SERVIZIO VOLONTARIO EUROPEO


Il Servizio Volontario Europeo per i Giovani (SVE) propone una particolare esperienza di formazione  a  tutti i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Durante un periodo compreso tra i 6 e i 12 mesi i partecipanti avranno l' occasione di conoscere meglio un altro Paese, un'altra cultura, un'altra lingua, partecipando alla realizzazione di un progetto utile alla collettività in specifiche iniziative a carattere locale. Contestualmente  potranno migliorare il proprio  bagaglio di esperienze personali e culturali.


GIOVENTU' IN AZIONE
COS E'SVE
L'ATTIVITA' SVE
COSA NON E' SVE
PARTNER DEI PROGETTI NEL QUADRO DEL SVE
CHI PUO' PARTECIPARE
DURATA

LUOGO
TEMA E MANSIONI
COME PREPARARE UN BUON PROGETTO
METODI NON FORMALI DI APPRENDIMENTO
TUTOR
IMPATTO
ATTIVITA' DI FOLLOW-UP
COSA VIENE FINANZIATO AL VOLONTARIO

ASSICURAZIONE
YOUTHPASS
STRUTTURE DI EX VOLONTARI
ALCUNI ESEMPI

IL VALORE AGGIUNTO EUROPEO
LE STRUTTURE NAZIONALI
PUNTI DI RIFERIMENTO PER TUTTE LE ESIGENZE
PREPARAZIONE DEI VOLONTARI
SOSTEGNO IN CASO DI DIFFICOLTA'
COME SI PARTECIPA
COME NASCONO I PARTENARIATI
PROGETTI LEGATI AD EVENTI SPECIALI
PROGETTI MULTILATERALI

PROGETTI CHE ASSOCIANO PAESI TERZI
PROGETTI "CAPITALE FUTURO"
ESPERIENZE DI VOLONTARIATO

Per partecipare al Servizio Volontario Europeo clicca qui


Gioventù in azione

La Commissione europea, il Parlamento europeo e gli Stati membri dell'Unione europea hanno istituito congiuntamente il programma Gioventù in azione, che applica il quadro normativo a sostegno delle attività educative non formali per i giovani. Il programma è operativo dal 2007 alla fine del 2013.

Il programma Gioventù in azione contribuisce in modo significativo all'acquisizione di competenze e rappresenta dunque uno strumento chiave per offrire ai giovani opportunità di apprendimento non formale ed informale con una dimensione europea.

Il programma Gioventù in azione parte dall'esperienza del precedente programma " Gioventù per l'Europa" ( 1988-1999), del servizio volontario europeo e del programma GIOVENTU' ( 2000-2006).

Gli obiettivi definiti nella base giuridica del programma Gioventù in azione sono i seguenti:

Tali obiettivi generali verranno attuati a livello di progetto, tenendo presenti le seguenti priorità permanenti

Le priorità del programma Gioventù in azione sono:

Sensibilizzare i giovani riguardo alla loro cittadinanza europea e coinvolgerli nel dibattito sulla costruzione e sul futuro dell'Unione Europea.

Partecipazione dei giovani alla vita democratica

Il rispetto per la varietà culturale, insieme alla lotta contro il razzismo e la xenofobia.

Inserimento di giovani svantaggiati, in particolare di giovani provenienti da ambiti geografici socioeconomici o culturali svantaggiati, o dai giovani disabili.

Per raggiungere i propri obiettivi, il programma Gioventù in azione prevede cinque azioni operative:

  1. Gioventù per l'Europa

  2. Sevizio Volontario europeo

  3. Gioventù nel mondo

  4. Strutture di sostegno per i giovani

  5. Sostegno alla cooperazione europea nel settore della gioventù

Cos è il SVE

Il servizio volontario europeo ( SVE) sostiene i servizi volontari transnazionali dei giovani.

Esso aspira a sviluppare la solidarietà e a promuovere la tolleranza fra i giovani, in primo luogo per rafforzare la coesione sociale nell’Unione Europea. Promuove la cittadinanza attiva e migliora la comprensione reciproca fra i giovani.

