From: "PROXIMA"
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Subject: SCANDALO UNIVERSITA' -
PSICOFARMACI
Date sent: Tue, 21 May 2002
SCANDALO UNIVERSITA' -
PSICOFARMACI: un articolo del "Guardian".
Come le ditte
farmaceutiche influenzano la ricerca scientifica, i concorsi
universitari e l'assistenza psichiatrica
di G. Giacomo Giacomini
da Il Secolo XIX di Genova
del 25 marzo 2002
Ha suscitato non poco scalpore
un articolo-inchiesta uscito, in questi ultimi
giorni, sul giornale britannico "The Guardian",
sulla spregiudicata politica
di commercializzazione degli psicofarmaci, soprattutto antidepressivi.
In particolare, lo scandalo denunciato dal "Guardian"
si riferisce al fatto che
taluni ricercatori universitari ricevono rilevanti somme
di denaro da importanti ditte farmaceutiche, per articoli
pubblicati su riviste
scientifiche, nei quali vengono decantate le proprietà terapeutiche
di nuovi psicofarmaci, prodotti dalle ditte stesse. L'aspetto più
sconcertante di tale vicenda è che i veri autori di questi
articoli non sarebbero, in
realtà, i professori universitari che li hanno firmati, bensì
gli uffici di propaganda delle stesse ditte produttrici degli psicofarmaci.
"The Guardian" ha
anche pubblicato una sorta di "tariffario" che viene
abitualmente applicato, in
Gran Bretagna e negli Stati Uniti, per remunerare
i professori che organizzano i congressi e i simposi sponsorizzati
dalle case farmaceutiche. [...]
Le rivelazioni del "Guardian"
hanno dato ulteriore materia di riflessione su
un fenomeno che, in realtà, è ormai ben noto, per la sua
diffusione e gravità,
anche nel nostro paese, tanto da essere stato, a più riprese,
dibattuto da diversi
giornali e reti televisive.Non è un mistero per nessuno
che, anche in Italia, i principali congressi delle Società scientifiche
di Psichiatria, Psicopatologia, Neurologia, ecc., dipendenti dalle
più importanti cattedre universitarie, sono sponsorizzati da
potenti ditte afferenti
alle multinazionali del farmaco e vengono celebrati in concomitanza
con il lancio commerciale di nuove (e, talora, meno nuove) generazioni
di psicofarmaci.
E' stato a più riprese
segnalato come, al fine di agevolare la commercializzazione
di taluni psicofarmaci (soprattutto antidepressivi e ansiolitici)
si sia arrivati persino ad una sostanziale adulterazione del metodo
di classificazione degli stati di sofferenza psichica, che
vengono inquadrati secondo
categorie grossolane, al fine di consentire una più ampia
indicazione terapeutica per certi tipi di psicofarmaci. (A
questo scopo, viene
utilizzato soprattutto il Manuale DSM) E' ben noto come categorie
nosografiche fatiscenti (come le cosiddette
"distimie"), siano state
oggetto di congressi, simposi e tavole rotonde, dove venivano
anche indicati, come
terapie specifiche, farmaci prodotti dalle ditte che sponsorizzavano
i simposi stessi Anche nei concorsi universitari è stato denunciato
il pesante intervento delle case farmaceutiche, al fine di promuovere
quei candidati che si dimostrino più favorevoli all'uso indiscriminato
degli psicofarmaci.
Molti si sono chiesti e si
chiedono, tuttora, se il progresso tecnologico e
psicofarmacologico debba essere necessariamente pagato al
prezzo di una simile
subordinazione del pensiero scientifico, della ricerca clinica
e, soprattutto, della
salute pubblica, al "business" della produzione industriale
e del mercato planetario degli psicofarmaci. Per quanto notevoli
vantaggi siano stati acquisiti, da parte dell'assistenza psichiatrica,
con lo sviluppo della psicofarmacologia, è tuttavia indubbio che
una diffusione indiscriminata e aspecifica, per scopi
commerciali, dell'uso di
molti psicofarmaci, rappresenti un serio pericolo per la salute
dei cittadini. E' il caso di chiedersi se le istituzioni che
sono preposte alla tutela
della salute pubblica e dell'etica professionale (come
gli Ordini dei Medici, il Ministero della Salute, il Ministero
dell'Università, ecc.)
abbiano mai dedicato sufficiente attenzione a questi
inquietanti fenomeni che, ormai da diversi decenni, inquinano
la ricerca scientifica e
certamente non giovano alla credibilità dell'assistenza
psichiatrica.