Lina Kostarova Unkovska
Institute of Psychology
University of «Sts.Cyril & Methodi»
Skopje, Macedonia

04.06.1999, Skopje


 


 

Cari amici, operatori sanitari, ricercatori e colleghi

 

Sono quattordici giorni che ci troviamo di fronte a

- Continui bombardamenti aerei, di una nazione vicina, da parte delle forze NATO . Ogni nuovo raid, più feroce del precedente, ha non solo il risultato di generare dolore e sofferenza alle persone, ma anche quello di creare una catastrofe

- I profughi si spostano a migliaia attraversando in continuazione le frontiere, nella speranza di essere accolti da tre piccoli Paesi economicamente e politicamente instabili : l'Albania, il Montenegro e la Macedonia. Le nazioni che fanno parte dell'Alleanza Atlantica sono riluttanti, o troppo lente per fornirgli protezione.

- Economia in crollo, fabbriche con i macchinari fermi, comunicazioni interrotte, frontiere chiuse. A dispetto delle circostanze c'è ancora abbastanza cibo, la gente va a lavorare, le scuole sono ancora aperte.

In due sole settimane le nostre condizioni di vita sono si sono trasformate in:

- Ansia in estremo aumento in ragione del fatto che Nessuno ha una idea chiara degli obiettivi che si intende raggiungere, quanto tutto ciò potrà durare e quando, finalmente, terminerà.

- Reazioni drammatiche della gente, specialmente dei bambini, ai rumori improvvisi, risultato del rombo costante degli aerei NATO sopra le nostre teste (non è difficile immaginare come si possano sentire quelli che sentono gli allarmi aerei e le esplosioni).

- Senso generale di impotenza e mancanza di prospettive, di qualsiasi visione del futuro, non solo nei Balcani.

Ecco le ultime notizie dalla Macedonia. Ci sono, naturalmente, altre notizie, notizie dell'estrema tragicità delle condizioni umane, in questo quadro che, penso, possa duramente scuotere chiunque, in una prospettiva più lunga. Come risultato della civilizzazione, la specie umana ha sviluppato un perfetto, molto sottile, sistema di auto difesa. Quando e in Quale grado accettare le emozioni e se e come esprimerle. Ma non è mia intenzione rendervi sentimentali o tristi o muovervi a compassione per il destino degli innocenti.

Ho avuto un'idea completamente diversa… Guardando ciò che accade, non posso essere d'aiuto se sono disturbata da troppe domande.. Per esempio noi, operatori sanitari, i ricercatori e gli amici di tutto il mondo, al di fuori delle nostre diversità, possiamo dire che ciò di cui siamo testimoni in questi giorni è che:

- La campagna aerea della NATO sta già creando distruzioni pari a quelle che la politica di Milosevich ha compiuto nei Balcani negli ultimi dieci anni?

- Le due parti, apparentemente opposte, sono nei fatti identiche o forse complementari nell'approccio e nei metodi usati per raggiungere i loro obiettivi. E gli obiettivi non sono nient'altro che : dimostrare la propria forza, stabilire giustizia tramite punizioni/vendette e governare tramite la forza messa al di sopra di ogni altro diritto?

E'quel diritto all'uso della forza che non può mai far crescere :

- il senso della complessità delle situazioni, al di fuori dei propri interessi e obiettivi

- la necessaria sensibilità al contesto

- la responsabilità per ciò che può succedere, che non è una vittoria o sconfitta personale

- l'interesse negli aspetti etici delle azioni.

La nozione di 'vincere ad ogni costo' è l'unico criterio che giudica le azioni di qualcuno. Questo è il messaggio di fondo e la morale che ci vogliono far arrivare.


 


 

Vorrei sostenere questo punto di vista con parecchi fatti che gli eventi in corso hanno dimostrato:

1. La prevenzione della catastrofe umanitaria in Kossovo (obiettivo originale della missione NATO) non è stata raggiunta. Al contrario si può ben dire che la campagna NATO ha messo in movimento la catastrofe di cui siamo testimoni. Il risultato è il raggiungimento degli obiettivi di Milosevic, la pulizia etnica del Kossovo è stata realizzata.

2. L'intera regione è stata profondamente destabilizzata e questo era l'obiettivo strategico di Milosevic e la condizione essenziale per la sua sopravvivenza (i raid NATO lo stanno aiutando a raggiungere il suo obiettivo più in fretta e più accuratamente di quanto avesse mai potuto immaginare).

3. Gli eventi sembrano confermare la tesi di Milosevic che i responsabili del sangue nei Balcani e della disintegrazione della Jugoslavia di una volta sono gli USA e gli Occidentali. Negli ultimi dieci anni la politica di Milosevic si è sistematicamente basata sulla tesi di una cospirazione mondiale contro la Jugoslavia. La NATO, ogni giorno, conferma questa tesi.