Questi obiettivi generali saranno in particolare raggiunti nel modo seguente:

·          sostenendo la partecipazione dei giovani a diverse forme di attività volontarie, sia all’interno che all’esterno dell’Unione europea;

·          offrendo ai giovani l’opportunità di esprimere il loro impegno personale con attività di volontariato a livello europeo ed internazionale;

·          interessando i giovani alle azioni che stimolano la solidarietà tra i cittadini dell’Unione europea;

·          coinvolgendo i giovani volontari, in un paese diverso da quello dove risiedono, in un’attivitò non lucrativa e non remunerata a beneficio della colletività.

Inoltre il servizio volontario europeo è un servizio di “ apprendimento”: attraverso le esperienze di approfondimento non formale i giovani volontari migliorano e /o acquisiscono competenze a vantaggio del loro sviluppo personale, formativo e professionale non chè della loro integrazione sociale. Gli elementi dell’apprendimento consistono nella definizione comune dei risultati, processi e metodi che si attendono dalla formazione, nella certificazione delle competenze acquisite, nella partecipazione del volontario al ciclo di formazione SVE e nella fornitura costante di supporto basato sui compiti da svolgere nonchè di sostegno linguistico e personale, comprese le tecniche di prevenzione e gestione delle crisi.

L'attività SVE

ll SVE viene realizzato tramite le attività le attività organizzate nel quadro della partnership tra organizzazioni costituite legalmente, che inviano o ospitano volontari. Un’atttività SVE consiste nella preparazione, nell’attività di volontariato vera e propria e nel follow-up (seguito). Il volontario svolge l’attività di volontariato in un paese diverso dal proprio paese di residenza. L’attività non èretribuita, non ha scopi di lucro e si svolge a tempo pieno durante un dato periodo ( 12 mesi al massimo). Essa va a profitto della comunità.

Un’attività SVE può svolgersi in vari settori: cultura, arti, protezione civile, ambiente, cooperazione allo sviluppo, ecc. Sono esclusi gli interventi a rischio elevato in situazioni immediatamente successive a crisi ( aiuti umanitari, aiuti immediatamente succesivi a catastrofi ecc..)

L’attività deve rappresentare un chiaro valore aggiunto europeo o internazionale. Essa deve inoltre comprendere contatti con la comunità locale.

I volontari non devono sostituire dipendenti salariati.

Un’attività SVE coinvolge almeno una organizzazione inviante, un organizzazione ospitante e un volontario. Delle organizzazioni partner e dei volontari che partecipano al progetto SVE globale possono essere coinvolti tutti o solo alcuni. Un massimo di 100 volontari può partecipare ad una singola attività.

L’attività può essere svolta individualmente o in gruppo.

Se l’attività coinvolge più di un volontario, i volontari possono svolgere l’attività nella stessa organizzazione ospitante nello stesso paese, indiverse organizzazioni ospitanti nello stesso paese o in diverse organizzazioni ospitanti in diversi paesi.

 Un’attività SVE individuale coinvolge solo un volontario, una organizzazione inviante e una organizzazione ospitante. Le attività SVE individuali rimangono importanti perchè comportano un’esperienza di apprendimento intensivo, un sostegno individualizzato, un forte impatto allo sviluppo personale e notevoli opportunità di integrazione con la comunità locale.

Un’attività SVE di gruppo permette ai volontari di partecipare collettivamente all’attività volontaria a livello locale, regionale, nazionale, europeo o internazionale e di trarre beneficio dalle esperienze di apprendimento individuali e di gruppo. Fino a 100 volontari possono essere ospitati dalla stessa organizzazione o – divisi in sottogruppi- da diverse organizzazioni. Un’attività SVE di gruppo deve assumere caratteristiche di gruppo sia sul piano del processo di apprendimento che su quello del servizio a beneficio della comunità. Inoltre deve prendere un approccio tematico comune e contatti regolari fra i volontari. Le attività SVE di gruppo sono state sviluppate per rafforzare ulteriormente l’impatto, l’accessibilità, l’efficacia e la visibilità dello SVE.

Cosa non è SVE

·          SVE non è volontariato occasionale, non strutturato, a tempo parziale.

·          SVE non è un tirocinio d’impresa in un’ONG ecc..

·          SVE non è un lavoro retribuito e non deve sostituire i lavori retribuiti

·          SVE non è un’attività ricreativa o turistica.

·          SVE non è un corso di lingua

·          ISVE non è sfruttamento di mano d’opera economica.

·          Il SVE non è un periodo di studio o di fromazione professionale all’estero

·          Il SVE non è un semplice meccanismo di finanziamento, ma un modello di qualità per un servizio volontario transnazionale.

