I bambini sono allenati a fare caso a ciò che manca nei regali di
Natale che ricevono. Quella gigantesca macchina di pubblicità commerciale che è la ‘TV dei ragazzi’, assicura che
i regali astutamente seducenti che essa presenta si fissino in maniera indelebile nei loro desideri. Non importa quanti
regali i genitori comprino : sono troppi quelli previsti e che mancano da sotto l’albero. Questa
situazione non solo rende disperati i genitori di fronte all’ingratitudine dei figli e li fa sentire che ‘non
possono far nulla per far loro piacere’, ma rende anche i bambini incapaci di concentrarsi sul piacere del fatto che
i regali SONO presenti sotto l’albero. E' una situazione ben nota: l’attenzione è focalizzata su ciò che MANCA.
Gli adulti, d’altra parte, sono ‘diversi’. Loro SANNO che NON avranno ciò che
REALMENTE vogliono e quindi sono in grado di porre un ragionevole limite alle loro fantasie sapendo che ciò che
REALMENTE vogliono è impossibile, troppo costoso, inadeguato al loro stile di vita, troppo al di fuori della loro
esperienza nel ricevere regali, troppo in cui sperare. Così selezionano un regalo verosimile, verosimile per essere
gradito all’Altro e verosimilmente ‘utile’ a loro in qualche maniera o significato. Il regalo viene ad avere una
doppia rappresentazione: in primo luogo quella del suo ‘valore specifico’ come oggetto (per es. che E’ davvero un
regalo utile), in secondo luogo quella di simboleggiare la negazione di tutte le altre cose che la persona NON può
ragionevolmente aspettarsi di ricevere. Per il bambino il giocattolo è semplicemente mancante . Per l’adulto
il ‘giocattolo’ è rappresentato come mancante dentro e attraverso l’oggetto ricevuto. C’è da
piangere.
Nei bambini l’assenza di una relazione positiva genitore - figlio può essere
occultata temporaneamente da qualche giocattolo rumoroso e scintillante , ma con gli adulti questa tattica di
corruzione funziona meno bene nel censurare l’emozionalità che manca. Seguendo la linea di pensiero di cui sopra,
quello che manca è una genuina relazione positiva tra le parti, e il desiderio di censurare questa mancanza di legami
tra le parti è espresso in questo fare ‘regali’. I bambini possono essere d’accordo nel far momentaneamente
finta che la corruzione funzioni perché si buttano nel divertimento con i giocattoli rumorosi, ma gli adulti o hanno
bisogno di ricevere giocattoli molto complicati oppure non hanno alcuna intenzione di mostrare che per ora tutto è OK.
In entrambi i casi tutti sappiamo che manca il necessario legame
emozionale positivo. Il distacco non può essere censurato per molto tempo, nonostante costose pellicce di visone,
orologi, gioielli etc. Il luogo ove questo crea più guai è tra i ‘bambini cresciuti’ e i loro genitori. In altre
parole tra gli adulti di generazioni differenti. E questo si dimostra chiaramente nel periodo natalizio, quando c’è
l'aspettativa tradizionale di ‘andare a casa’ a ‘vedere un pò di gente’ con la quale abbiamo passato gli anni
della nostra formazione. Perché questo crea così tanti problemi? Perché, in quanto bambini adulti, in casa dei
nostri genitori riviviamo gli stessi schemi di ruolo frustrante nella relazione a cui siamo stati allenati dai nostri
genitori e nonni, ruoli che hanno ‘escluso’ una gran parte di ciò che possiamo definire la ‘nostra esperienza
privata’ o il nostro ‘sè reale’.
Come funziona tutto ciò? E’ semplice!
Quando si torna alla ‘casa paterna’, alla propria famiglia, alle proprie origini ,
lo si fa sotto l’influenza di un’aspettativa dominante. Queste aspettative dominanti sono canali emotivi che ci
portano verso il ritorno imminente nel vecchio ambiente familiare.. Il primo canale emotivo lo possiamo chiamare ‘La
Stessa Vecchia Storia’ e funziona nella maniera che segue.
