COMUNICATO STAMPA  del 19 maggio 2003

 

 
 

 

SI DIFFONDE LA NOTA CHE L'ASSOCIAZIONE OIKOS HA INVIATO IN DATA ODIERNA AL MINISTERO DELL'INTERNO, AI PRESIDENTI DEL DODICESIMO MUNICIPIO, DELLA PROVINCIA DI ROMA E DELLA REGIONE LAZIO A SEGUITO DELLA ISPEZIONE DI POLIZIA ESEGUITA PRESSO LA SEDE DI VIA PAOLO RENZI A SPINACETO


Stamane, 19 maggio, agenti della Polizia di Stato e Vigili del XII municipio sono entrati nella sede dell’associazione di volontariato Oikos, a Spinaceto, in esecuzione di un mandato della magistratura che richiedeva accertamenti in merito all’eventualità del reato di occupazione abusiva di edificio pubblico.
L’episodio si inquadra nel contesto delle numerose denunce penali e delle altre azioni di tipo legale ed amministrativo che l’Oikos stessa ha promosso nei confronti del Comune di Roma in merito ad eventuali irregolarità nell’assegnazione degli spazi destinati alle organizzazioni di utilità sociale e, quindi qualsiasi azione che possa riportare alla piena legalità viene accolta con estremo favore dai membri dell’associazione.
Si contesta, tuttavia, il metodo seguito, in quanto gli elementi richiesti dal magistrato, ossia la permanenza di persone all’interno dello stabile di via P. Renzi, è un fatto accertato di pubblica conoscenza, tant’è che esiste una risoluzione del XII Consiglio municipale che richiede la rapida regolarizzazione amministrativa dell’associazione, che il Presidente della Provincia, Silvano Moffa ha recentemente scritto una lettera al Comune di Roma e alla prefettura sollecitando, anch’egli, una soluzione del problema e che lo stesso Comune di Roma intrattiene con l’Oikos rapporti amministrativi continuativi in merito a problematiche di rilevanza sociale, ambientale e di Protezione Civile.
E’ quindi ovvio che l’intervento in forze della Polizia, oltrechè creare un gravissimo danno d’immagine per l’associazione di volontariato, risulta assolutamente spropositato rispetto all’obiettivo dell’identificazione di eventuali occupanti, anche nella misura in cui alcuni soci e dirigenti dell’Oikos hanno eletto il loro domicilio e la loro residenza all’interno dello stabile di cui si ipotizza l’abusiva occupazione. Per cui i dirigenti, il personale e i volontari dell’Oikos, pur dichiarando la loro piena fiducia nell’imparzialità e correttezza del magistrato inquirente, si chiedono se l’episodio non sia da inquadrare in un’ottica intimidatoria ispirata da interessi estranei alla specifica vicenda amministrativo giudiziaria in corso.
L’Oikos ha da anni avviato numerose indagini, alcune delle quali di rilevanza penale, in merito alle procedure di assegnazione di miliardi delle vecchie lire nel campo degli interventi sociali, criticando apertamente le scelte seguite dal Comune di Roma e dai governi locali e regionali all’epoca del Centro Sinistra, e già in passato, è stata oggetto di controlli e provvedimenti di tipo amministrativo (che, peraltro non hanno avuto alcune esito), proprio in concomitanza con l’intensificarsi delle sue attività di denuncia.
Auspica, quindi, un appropriato intervento istituzionale, affinchè l’episodio venga completamente chiarito, anche al fine di ripristinare immediatamente l’abituale rapporto di fiducia che dovrebbe intercorrere tra un’organizzazione di volontariato di utilità sociale e le forze di polizia.


 

 

 

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