Partner dei progetti nel quadro del SVE:

 il Servizio Volontario Europeo si basa su un solido partenariato tra:

Un partner del progetto che invia o ospita un volontario deve essere:

Il progetto di partenza è responsabile della preparazione del giovane prima della partenza stessa. Al suo ritorno l'aiuterà a sfruttare al meglio l'esperienza acquisita, nella ricerca di un lavoro o di una formazione. Il progetto d'arrivo dovrà far sì che il servizio volontario sia un'autentica esperienza di apprendimento e fornirà al giovane tutti gli appoggi necessari nel corso di questo servizio.

Chi può partecipare?

Il Sve è aperto a tutti i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni ed essere legalmente residente in un paese partecipante al programma o in un paese partner. La nazionalità, il livello di formazione e l'origine sociale non hanno alcuna importanza. La sola condizione è di mettersi al servizio di un progetto locale, per una durata compresa tra i 6 e i 12 mesi.

Va precisato che il Servizio Volontario Europeo non sostituisce il servizio militare nè i sistemi di servizio civile alternativo o obbligatorio esistenti in alcuni paesi membri. E' organizzato su base interamente volontaria, in funzione delle motivazioni dei giovani partecipanti; inoltre non può sostituirsi a un'occupazione remunerata, esistente o potenziale. Esso svolge un ruolo sostanzialmente educativo per il volontario. Questi non deve fungere da manodopera a buon mercato, nè estromettere personale già occupato, non deve assumere attività per le quali la sua presenza resterebbe indispensabile. Deve invece contribuire ad avviare progetti intesi a dare una risposta adeguata al bisogno sociale, e fornire un valore aggiunto a questi progetti grazie alla sua motivazione e alla sua visione nuova della realtà.

Verranno profusi sforzi particolari e forniti incentivi per consentire ai giovani svantaggiati, compresi i giovani disabili, di partecipare attivamente al SVE. Queste attività di inserimento sono aperte ai giovani disabili di 16-30 anni, a condizione che siano assicurati preparazione, accompagnamento e follow-up qualificati e personalizzati.

I volontari che possono partecipare ad un singolo progetto devono comprendere un numero compreso tra 1 e 100.

Il processo di reclutamento di volontari deve essere aperto e trasparente.

Nel processo del reclutamento dei volontari, le organizzazioni SVE devono assicurare l’accessibilità globale del SVE a tutti i giovani. L'impostazione aperta propria del SVE e lo spirito del programma si devono rispecchiare in criteri di reclutamento e in un processo di reclutamento aperto, conformemente al programma Gioventù in azione. Le organizzazioni non possono richiedere che i volontari appartengano ad uno specifico gruppo etnico, religioso, o abbiano un determinato orientamento sessuale o particolari opinioni politiche. Le organizzazioni ospitanti non possono richiedere il possesso di qualifiche ma , in casi speciali, debitamente giustificati, e in funzione delle mansioni e delle situazioni nelle quali i volontari sono impiegati, determinati tipi di attività possono richiedere la selezione di candidati dotati di competenze specifiche.

I paesi che partecipano al programma sono i 15 Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia), la Norvegia e l'Islanda. I progetti multilaterali e quelli che coinvolgono paesi terzi possono comprendere partner di paesi non compresi in questo elenco.

Durata

La durata di un progetto SVE non deve superare i 24 mesi, comprese la preparazione e la valutazione / il follow up.

L’attività SVE svolta all’estero dovrebbe avere una durata minima di 2 mesi ed una durata globale massima di 12 mesi ( escluse la preparazione e la valutazione).

Di norma un volontario partecipa ad una sola attività SVE. In determinati casi debitamente giustificati (segnatamente qualora, per motivi pedagogici, sia previsto un approccio fase per fase, qualora vi siano stati problemi nell’attività originaria o qualora il volontario abbia partecipato ad un’attività di gruppo a breve termine) è possibile la partecipazione a due o più attività SVE successive. Tuttavia la durata totale delle attività non deve mai superare i 12 mesi per un singolo volontario. Nel caso di attività mirate al coinvolgimento di giovani volontari svantaggiati e di attività SVE di gruppo, se debitamente giustificata, è ammessa una durata minima di due settimane.