Sappiamo che le cose sono ‘ sempre le stesse’; che nessuno a casa cambia in meglio;
che questo Natale che già abbiamo sperimentato si ripeterà come tutti gli altri Natali che già abbiamo vissuto; ci
troveremo annoiati, irritati, impazienti, febbricitanti, arrabbiati e così via con quella ‘gente a casa’. Non
importa quanto siete cambiati in questi anni : il cambiamento non sarà notato, riconosciuto o accettato nelle
discussioni familiari. La gente si aspetterà che voi recitiate il solito ruolo che vi hanno cucito addosso
precedentemente, e essi stessi si comporteranno con voi secondo il loro vecchio stile. Il fatto che noi anticipiamo la solita
vecchia storia, indica il tipo di delusione che osserviamo nel verificare il fatto che le cose sembrano non
cambiare mai . Questo significa che Solita Vecchia Storia = Solita Vecchia Delusione che proviamo con
gli altri.
Il secondo canale emotivo lo possiamo chiamare ‘Può Essere Che Stavolta...’
e funziona come segue.
Per qualche ragione possiamo aspettarci che stavolta qualcosa cambi sul serio. In genere
ciò dipende dal fatto che siamo cambiati così tanto in seguito alle nostre esperienze che siamo sicuri di non poter
più recitare ancora la vecchia parte in famiglia. E questo perché, a causa di questo cambiamento personale le
conversazioni e le relazioni nel sistema familiare saranno differenti. Un altro motivo può essere che la ‘la gente a
casa’ abbia subito esperienze di vita che sembrano averli cambiati (almeno così come ci è sembrato dall’ultima
telefonata). Così ‘Può Essere Che Stavolta’ lo possiamo sperimentare come ciò che ci è sempre
mancato nel rapporto con i nostri genitori, parenti ecc. Eterna fonte di speranza.
In questo caso speriamo che i nostri genitori: [scegliete una o più delle seguenti
possibilità!]
Mostreranno di amarvi (invece di fregarsene)
Esprimeranno affetto (invece di restare inespressivi)
Riconosceranno il buon successo che avete raggiunto (nonostante che abbiate rifiutato
l’avvenire che avevano scelto per voi)
Apprezzino quello che avete fatto per loro ( invece di prenderlo come cosa dovuta e
scontata)
Siano sinceri e onesti nei loro discorsi con voi (invece di comunicare in maniera
tortuosa)
Vi giudichino con benevolenza (invece di descrivervi continuamente come un fallito)
...e così via con la lista di ciò che continua a mancare.
Se adesso state navigando nel primo canale (Stessa Vecchia Storia= Stessa Vecchia
Delusione) non vi aspettate che le cose vadano diversamente quest’anno. Ma per avere questa anticipazione negativa
significa che voi dobbiate ancora desiderare che loro possano cambiare ‘se soltanto...’ Può
essere importante che vi poniate alcune domande su questo desiderio persistente .
Perché coltivate ancora questo desiderio nonostante anni di fallimento?
Perché è ancora così importante per voi?
Che cosa significa per la vostra identità farla finita con questo desiderio
impossibile?
Che cosa vi succederà e chi diventerete se lasciate cadere questo desiderio?
Se invece state navigando nel secondo canale [Può Essere Che Stavolta],
state chiaramente scommettendo (per qualche ragione) che questa volta c’è una possibilità che otteniate ciò che vi
è sempre mancato in quel rapporto. Anche in questo caso è bene che vi poniate alcune domande.
Perché continuate a scommettere su quello che è probabilmente un’esile parvenza
di cambiamento negli altri ?
Quale ritenete possa essere un cambiamento significativo nella vostra famiglia?
Perché ritenete che anche gli altri vedranno i cambiamenti che vi accade di vedere
nella vostra o nella loro vita?
Non ricordate ciò che è successo quando avete fatto altre scommesse sugli altri nel
passato?
