I RIFIUTI DI ROMANATURA


 


Le foto di questa pagina la dicono lunga su come funziona la sorveglianza nei Parchi gestiti da Romanatura.
I rifiuti, abbandonati a ridosso delle tabelle della Riserva di Decima-Malafede, stanno lì da qualche mese senza che nessuno si preoccupi di rimuoverli, lungo una strada piuttosto transitata che collega la Laurentina alla Pontina, all’interno di una sughereta. L’immondizia non è solo un’ingiuria visiva all’ambiente circostante, ma anche un monumento alla trascuratezza e all’abbandono in cui si trovano i parchi gestiti da Romanatura. La frequenza, che ci pare alquanto insolita, con la quale ci troviamo a segnalare costruzioni abusive, discariche, bracconaggio, incendi in aree che dovrebbero essere protette dovrebbe far nascere a qualcuno il desiderio di indagare un po’ più a fondo sui criteri di gestione e di sorveglianza delle aree protette romane. In realtà, è sempre più difficile sapere cosa stia succedendo dentro questo strano ente, su quante persone effettivamente controllino le aree, se l’affidamento dei servizi di sorveglianza alle associazioni sia stato rinnovato senza un concorso pubblico, se siano stati effettivamente realizzati i punti del programma del 1999, se vengano rispettate le disposizioni che regolano l’utilizzo dei volontari, e quant’altro.
Giriamo queste domande all’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Loredana De Petris e al presidente della commissione ambiente, Luigi Nieri, caso mai ritenessero, se la cosa non li affatica troppo, di verificare in che condizioni versa l’ambiente della città che dovrebbero amministrare.

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