La durata effettiva della visita preventiva di pianificazione nei progetti che coinvolgono giovani svantaggiati non è definita, ma solo un massimo di due giorni di tale visita ( viaggio escluso) può essere finanziato dalla sovvenzione  comunitaria.

Luogo

Un volontario svolge sempre la sua attività SVE in un paese diverso da quello di residenza ( ad eccezione della preparazione e delle attività di follow-up).

Un'attività SVE può essere svolta in un paese partecipante al programma o in un paese partner.

Se un'attività coinvolge due paesi partner limitrofi, tali paesi possono inviare e ospitare reciprocamente dei volontari, a condizione che almeno uno Stato membro dell'UE sia coinvolto nell'attività e che nel quadro dell'intero progetto il numero di volontari provenienti dai paesi partner non superi il numero di volontari provenienti dai paesi che partecipano al programma.

Se sono coinvolti " altri paesi partner nel mondo", è particolarmente incoraggiata la cooperazione con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, dell'America Latina e dell'Asia. In questi paesi un volontario residente in un paese partecipante al programma può essere inviato solo verso un paese partecipante al programma. Non è previsto che i volontari siano reciprocamente inviati ed ospitati da organizzazioni situate in "altri paesi partner nel mondo".

Tema e mansioni

Qualsiasi attività SVE deve privilegiare una tematica collegata alle priorità del programma Gioventù in azione nonchè agli obiettivi specifici e alle priorità del Servizio volontario europeo.

Le attività SVE di gruppo devono avere un approccio tematico comune. Le attività SVE di gruppo collegate ad un evento specifico richiedono una solida partnership con l'organismo che organizza l'evento: tutte le mansioni volontarie devono essere collegate all'evento.

Le mansioni devono apportare un evidente valore aggiunto europeo o internazionale e non devono consistere in attività di routine. Le mansioni comprendono i contatti con la comunità locale.

Come preparare un buon progetto

Il giovane viene coinvolto attivamente nella progettazione, esecuzione e valutazione delle attività SVE.

Al volontario dovrebbe essere fornito un adeguato sostegno durante tutte le fasi del progetto.

Il progetto dovrebbe prevedere dei meccanismi di prevenzione e gestione della crisi.

Il progetto dovrebbe assicurare una preparazione adeguata (linguistica, interculturale, ecc..) ai volontari, tenendo conto del profilo di ciascun volontario, della natura del progetto e della situazione specifica del paese ospitante.

Nei progetti SVE che coinvolgono giovani svantaggiati, si incoraggia in maniera particolare, prima della vera e propria attività di volontariato, di una visita preventiva di programmazione (VPP) presso l'organizzazione ospitante. Vi possono partecipare un massimo di due persone, una delle quali deve essere un rappresentante dell'organizzazione ospitata. Qualora partecipi anche una seconda persona, si deve trattare del candidato volontario.

Devono essere forniti il sostegno linguistico e/o formativo del caso. Il formato, la durata e la frequenza possono variare a seconda delle esigenze e delle capacità dei volontari nonchè delle mansioni e capacità dell'organizzazione. la formazione linguistica deve essere gratuita per il volontario e compresa nel regolare orario di lavoro.

Il progetto prevede la partecipazione dei volontari al ciclo di formazione del SVE. Esso consiste nella formazione preliminare alla partenza, nella formazione al momento dell'arrivo, in una riunione intermedia e nella valutazione finale. I volontari SVE hanno il diritto e l'obbligo di partecipare a questi corsi di formazione, forniti da o a nome delle Agenzie nazionali o dalle organizzazioni SVE d'invio, ospitanti o coordinatrici, in linea con gli : " Orientamenti e standard minimi di qualità della Commissione europea"

I volontari dovrebbero avere l'opportunità di scambiare, condividere e valutare l'esperienza SVE con le organizzazioni di invio. Essi dovrebbero ricevere assistenza da parte delle organizzazioni che li hanno inviati per la reintegrazione nella comunità di provenienza e per ulteriori esperienze di istruzione, formazione e occupazione.

Metodi non formali di apprendimento e di lavoro

Il progetto dovrebbe garantire il carattere di " servizio di apprendimento" del SVE, ovvero fornire ai giovani pari opportunità di apprendimento non formali ed informali per consentire loro di acquisire nuove abilità e nuove competenze per il proprio sviluppo personale, pedagocico e professionale. A tal fine è necessario descrivere i risultati di apprendimento attesi ed i relativi processi di apprendimento.

