SI
DIFFONDE LA NOTA CHE L'ASSOCIAZIONE OIKOS HA INVIATO IN DATA
ODIERNA AL MINISTERO DELL'INTERNO, AI PRESIDENTI DEL
DODICESIMO MUNICIPIO, DELLA PROVINCIA DI ROMA E DELLA REGIONE
LAZIO A SEGUITO DELLA ISPEZIONE DI POLIZIA ESEGUITA PRESSO LA
SEDE DI VIA PAOLO RENZI A SPINACETO
Stamane, 19 maggio, agenti della Polizia di Stato e Vigili del
XII municipio sono entrati nella sede dell’associazione di
volontariato Oikos, a Spinaceto, in esecuzione di un mandato
della magistratura che richiedeva accertamenti in merito
all’eventualità del reato di occupazione abusiva di edificio
pubblico.
L’episodio si inquadra nel contesto delle numerose denunce
penali e delle altre azioni di tipo legale ed amministrativo
che l’Oikos stessa ha promosso nei confronti del Comune di
Roma in merito ad eventuali irregolarità nell’assegnazione
degli spazi destinati alle organizzazioni di utilità sociale
e, quindi qualsiasi azione che possa riportare alla piena
legalità viene accolta con estremo favore dai membri
dell’associazione.
Si contesta, tuttavia, il metodo seguito, in quanto gli
elementi richiesti dal magistrato, ossia la permanenza di
persone all’interno dello stabile di via P. Renzi, è un fatto
accertato di pubblica conoscenza, tant’è che esiste una
risoluzione del XII Consiglio municipale che richiede la
rapida regolarizzazione amministrativa dell’associazione, che
il Presidente della Provincia, Silvano Moffa ha recentemente
scritto una lettera al Comune di Roma e alla prefettura
sollecitando, anch’egli, una soluzione del problema e che lo
stesso Comune di Roma intrattiene con l’Oikos rapporti
amministrativi continuativi in merito a problematiche di
rilevanza sociale, ambientale e di Protezione Civile.
E’ quindi ovvio che l’intervento in forze della Polizia,
oltrechè creare un gravissimo danno d’immagine per
l’associazione di volontariato, risulta assolutamente
spropositato rispetto all’obiettivo dell’identificazione di
eventuali occupanti, anche nella misura in cui alcuni soci e
dirigenti dell’Oikos hanno eletto il loro domicilio e la loro
residenza all’interno dello stabile di cui si ipotizza
l’abusiva occupazione. Per cui i dirigenti, il personale e i
volontari dell’Oikos, pur dichiarando la loro piena fiducia
nell’imparzialità e correttezza del magistrato inquirente, si
chiedono se l’episodio non sia da inquadrare in un’ottica
intimidatoria ispirata da interessi estranei alla specifica
vicenda amministrativo giudiziaria in corso.
L’Oikos ha da anni avviato
numerose indagini, alcune delle quali di rilevanza
penale, in merito alle procedure di assegnazione di miliardi
delle vecchie lire nel campo degli interventi sociali,
criticando apertamente le scelte seguite dal Comune di Roma e
dai governi locali e regionali all’epoca del Centro Sinistra,
e già in passato, è stata oggetto di controlli e provvedimenti
di tipo amministrativo (che, peraltro non hanno avuto alcune
esito), proprio in concomitanza con l’intensificarsi delle sue
attività di denuncia.
Auspica, quindi, un appropriato intervento istituzionale,
affinchè l’episodio venga completamente chiarito, anche al
fine di ripristinare immediatamente l’abituale rapporto di
fiducia che dovrebbe intercorrere tra un’organizzazione di
volontariato di utilità sociale e le forze di polizia.