La ‘vera paura’ di Massimo D’Alema

 


 


Non abbiamo potuto credere ai nostri occhi leggendo su ‘La Repubblica’ che D’Alema, di fronte agli iscritti di una sezione del suo partito, avrebbe dichiarato che , pur condividendo la tristezza e la preoccupazione per il conflitto in corso, non può far ritirare l’Italia perché non vuole fare "una brutta figura". Evidentemente essere corresponsabile della morte di civili, scendere sullo stesso terreno della violenza e della minaccia tanto caro a Milosevic, distruggere anni di diplomazia e di confronto con una nazione vicina alla quale siamo accomunati dalla storia dell’ultimo secolo, per D’Alema è una ‘bella figura’. Non è un caso che all’uscita della sezione un gruppo di militanti del suo partito lo abbia accolto ad insulti. A noi fa, soprattutto compassione. Ci ricorda il Mussolini che attaccò l’inerme Francia perché gli servivano "qualche migliaio di morti per sedersi al tavolo della pace". E poi si lamenta e minaccia querele se qualcuno gli dà del cinico. Comunque D’Alema non deve temere di ritrovarsi solo: il feeling con Fini cresce di mese in mese e, forse, all’inizio del Terzo Millennio, ci ritroveremo in Italia un nuovo partito erede del socialismo e del nazionalismo: un bel partito Nazionalsocialista !

 

Marc Pjon


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