Si dovrebbe puntare ad un'efficace combinazione tra le mansioni da svolgere e i profili dei volontari.

I partner del progetto danno prova di un impegno comune e di una solida partnership e sono pronti a concordare una chiara divisione di responsabilità.

Tutor

Nell'ambito dell'organizzazione ospitante un tutore (mentor) si incarica del sostegno personale e facilita l'integrazione nella comunità locale. Il volontario può rivolgersi al tutore anche qualora sorgessero dei problemi. Una prima riunione con il tutore si deve svolgere subito dopo l'inizio dell'attività, allo scopo di discutere il processo di apprendimento, seguita dai contatti e riunioni a scadenza regolare. Il tutore svolge inoltre un ruolo importante nel discutere insieme al volontario i risultati dell'apprendimento, ai termini dell'attività, ai fini della redazione del rapporto di attività di Youthpass. Il tutore non dovrebbe però essere il supervisore del volontario.

Si potrebbe prevedere un " tutoraggio rafforzato" per potenziare il sostegno ai volontari più svantaggiati. Questo " tutoraggio rafforzato" verrebbe suddiviso tra l'organizzazione ospitata e quella ospitante proporzionalmente alle loro responsabilità.

Impatto

Qualora ad un progetto a ad un'attività partecipino diversi volontari, ove possibile si dovrebbero assicurare fattori strutturanti, ad esempio adottando un approccio tematico coerente o complementare, garantendo la reciprocità nell'invio o nell'ospitalità dei volontari, assicurando la complementarità dei settori di attività e delle mansioni, prevedendo regolari riunioni e occasioni di collegamento in rete tra i volontari ecc..

Inoltre l'impatto di un progetto SVE non dovrebbe essere limitato solo ai partecipanti all'attività, ma diffondere il messaggio europeo anche alle comunità locali interessate e permettere ai progetti futuri e alle organizzazioni interessate di trarne a loro volta beneficio.

La possibilità di combinare diverse attività SVE in un solo progetto nonchè l'introduzione del concetto del gruppo SVE offrono ampie possibilità di agire ai summenzionati fattori strutturanti, i quali dovrebbero servire a perfezionare il più possibile l'efficacia e l'impatto del SVE.

Attività di follow-up da parte del volontario

Il volontario può realizzare un'attività di follow-up durante i sei mesi che seguono la fine della sua attività SVE all'estero. L'attività di follow-up può durare al massimo un mese e si svolge sempre nel paese di residenza ( "paese d'invio") o nel paese ospitante. Essa dovrebbe basarsi sull'esperienza SVE e cercare di evidenziare, diffondere e promuovere i risultati del SVE nonchè di rafforzarne l'impatto. L'attività di follow-up è messa a punto dal volontario, possibilmente con l'assistenza dell'organizzazione ospitata o di quella ospitante e/o di una struttura nazionale o di un gruppo di ex volontari SVE. Essa fa parte integrante del progetto SVE.

Cosa viene finanziato al volontario

Il finanziamento comunitario dei progetti SVE si basa sul principio del cofinanziamento, con l'intervento di altri soggetti pubblici e/o privati. Ciò significa che occorrono contributi, in denaro o in natura, corrisposti dalle organizzazioni di invio e di accoglienza, per la copertura totale del costo dei progetti.

Il volontario riceve vitto e alloggio, una copertura assicurativa, un'indennità per il volontariato e, de del caso, un incentivo per svolgere un'attività di follow-up. Inoltre, sono fornite gratuitamente sessioni di formazione al volontario.  Le spese di viaggio sono rimborsate al tasso del 100  %.

L'indennità per il volontario ( denaro per le piccole spese) è concepita in modo da aiutare il volontario a sostenere alcune spese personali supplementari durante il soggiorno all'estero. L'indennità non è destinata a coprire per intero tali spese personali, nè a coprire le spese abituali per vitto, alloggio e trasporti locali del volontario, che sono coperte dall'organizzazione ospitante e cofinanziate tramite la sovvenzione comunitaria .

Assicurazione

Ciascun volontario deve essere iscritto al piano di assicurazione collettiva della Commissione per i volontari SVE, che funge da complemento alla copertura dei sistemi nazionali di previdenza sociali, se dal caso, garantita dalla tessera europea di assicurazione sanitaria ( o analoga) rilasciata al volontario. L'assicurazione protegge i volontari contro i rischi di malattia, incidenti e in materia di responsabilità civile. Questa assicurazione completa la copertura delle spese sanitarie, garantite nella maggioranza dei casi mediante accordi comunitari.