Ecco cosa dice David Smail sui cambiamenti personali e interpersonali:
La persona non è un' identità limitata e separata dal resto del mondo in cui vive,
bensì un’interazione del corpo con il mondo, costituita da entrambi. La gente non può controllare le proprie idee e
atteggiamenti, perché la gente è atteggiamenti e idee. Ciò che sembra la nostra ‘interiorità’,
quello che gli psicologi così spesso definiscono come ‘sé’, ‘spazio interiore’, ecc., non esiste in alcun
senso materiale. E nemmeno esiste in senso immateriale. E’ piuttosto una maniera di fare i conti con la coscienza di
noi stessi. Esattamente come possiamo parlare degli altri e con gli altri, così possiamo parlare di noi stessi e a noi
stessi (sebbene forse con un livello di onestà differente) di ciò che riguarda la nostra esperienza nel mondo. Ciò
che è diverso nella maniera di essere, ciò che ci permette di cambiare, non è la volontaria manipolazione delle
risorse interiori ma la possibilità di utilizzare risorse ed energie esterne, di esserne influenzati. Né il ‘sé’
né il mondo possono essere condizionati o cambiati da qualcosa che non sia l’esercizio del potere ’ [David Smail,
The Origins of Unhappiness. A New Understanding of Personal Distress. Harper Collins pp 82-83].
In altre parole, se non abbiamo accesso a risorse decisamente energiche per
influenzare gli altri (in quanto entità collettiva) , sarà poco verosimile un qualsiasi segnale di cambiamento della
maniera in cui gli altri sono vissuti e classificati. Bateson dice lo stesso quando parla dell’impossibilità
di cambiamenti unilaterali.
In altre parole ancora, abbiamo tutte le ragioni di credere che la Stessa
Vecchia Storia sarà replicata fino alla fine del tempo, e che il canale di anticipazione ‘Può
Essere Che Stavolta’ sia pura fantasia se non c’è un accesso visibile alle energie e alle risorse per
generare il cambiamento nei sistemi sociali, in questo caso il sistema familiare in quanto rete di conversazione.
Non c’è discussione sull’ineluttabilità di essere continuamente delusi o
amareggiati o cinici (o almeno fortemente sarcastici) sul nostro destino. C’è piuttosto da discutere sul come
osservare in maniera diversa la nostra organizzazione sociale e interpersonale e comprendere da un punto di vista
nuovo, quale sia il nostro posto in tale marchingegno.
Per cominciare vorrei porre attenzione sulle regole che seguono:
- Essere chiaramente coscienti delle aspettative nei desideri che abbiamo verso gli
altri e dell’impossibilità che questi desideri non possano mai essere soddisfatti
- Comprendere che il desiderio può esistere solo se viene frequentemente disatteso.
Ogni soddisfazione di un desiderio è solo la garanzia di un ulteriore esperienza di un desiderio
insoddisfacibile ( pensiamo a come funziona la tossicodipendenza. Ce ne vuole sempre di più della stessa
cosa per raggiungere lo stesso livello di soddisfacimento)
- Capire la natura del senso acuto di ciò che ci manca o ci siamo persi della nostra
personalità a causa di come i nostri genitori si pongono in relazione a noi attraverso le loro limitanti storie
personali.
- Capire chiaramente che la nostra identità personale si forma intorno a questo senso
di privazione, normalmente come esperienza negativa ricorrente del rapporto tra noi stessi e gli altri.
- Comprendere che la nostra ‘privazione’ personale trova posto nel ritratto di
famiglia come un frammento di puzzle e controlla in che modo il nostro pezzo di puzzle si incastra con quelli di
tutti gli altri componenti nella commedia familiare.
- Osservare come le relazioni che viviamo attualmente (a casa e al lavoro) sono
canalizzate in una specifica direzione e forma di esperienza che utilizza la sperimentazione della privazione al
centro della nostra esistenza.
- Percepire le nostre scelte future come condizionate, predefinite e configurate dall’onnipresente
nucleo centrale di privazione.
