Liberazione
Sabato 11 dicembre 1999
Pag.16
Di Romina Velchi


 


Coro di critiche: decisione scellerata. Rifondazione: hanno vinto gli interessi del Vaticano

Gianicolo, via libera del governo

Sarà completata la rampa di accesso al parcheggio. Melandri vota contro

Quattrocento pullman (al giorno) contano di più di un’area archeologica. E’ ovvio: si tratta di pullman ultramoderni, con aria condizionata, Abs, toilette e tv e che trasportano tanti bei pellegrini pronti ad aprire il portafoglio; mentre la villa di Agrippina è roba vecchia, duemila anni, pensate un po’, che sta lì solo per creare problelmi. Perciò, nessun dubbio: la rampa Torlonia di accesso al parcheggio del Gianicolo, nel cuore di Roma, sarà completata, anche se i lavori dovranno essere subordinati ad una serie di prescrizioni (e comunque non saranno terminati prima di Pasqua).

E’ questa la contestissima decisione (che ha visto contrario persino il ministro dei Beni culturali, Giovanna Melandri) presa ieri dal governo, chiamato a decidere sul futuro della rampa dopo il ritrovamento in una discarica dei reperti archeologici estratti durante i lavori. Al sottosegretario Bassanini è toccato il compito di illustrare la decisione del consiglio dei ministri. In sostanza, il governo si impegna a realizzare l’opera e contemporaneamente: proseguire gli scavi archeologici, cercare soluzioni idonee alla conservazione e valorizzazione dei reperti (anche mediante il ricollocamento in situ) e introdurre modifiche nei lavori qualora si scoprissero altri resti archeologici importanti.

Come dire: conciliare l’inconciliabile. E’ per questo che la decisione del governo ha raccolto esclusivamente critiche, se si fa eccezione, manco a dirlo, per il sindaco Rutelli, che, invece, l’ha definita "equilibrata e soddisfacente". Nettamente contrari Vittorio Emiliani e il senatore verde Manconi del "Comitato per la bellezza", secondo i quali la decisione del governo è "scellerata" ed "è un atto di funambolismo". Anche perché i tecnici hanno già bocciato ogni altra soluzione alternativa. Addirittura "vergognosa" la definisce Italia Nostra, secondo la quale "dove non sono arrivati i lanzichenecchi hanno provveduto il governo D’Alema e il Campidoglio. Un vero e proprio colpo di spugna", dice l’associazione ambientalista, visto che l’inchiesta penale nei confronti dei responsabili del cantiere è ancora in corso.

Durissimi anche i Verdi. La decisione, secondo la portavoce Grazia Francescato, "non è motivato delle motivazioni addotte dal sottosegretario Franco Bassanini, che forse non sa che non è possibile costruire una rampa senza attentare ai reperti archeologici. Ora aspetteremo al varco governo e sindaco di Roma su due punti: sull’assicurazione che i lavori verranno fatti "a mano" e senza ruspe e sulla questione dei bus turistici, che rischiano di essere un boomerang per un sindaco che aveva promesso di cacciare i pullman dal centro storico". Già, i pullman. Angelo Bonelli, leader dei Verdi del Lazio, ricorda che saranno 400 al giorno quelli ospitati nel parcheggio: "sarebbe bene – dice, annunciando un ricorso alla Corte dell’Aja per impedire la distruzione della villa di Agrippina – che il consiglio comunale arrivi in fretta a diminuire se non dimezzarne il numero".

Su questo i Verdi troveranno dalla loro parte il Prc, che fin da ora annuncia una battaglia per ridimensionare la presenza dei bus turistici. Rifondazione, spiega il capogruppo in comune Patrizia Sentinelli – offende chiunque abbia a cuore il futuro di Roma. Quel parcheggio non serve alla città, risponde solo agli interessi del Vaticano". E mentre Salvadore Bonadonna, assessore regionale all’urbanistica (Prc) parla di "precedente umiliante" e di un "atto di subalternità alle scelte del Vaticano", Walter DeCesaris e Roberto Musacchio, rispettivamente deputato e responsabile ambiente del Prc, commentano: "Il governo si è coperto di ridicolo agli occhi del mondo. Solo il peggiore speculatore avrebbe avuto il coraggio di prendere una decisione simile. Il governo italiano ha reso in questo modo chiaro come intende preservare il patrimonio storico culturale del nostro Paese: lo considera semplicemente un ingombro da rimuovere e buttare in discarica".


BACK ROMANATURA OIKOS FORUM NATURA E-MAIL