ambizioso che richiede uno sforzo creativo per trasformare il pattern di relazioni Se’-Altri ,specialmente laddove sono gia’ sorte delle difficolta’.

L’item tre - sulle "Conseguenze non-intenzionali" fa riferimento al fatto che spesso le nostre azioni sociali producono conseguenze non-intenzionali,non-anticipate che sfidano la nostra creativita’ a costruire nuovi significati che permettano una comprensione diversa di cio` di cui si sta facendo esperienza

L’item 4 - La" ricostruzione creativa" sottolinea l’importanza di accettare la sfida di creare nuove costruzioni per cio` che quotidianamente ci si presenta come ‘reale’. E` portando alla luce elementi sommersi e ignorati che si puo` arrivare a costruzioni radicalmente diverse della situazione e fornire soluzioni piu` soddisfacenti.

 

LA NECESSITA` DI ASSUMERSI UNA RESPONSABILITA’ PERSONALE

L’item 5 - sulla "consensualita’ degli osservatori" mostra la necessita’ di accrescere la consapevolezza dei nostri modi abituali di portare alla luce e di mantenere la realta’ di tutti I giorni.

L’item 6 - sulla "Consapevolezza Riflessiva" mostra la necessita’ di mettere in discussione I modi abituali di essere "Se’ Stessi"-come entita’ indipendente..

L’item 7 - sul "Dominio dell’ Ignoranza" mostra la necessita’ di sviluppare la consapevolezza dei modi abituali con cui Oscuriamo, Neghiamo e Ignoriamo alternative che abbiamo deciso di non elaborare nella nostra vita, e nei confronti delle quali siamo diventati "ciechi"

 

Questi due principi sopraordinati caratterizzano pienamente la natura dell’approccio della Psicologia dei Costrutti Personali ai processi di cambiamento umano. Riportiamo due brani di Kelly per aiutarci ad illustrare i valori contenuti nelle due superodinate che abbiamo chiamato Lo sforzo creativo e La responsabilita’ personale

Il primo passo illustra l’importanza che il cliente assuma una responsabilita’ attiva per cio’ che sta facendo nella sua vita, anche in psicoterapia.

 

"[ aldila’ di queste] c’e` l’impegno del paziente. La sua visione ha qualcosa a che fare con il tipo di relazione che e` pronto a stabilire con l’intervistatore: le domande che chiede o evita di chiedere, quelle a cui sceglie di rispondere e come sceglie di interpretarle, cio` che ricorda, e cio` che considera abbastanza importante da raccontare, e come traduce le sue osservazioni nel linguaggio formale delle parole. Per quanto in gamba possiamo noi essere,e` la teoria fortemente radicata del cliente che struttura il campo, non soltanto rispetto a cio’ che e` prodotto nel protocollo, ma nel corso stesso degli eventi della sua vita turbolenta." [Kelly 1969, p. 31O]

 

e piu’ specificatamente ancora:

 

"mi rincresce ammettere che mi ci e` voluto tanto tempo e gli sforzi persistenti di un numero di pazienti capaci e determinati per capire che la psicoterapia non e` semplicemente una forma di trattamento con cui manovrarli. Finalmente essi sono riusciti in qualche modo a farmi capire che non era quello che io facevo a farli star bene...era il loro comportamento che alla fine li faceva star bene, cosi’ come il loro "malessere" originario e` stato anch’ esso un’impresa sfortunata da loro escogitata. " (Kelly 1969, p. 18)

 

Il secondo passaggio sottolinea la genuina esperienza di novita’ nel processo creativo di auto-trasformazione del cliente:

 

"L’aspetto emozionante della psicologia dell’uomo e` che egli, almeno per se`, prova cio` che non ha mai provato prima e quindi trasforma se` stesso di fronte agli occhi dello psicologo..." (p. 41)

 

 

III

CONVERSARE ALL’INTERNO DELLA PSICOLOGIA DELLA COMPRENSIONE

Cambiamenti Reciproci In Una Deriva Etica.

 

La Relazione Psicoterapeutica.

La relazione tra lo psicoterapeuta costruttivista e chi cerca un cambiamento personale e` soprattutto definita dal suo carattere di etica costruttivistica che include I seguenti elementi:

1) La partecipazione ugualitaria nella relazione

Nelle relazioni all’interno della Psicologia della Comprensione , tutti I partecipanti sono pariteticamente aperti all’influenza reciproca.

2) Il Rispetto Reciproco nella relazione.

Valore fondamentale per la PCP e` il rispetto per l’autenticita` e la validita` delle diverse concezioni / visioni personali del mondo degli individui.