4. Milosevic, progressivamente diviene un eroe nazionale, l'unico che osa opporsi alla forza della NATO. Adesso ognuno è pronto a morire per lui (non perché i Serbi siano aggressivi o primitivi, ma perchè la minaccia contro l'integrità personale, i propri cari, le proprie cose e il proprio stato, provoca una disperata difesa, persino risposte autodistruttive, in ogni essere umano).

5. La lezione (che ogni prepotenza ed arbitrio vengono severamente puniti) non è stata appresa. E non sarà appresa attraverso la forza (al contrario, lezioni del genere portano la gente ad apprendere lezioni di tipo completamente diverso).

Non bisogna essere molto intelligenti per arrivare alla conclusione che le due parti in guerra, la NATO e Milosevic, hanno, paradossalmente, autenticamente stabilito un patto basato su un terreno comune e metodi comuni: un patto contro l'umanità.

Dove siamo noi in tutto questo, noi, gli abitanti di questo mondo e i profeti del suo futuro, dove siamo noi in questo caos del "fare da arbitri" ? Dobbiamo prendere posizione ? Abbiamo una scelta e, se l'abbiamo, abbiamo una parte dalla quale schierarci?

E' un momento che richiede pensieri lucidi e veloci, un momento che richiede una reazione, un momento che richiede iniziative individuali e civili. Non è tempo di attendere …E ciò che penso possa interessare tutti noi, è che quello che succederà ci renderà progressivamente la stessa cosa (Voi, il mondo e Noi, qui nei Balcani ) In nome di questo sto scrivendo questa lettera con amicizia, per confrontarmi con voi e porre la domanda:

- Possiamo, alla soglia del Terzo Millennio , salvare il mondo dalla rovina e dall'autodistruzione? Possiamo fare qualcosa per arrestare la follia e la costante distruzione della vita , dei beni e delle risorse umane e del nostro futuro?

Quello che credo si possa ancora fare è alzare la nostra voce, la voce degli individui e di tutti coloro che, tra noi, possono capire che questo non è un disastro che ricade solo sui "folli" Balcani, ma una sciagura e una catastrofe per il mondo intero. Dobbiamo affermarlo con chiarezza e forza per elevare le nostre proteste contro:

- L'aggressione come mezzo per risolvere i problemi nel mondo attuale

- La distruzione di massa come risposta revanschista alla disobbedienza o alla mancanza di cooperazione da parte di individui, governi o stati.

- Il sottrarsi alla responsabilità di strategie errate e fallimenti nel raggiungere l'insieme degli obiettivi.

E dobbiamo protestare :

- Contro gli attacchi NATO e contro la politica di Milosevic.

Faremo quindi ciò che possiamo e dobbiamo, opponendoci all'aggressore (chiunque esso sia) svolgendo un ruolo attivo nel proteggere il mondo e la democrazia.

Sento che possiamo farlo, se decidiamo di abbandonare l'autoillusione di ritenere che ciò che avviene ci può affliggere solo nel momento in cui guardiamo i telegiornali e che, spenta la tv, possiamo ritornare alla routine quotidiana e alla vita di ogni giorno come se ciò che accade non abbia nulla a che fare con noi..

Il mio affettuoso suggerimento potrebbe essere:

- Interrompiamo la nostra routine per un attimo o per un intero giorno… se necessario dedichiamo un po' più di tempo e facciamo quello che è importante e, di fatto, più importante di ogni altra cosa, in questo momento. Facciamo quello che va fatto, ognuno di noi, individualmente e collettivamente. Eleviamo la nostra protesta contro questa follia che porta la distruzione al sopra noi tutti !

- Troviamo la volontà e la forza morale per sostenere le iniziative per

- FERMARE GLI ATTACCHI NATO

 

Sinceramente

Lina.Kostarova.Unkovska,

psicologa,.insegnante.universitaria.di:
Psicologia Clinica e Consulenza Psicologica
Promozione della Salute (HPS Project)
Interventi di Crisi(Programma di Crisi per i Bambini Profughi)
Prevenzione nella Salute Mentale (UCCY)
Ricerca sulla Salute (HBSC Study)

P.S. Appena letto questo messaggio, per favore non cedete alle solite reazioni quali: " Dopo tutto è qualcosa che sta succedendo a te" o " Non cè niente, comunque che possiamo fare per fermare la NATO" o "La follia balcanica non si merita nulla di più". Sarebbe un atteggiamento pericoloso per l'umanità. Stavolta la nostra indolenza ci può costare tutto quello che abbiamo acquisito negli ultimi venti secoli. E, soprattutto, può distruggere ciò che è bello nella vita, la cosa che più difficile da uccidere.

 

Tradotto dall'Inglese da Enzo Minissi
www.oikos.org/enzo.htm


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