Andiamo bene! Ma vogliamo provare a tirarci fuori da tutto ciò? Dobbiamo per forza
essere depressi? Rassegnati? Fatalistici? Infelici? Contorti e Amareggiati ?
Consideriamo per un momento ciò che Erich Fromm diceva nel 1979 quando scrisse qualcosa
sul bisogno di fare emergere una nuova società che avrebbe portato verso un Nuovo Essere Umano il cui
carattere sarebbe stato radicalmente diverso da quello attuale nelle società occidentali dominate dal consumismo. Fece
una lista di 21 qualità necessarie a far emergere la persona di tipo nuovo.
1. Volontà di rinunciare a tutte le forme di avere per essere
pienamente.
2. Sicurezza, senso d’identità e fiducia basate sul destino in cui si è,
sul bisogno di avere relazioni.
3. Accettazione del fatto che nessuno e niente al di fuori di sé stessi dà un
significato alla vita, ma che quest’indipendenza radicale e non materialità può divenire la condizione per la piena
dedizione alla cura e alla solidarietà verso il prossimo.
4. Essere pienamente presenti laddove siamo.
5. Essere felici perché diamo e dividiamo, non perché accumuliamo o sfruttiamo.
6. Amore e rispetto per la vita in tutte le sue manifestazioni, per la conoscenza più
che per i beni materiali, non per il il potere e tutto ciò che è morto ma per la vita. E tutto ciò che è pertinente
alla sua crescita è una cosa sacra.
7. Provare a ridurre l’odio, l’avidità e l’illusione più che se ne sia capaci.
8. Vivere senza idoli e culti, senza illusioni, perché si è raggiunto uno stato in cui
non si ha bisogno di illusioni .
9. Sviluppare la capacità di amare, assieme alla capacità di pensieri critici e scevri
di sentimentalismo.
10. Lasciar cadere il narcisismo e accettare i limiti tragici dell’esistenza umana.
11. Fare della piena crescita di noi stessi e di ogni altro individuo il massimo
obiettivo da raggiungere
12. Sapere che per raggiungere un simile obiettivo è necessaria la disciplina e il
rispetto per la realtà.
13. Sapere pure che nessuna crescita è sana se non avviene in una struttura, ma
conoscendo anche la differenza tra la struttura in quanto attributo di vita e gli ‘ordini’ in quanto attributi di
non vita, della morte.
14. Sviluppare l’immaginazione, non come fuga da intollerabili circostanze ma come
anticipazione.
15. Non ingannare gli altri e non farsi ingannare dagli altri. Bisogna essere innocenti,
non ingenui.
16. Conoscere sé stessi, non solo il sé che già si conosce ma anche quello
sconosciuto. Anche se abbiamo una conoscenza distratta di ciò che non sappiamo.
17. Accordare la propria unicità con tutto il vivente, per cui rinunciare all’aspirazione
di conquistare la natura, sottometterla, sfruttarla, violentarla, ma piuttosto, provare a comprenderla e a cooperarvi.
18. Libertà, che non è arbitrio, ma la possibilità di essere sé stessi, non come un
cumulo di avidi desideri, ma come un delicato equilibrio di strutture che ogni momento si confronta con l’alternativa
di crescere o crollare, vivere o morire.
19. Sapere che inferno e distruzione sono conseguenze necessarie di un fallimento nella
crescita.
20. Sapere che solo pochi raggiungono la perfezione in queste qualità, ma non avere l’ambizione
di ‘raggiungere il risultato’, essendo consapevoli che tale ambizione non è altro che la medesima forma dell’avidità
e del possesso.
21. La felicità nei processi di crescita perenne, qualsiasi sia il livello che il
destino permette di raggiungere per essere vissuto pienamente, può essere così soddisfacente che ciò che riguarda
quello che ci si può o non ci si può aspettare ha importanza secondaria.
Nella nostra cultura la maggior parte di queste 21 qualità sono estremamente difficili
da sviluppare, dato che si muovono in senso contrario alla cultura capitalistica e consumistica. Sia come sia,
rappresentano un buon punto di partenza per riflettere su questa lista di caratteristiche che descrivono la Persona
Nuova e sceglierne una soltanto come inizio con il quale fare un esperimento questo Natale.