3) L’uso della Modalita’ Ipotetica

Implica la disciplina a formulare le proprie opinioni, atteggiamenti e altre costruzioni nella modalita’ del "COME SE". Si discutono gli eventi ‘Come Se’ fosse meglio vederli in una luce piuttosto che in un’altra - mantenendo sempre l’idea che e` possibile poter tornare a quegli stessi eventi e ricostruirli in una luce diversa.

4) Il concetto che "qualunque cosa detta puo’ essere ricostruita"

L’idea Kelliana dell’Alternativismo Costruttivo ci invita a inventare continuamente nuove prospettive nei confronti di cio’ che stiamo per incontrare o che abbiamo gia’ incontrato.

5) ll concetto che "nessuno conosce la storia intera"

Questo ci ricorda, che per quanto esperti e saggi, e da qualunque vantaggioso punto di osservazione , non siamo mai nella posizione di vedere l’intera "verita’" della questione. Siamo necessariamente iechi nei confronti delle prospettive che si aprono da altri possibili punti di osservazione.

6) La Riflessivita’ Auto-Osservante

Mentre osserviamo e partecipiamo ad eventi siamo ciechi nei confronti della nostra ciecita’. Attraverso lo sviluppo di processi riflessivi di autoosservazione possiamo creare una struttura con cui divenire consapevoli della nostra ciecita’.

7) Il concetto che "non esistono interazioni istruttive"

Questo ci riporta alla nozione che l’apprendimento e lo sviluppo dipendono da una partecipazione e da una sperimentazione attiva con il mondo immediato del vivere. Il cambiamento personale non si realizza attraverso un passivo "ricevere istruzioni" . Tutti coloro che lavorano nell’area educativa arrivano , prima o poi, a capire che :"Non si puo’ costringere / forzare un bambino ad imparare qualcosa senza che il bambino ne sia in qualche modo coinvolto". C’e` un vecchio proverbio che dice" Si puo portare il cavallo all’acqua, ma non forzarlo a bere".

Ciascuno di questi sette principi costruttivisti ha una doppia valenza per la psicoterapia quando applicati sotto I due principi superordinati della "Creativita’ " e "Responsabilita’" cosi come proviamo a schematizzare nella figura seguente.

  

Principio Costruttivista

Come Essere Risponsabile

Come Essere Creativi

1 Uguaglianza Partecipativa nelle relazioni.

2. Il Rispetto Reciproco nelle relazioni.

3. L’uso della modalita’ Ipotetica.

4. Tutto cio’ che e`detto puo’essere riCostruito

5. Nessuno conosce tutta la storia

6 Uso della Riflessivita’ Auto-osservante

7. Le interazioni istruttive non esistono

1. Assumere entrambi la responsabilita di cio` che si fa assieme in terapia

2. Ascoltarsi con rispetto soprattutto quando si e` in disaccordo

3. Assumersi la responsabilita’ di formulare come Ipotesi cio’ che Affermiamo e Neghiamo.

4. Assumere che qualunque cosa noi diciamo e` una NOSTRA costruzione.

5. Contestualizzare la propria descrizione della storia in relazione a tutte le altre versioni / punti di vista

6. Essere consapevoli di come la propria Soggettivita’ operi nel materializzare la "storia problematica".

7. Assumersi la responsabilita’ per cio’ che si apprende, si cambia, si conosce, si vive.

1. Impegnarsi ENTRAMBI ad essere inventivi, innovativi, provocare novita’.

2. Avere un rispetto positivo per gli sforzi creativi degli altri (per quanto grandi o piccoli essi siano.

3. Non porre limiti per quanto riguarda i tipi o il numero di ipotesi che possono essere proposti

4. Nessun limite alla reinterpretazione immaginativa che trasforma I "fatti"

5. Liberi di riVedere la "vecchia storia" e di riScriverla da un nuovo punto di vista piu’ vantaggioso

6. Fare degli sforzi per Alterare Creativamente il modo soggettivo di essere qualcuno.

7. Soltanto attraverso delle trasformazioni creative del Se`-Altri, si puo’ cambiare il nostro essere nel mondo

 

 

Sulla colonna sinistra della schema possiamo vedere I sette principii costruttivisti precedentemente delineati. Nelle altre due colonne abbiamo l’ espressione di questi principii quando sono coniugati con quelli della Creativita` e Responsabilita’ nel contesto della relazione terapeutica`.

 

Il primo "L’Uguaglianza partecipativa nelle relazioni" afferma l’idea che entrambi i partecipanti alla relazione sono responsabili di cio’ che fanno assieme . La relazione terapeutica non e` una relazione in cui il terapeuta e` "piu’ responsabile" del cliente di cio’ che succede. Al contrario, essi sono parimenti responsabili per cio’ che sanno meglio fare: Il terapeuta per I modi migliori con cui favorire esperienze di cambiamento, e il cliente per I modi migliori con cui svelare la propria storia personale.