Youthpass

Ogni volontario ha diritto al rilascio di uno Youthpass, che descrive convalida l'esperienza di apprendimento non formale. Questo documento può essere di notevole vantaggio per il futuro percorso formativo o professionale del volontario. Attraverso lo Youthpass la Commissione europea certifica che l'attività di volontariato è riconosciuta come un'esperiezna d'istruzione nonchè come periodo di apprendimento non formale e di apprendimento informale. il rapporto sui risultati conseguiti è firmato da entrambi e consegnato al volontario direttamente alla fine dell'attività di volontariato svolta all'estero.

Strutture di ex volontari SVE

Qualsiasi volontario può scegliere di essere coinvolto, durante o dopo il SVE, nelle attività delle strutture nazionali di ex volontari SVE. Per i particolari, rivolgersi alla propria Agenzia nazionale.

Alcuni esempi:

Il valore aggiunto europeo: l'azione pilota si basa sulle esperienze di servizio volontario a livello nazionale e le arricchisce di un nuovo impulso e di una nuova dimensione europea. Saranno creati nuovi partenariati locali. Si rafforzeranno gli scambi transnazionali; nuove esperienze di vita e di apprendimento in un contesto di mobilità europea saranno disponibili indiscriminatamente per tutti i giovani, limitatamente ai fondi disponibili.

Le strutture nazionali: le attività dei giovani volontari europei debbono essere il più possibile vicine alle loro motivazioni e alle esigenze delle collettività riceventi. Ciò richiede un buon coordinamento tra tutte le parti interessate. Per queste ragioni, l'esecuzione dell'azione poggerà in ogni paese su una "Struttura nazionale" che possa avvantaggiarsi dell'esperienza esistente in materia di programmi europei per i giovani: conoscenza dell'ambiente e collegamento con le iniziative locali, esperienza in materia di partenariato, di formazione, reti informatiche, ecc.

Punti di riferimento: ogni struttura nazionale svolgerà il ruolo di interfaccia tra la Commissione Europea, i promotori dei progetti a livello nazionale, regionale e locale, e gli stessi volontari. La struttura nazionale agirà nei seguenti campi:

Può presentarsi la necessità di mettere in rapporto tra loro organizzazioni interessate a inviare o a ricevere volontari, ma che non hanno ancora trovato un partner in un altro Stato membro. La Commissione e le Agenzie nazionali faciliteranno questo incontro.

Preparazione dei volontari: ai volontari viene fornita una preparazione di base. In ciascun progetto viene organizzata una cornice educativa. A ciò si aggiungono formazioni a livello nazionale o regionale.

Sostegno in caso di difficoltà: nonostante una preparazione accurata, possono sopravvenire diversi problemi. Sia i giovani volontari che i responsabili del progetto possono avere bisogno di aiuto o consiglio. Il primo punto di contatto è la Struttura nazionale. Anche la Commissione europea, se necessario, può fornire la propria assistenza.

Come si partecipa: il modo migliore è quello di prendere contatto con la Struttura nazionale del paese d'appartenenza, che darà tutte le informazioni sul procedimento da seguire. Nell'interesse del giovane candidato, è bene che questi si ponga alcune domande: il comune in cui abita è gemellato con un'altra località europea? Ha già avuto contatti con associazioni o movimenti di giovani? Quali sono i suoi campi d'attività?

Come nascono i partenariati: in ciascun paese, la Struttura nazionale stimola la creazione di progetti d'arrivo, lanciando un "invito a manifestare interesse".

Le Strutture nazionali esprimono un primo parere sui progetti d'arrivo e li trasmettono alla Commissione europea. Quest' ultima dichiara idonei i progetti rispondenti agli obiettivi e alle condizioni dell'azione pilota e ne invia l'elenco alle Strutture nazionali, le quali lo diffondono tra i partner potenziali per stimolare la nascita di progetti di partenza.

Le strutture nazionali lanciano un invito a presentare dei progetti, per giungere a progetti europei in forma definita. La domanda di sovvenzione per ciascun progetto europeo in forma definitiva è presentata dal progetto di partenza alla rispettiva Struttura nazionale.  