Il secondo "La necessita’ del rispetto reciproco nelle relazioni" implica la Responsabilita’ che ci si ascolti con rispetto, soprattutto quando si e` in disaccordo. E` facile ascoltare quando c`’e` intesa, ma e` molto piu’ difficile mantenere la sensibilita’ nei confronti delle versioni degli altri quando in disaccordo.

E sul piano della creativita’ invita a mantenere un rispetto positivo per gli sforzi creativi degli altri,per quanto grandi o piccoli essi siano.,

 

Il terzo " L’uso della modalita’ Ipotetica’" richiede ad entrambi di assumersi la responsabilita’ di formulare come Ipotesi cio’ che Affermano e Negano. E per quanto riguarda la Creativita’ ricorda che non ci sono limiti sui tipi o il numero di ipotesi che possono essere proposti.

 

Il quarto` ‘Tutto cio’ che e` detto puo’ essere riCostruito’ ci ricorda la responsabilita’ di assumere che qualunque cosa noi diciamo e` una NOSTRA costruzione che puo’ essere nuovamente reinterpretata da altri o da noi stessi in un altro momento. Per quanto riguarda la Creativita’, cio’ significa che non vi sono limiti alla reinterpretazione immaginativa che trasforma I "fatti" .

 

Il quinto "nessuno conosce tutta la storia" ci conduce alla Responsabilita’ di contestualizzazione la descrizione della storia in relazione a tutte le altre versioni/punti di vista.. Dal punto di vista della Creativita’ significa essere liberi di riVedere la vecchia storia e di riscriverla da un nuovo punto di vista piu’ vantaggioso.

 

Il sesto "La necessita’ della Riflessivita’ Auto-Osservante" significa assumersi la responsabilita’ di diventare consapevoli dei modi in cui la propria Soggettivita’ opera nel materializzare la "storia problematica" che viene portata in terapia.

Ad un livello piu’ complesso l’ingiunzione all’Auto-Osservazione Riflessiva significa fare degli sforzi per alterare creativamente l’autocostituzione del Se` Soggettivo.

Settimo le "Interazioni istruttive non esistono" ci esorta ad assumerci la responsabilita’ di cio’ che apprendiamo, cambiamo, conosciamo,e di come viviamo.

Dal punto di vista della Creativita’, e` chiaro che soltanto attraverso delle trasformazioni creative del rapporto Se`/ Altri si puo’ cambiare il nostro modo di essere nel mondo.

Possiamo riassumere quanto sopra riportando un brano di Kelly in cui tratta il tema del processo di cambiamento come compito creativo :

 

"Abbiamo escluso un concetto di psicoterapia come confronto del paziente con la cruda realta’,sia che gli venga proposta sotto forma di dogma, scienza naturale, o come ondate di sentimenti. Al contrario, pensiamo che egli debba approcciare la realta’ cosi come noi tutti dobbiamo approcciarla se vogliamo arrivare da qualche parte.... il cliente deve assumere che qualcosa puo’essere creato - qualcosa che non e` ancora conosciuto o che non e` ancora li’. In questo compito il cliente fortunato ha un partner: lo psicoterapeuta. "

 

"Ma neanche lo psicoterapeuta conosce la risposta finale, cosi` affrontano il problema assieme.In queste circostanze non rimane loro che ricercare assieme e rischiare assieme occasionali errori. .Affinche` vi possa essere uno sforzo di cooperazione genuino, "ciascuno" deve provare a capire cio’ che l’altro sta proponendo e ciascuno deve fare cio’ che puo’ per aiutare l’altro a capire cio’ che egli e` pronto a provare successivamente. Essi formulano le loro ipotesi assieme. Essi possono anche fare esperimenti congiuntamente l’uno su l’altro . Assieme fanno l’inventario dei risultati e rivedono le loro sensazioni comuni. Non e` un capo ne` un buon vicino di casa che si tiene distante da questioni sgradevoli. E`, nella misura in cui sono in grado di realizzarlo, una collaborazione." (Kelly, 1969, p. 228)

  

IV

VIVERE IN UN UNIVERSO CHE CAMBIA

Per vivere bene in un mondo che cambia,dobbiamo essere in grado di prepararci ai periodi di Transizione. Soltanto una preparazione sincera e coraggiosa ci mette nella condizione di apprendere in prima persona nelle difficili esperienze di Transizione. Sfortunatamente, trascorriamo molto del nostro tempo ad evadere o a evitare che tali opportunita’ di Transizione possano emergere.

"Parleremo di Auto-Preparazione Coraggiosa di fronte al coraggio di inserirsi nel flusso di perturbazioni di cambiamento, mentre per preparazione all’Evasivita’ intendiamo il mettersi al difuori dal flusso di perturbazioni che cambiano. Nel primo caso ci si prepara a dare il benvenuto al cambiamento , nel secondo caso ci si prepara a "smorzare" il cambiamento.

La psicologia della Comprensione incoraggia la preparazione alle transizioni e ai cambiamenti personali, la Psicologia della Manipolazione tende a spegnere il cambiamento personale."

(Kelly 1969, p. 158)

  

LA SCELTA ETICA

La relazione terapeutica si caratterizza per il suo orientamento a preparare chi cerca il cambiamento ad entrare nel dominio delle transizioni,della confusione e del dis-orientamento. Ovviamente questa non e` una esperienza del tutto nuova, infatti molte persone entrano in terapia proprio perche`:

a] sentono di essere arrivati ad un’esperienza di ampia transizione nei confronti della quale sono poco preparati ma che non possono piu’ eludere.

 

b] si sentono bloccati e paralizzati nell’andare avanti da un’esperienza di vita che e` completamente sicura e certa (ma spesso mortalmente noiosa) a nuove possibilita’ di vivere in maniera differente, in un diverso pattern di relazioni.

 

La disposizione al cambiamento non e` qualcosa che puo’ essere acquisita insegnando al cliente nuovi "trucchi"’ o operando all’interno della formula della Manipolazione. Secondo la visione della PCP, essa puo’ essere ottenuta soltanto all’interno della Psicologia della Comprensione. Cio’ significa che per diventare" terapeuta" e` necessario passare attraverso un processo di apprendimento esattamente analogo a quello che ci aspettiamo che il cliente faccia e cioe` attraverso un’esperienza di training orientata verso la Creativita’ e la Responsabilita’ personale. Non e` abbastanza che il terapeuta durante il training apprenda tecniche " terapeutiche" con cui fare in modo che il paziente salti nella direzione voluta, deve invece entrare in un processo di apprendimento caratterizzato da un cambiamento personale sulla base di tutti I sette principi presentati precedentemente.

 

Come osservazione conclusiva desideriamo ancora una volta citare Kelly quando sostiene l’importanza che il terapeuta sia addestrato ad assumersi la responsabilita` "appropriata"

di cio` che fa nel processo di terapia.

 

"Il terapeuta dovrebbe fare del suo meglio per prepararsi al tipo di responsabilita’ che andra` ad assumersi. Cio’ significa addestrare se` stesso come uno scienziato, non solo come un professionista. A me sembra che l’ addestramento intensivo di un terapeuta soltanto alla teoria e tecnica, senza che la metodologia scientifica venga presentata come una vera procedura di colloquio, sia di per se` non-etico. Soltanto quando il terapeuta si avvicina al problema del cliente come uno scienziato, ed invita il cliente a fare la stessa cosa nei limiti delle sue capacita’, potra’ evitare la tirannia del dogmatismo e dello sfruttamento professionale dei suoi clienti."

 

".....la maggior parte delle preparazioni piu’ prestigiose sembrano a me rendere il terapeuta inadatto ad unirsi al suo cliente in una esplorazione realmente sensibile e umile del mondo..Troppo spesso il training sostituisce la dottrina alla ricerca; fa sentire il terapeuta rispettabile piu’ che responsabile, e vi e` una grande differenza tra le due cose." (Kelly 1969, p. 53)

  

References

Tutte le citazioni di Kelly sono tratte dal testo di Brendan Maher "Clinical Psychology & Personality : The Selected Papers of George Kelly " edito da Wiley, New York. [1969]

H.R. Maturana , speaking in interview with Marianne Krull, "Basic Concepts of the Theory of Autopoietic Systems", Systemic Studies ,Vol. 1, 1989, pp. 79-104.

Scott Sleek [1985]. ‘Consumerism can spoil the good life’. APA Monitor, July 1995, Vol. 26, No. 7, pp.9 - 10.

 

Abstract

Kelly describes two main forms of human relationships, that which is based on the Psychology of Understandings, and that which is based on the Psychology of Manipulations. In this paper we explore how personal construct therapy is based firmly in the Psychology of Understandings. Using the later writings of Kelly, this paper attempts to distinguish these two ‘psychologies’ with a set of criteria which are fundamentally ethical and moral.

One of the main concerns of Kelly was that of the depth and genuineness of human interrelationships. From the point of view of PCP the only genuine human social processes [in which all participants can personally develop and change] are to be found under the Psychology of Understandings, while the Psychology of Manipulations can only lead to pragmatic relationships [in which there is no reciprocal influencing processes for change] of [at best] mutual services / use, and at worse relations of abuse, violence and negation.


 

 

 

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