Progetti legati ad eventi speciali: sono legati ad un evento nazionale di alto profilo che offre la possibilità di accogliere molti volontari. L'associazione del servizio volontario europeo a tali eventi contribuirà efficacemente al conseguimento degli obiettivi del programma permettendo di raggiungere nuovi gruppi destinatari ed offrendo ai volontari un'esperienza eccezionale.

Progetti multilaterali: Questi progetti riuniscono organizzazioni provenienti da almeno 4 paesi diversi e sono aperti sia ai paesi partecipanti al programma che a paesi terzi. Per ogni progetto occorre un minimo di 6 volontari; inoltre i partner devono adottare una procedura di coordinamento e un tema comuni, collegarsi in rete e scambiare buone prassi.

Progetti che associano paesi terzi: i giovani dei paesi terzi partecipanti al programma di servizio volontario europeo avranno l'opportunità di allargare i loro orizzonti trascorrendo un periodo di servizio volontario oltre le frontiere dell'Unione. Offrendo un contesto nel quale sviluppare una cooperazione individuale e promuovere il trasferimento di buone prassi, i progetti con i paesi terzi completano i programmi di cooperazione esistenti tra l'UE e altre regioni del mondo. I partner dei paesi terzi svolgeranno il ruolo di organizzazioni di accoglienza.

Progetti "Capitale futuro": il programma SVE consente inoltre ai giovani di chiedere un sostegno per i progetti che avranno elaborato a seguito della loro attività all'estero quale volontari europei. I volontari potranno così valorizzare il loro periodo di SVE sviluppando ulteriormente le competenze e la loro esperienza. I progetti "Capitale futuro" possono prevedere l 'avvio di attività in settori disparati - sociale, culturale, ambientale o economico - o la partecipazione ad attività didattiche.

Esperienze di volontariato: Eva, un'austriaca di 18 anni, ha trascorso 6 mesi in italia in un centro per tossicodipendenti, cui ha apportato sostegno ed idee fresche per organizzare nuove attività nel tempo libero. Questa esperienza ha confermato il suo desiderio di lavorare nel settore sociale e l'ha aiutata ad accedere agli studi pertinenti.

David, un giovane francese, ha lavorato per 6 mesi in Svezia presso un progetto di reinserimento dei disoccupati, cercando di far loro riacquistare fiducia in sè attraverso il teatro. David aiutava il docente di recitazione e recitava lui stesso. L'esperienza è stata l'argomento della tesi di laurea di David e lo ha indotto ad iscriversi ad una scuola di arte drammatica.

Nel gennaio 1998 oltre 80 volontari si sono recati in Francia per partecipare, per 5 mesi, a progetti di sviluppo locale prima di fornire il loro aiuto, per un mese, alle principali sedi della Coppa del mondo di calcio. Oltre all'esperienza straordinaria acquisita nel contesto unico della Coppa del mondo, essi hanno anche avuto la possibilità di familiarizzarsi con la cultura francese e con i metodi francesi di promozione dello sport.

Rebecca, cittadina del Regno Unito, ha partecipato in Grecia per 6 mesi ad un progetto di protezione degli orsi, contribuendo ai lavori di costruzione, assistendo alle ricerche scientifiche e nelle campagne di sensibilizzazione della popolazione. Rebecca aveva già partecipato ad un progetto simile, anch'esso in Grecia, dedicato alle tartarughe di mare; al termine del suo servizio volontario, le due organizzazioni le hanno proposto un lavoro e Rebecca ha scelto di continuare il lavoro con le tartarughe.


Qui trovi i links ad alcuni dei progetti del S.V.E che hanno partecipato alla azione pilota del progetto  [in inglese] dal 1997 - 2000.  Li abbiamo lasciato in linea per dare una idea minima dei molti progetti che possono essere realizzati.

AUSTRIA | BELGIO | FINLANDIA | FRANCIA | GERMANIA | GRECIA
IRLANDA PORTOGALLO | REGNO UNITO

Se sei interessato a partecipare ad un progetto SVE puoi presentare  la tua candidatura inviando per e-mail  il questionario "dati riguardanti il/la volontario/a" che puoi scaricare sul tuo PC.

Scarica il formulario 
    .doc (word97)
    .rtf (rich text format) 
    .zip (formato word97 zippato)


HOME OIKOS HOME INFORMAGIOVANI HOME VOLONTARIATO E-MAIL