Invece di sperare che accada qualcosa di diverso o di restare cinicamente condannati ad
attendere la mera ripetizione di ciò che abbiamo già vissuto in seno alla famiglia, proviamo a vestirci di una delle
qualità descritte da Fromm. Decidiamo di avvicinarci alla famiglia attraverso l’acquisizione di un nuovo canale
così come suggerito dalle 21 qualità sovrariportate.
Molti dei punti possono essere classificati nella categoria ‘Scelta di
Crescere’ opposta alla categoria ‘Scelta di Isolarsi’ .
Da questa lista è facile dedurre che i valori del crescere, evolversi, svilupparsi
umanamente contrastino con la tendenza opposta di arrestare la propria crescita, avviarsi verso la decadenza, morire. Siamo
continuamente in presenza di questo bivio. Come facciamo a sapere in che direzione è la vita e in quale la
morte? La risposta è che ogni scelta basata sui valori positivi dell’Essere opposti all’Avere
ha l’apparenza di portarci avanti in una direzione di crescita. Possiamo cercare di fare una lista dei
contrasti seguenti.
| LA SCELTA DI CRESCERE |
Vs |
LA SCELTA DI ISOLARSI |
| Vivere con generosità |
Vs |
Possedere, Avidità, Controllo |
| Relazioni affettuose e genuine |
Vs |
Desiderio di possedere e essere posseduti |
| Presenza personale |
Vs |
Assenza/indisponibilità verso gli altri |
| Essere rispettosi |
Vs |
Orientati verso l’oggetto |
| Risolvere i problemi con creatività |
Vs |
Limitare l'attenzione sull'ordine |
| Senza illusioni, accettare i fallimenti |
Vs |
Sentirsi delusi |
| Consapevolezza autocritica |
Vs |
Fuga nell’immaginario |
| Senso di appartenenza alla Natura |
Vs |
Sentirsi discostato dalla Natura |
Nella misura in cui possiamo riuscire a collocarci almeno in una delle Scelte di
Crescita e non in una di quelle dell' Isolarsi, possiamo legittimamente sperare in qualche cambiamento nel futuro delle
nostre relazioni personali.
Più riusciamo ad evitare il bivio nella strada che punta all’Avere (possedere,
controllare, consumare ecc.) più la nostra vita migliorerà.
Più riusciamo a scegliere il bivio della strada che porta verso l’Essere,
più riusciremo ad essere persone-in-relazione.
Meno penseremo agli altri che sono in relazione a noi come ‘miniera’ di qualcosa che
vogliamo ‘ottenere’ o ‘ricevere’, e meno resteremo delusi.
Meno vedremo i nostri genitori come ‘miniera di amore e conferme’ , meno ci
avvicineremo a loro con l’aspettativa che ‘noi, stavolta possiamo’ (oppure che stavolta non
sarà diverso perché ancora una volta ‘non ci daranno ciò che non meritiamo’)
Purtroppo siamo così abituati a leggere gli altri in una certa maniera, come ‘miniera’
di ciò che crediamo ci sia necessario e che meritiamo, che è difficile avvicinarsi a loro in maniera differente. Ma
se ci organizziamo per avvicinarli in maniera differente ecco ciò che scopriamo: da molto tempo non sono
assolutamente più gli stessi. Ciò che viviamo e sperimentiamo sono, di fatto, persone differenti.
I nostri genitori, ad esempio, ci sembreranno molto diversi dopo che avremo liberato noi e loro dallo schema di essere
delle ‘miniere riluttanti ad essere sfruttate’ di qualcosa che vogliamo o abbiamo voluto per molti anni. E’
questa la possibilità di vedere i vostri genitori come ‘estranei’ che, attualmente, non riconoscete (se gli
togliete il cartellino di ‘miniere riluttanti ad essere sfruttate’) e cominciate ad avvicinarvi da un differente
punto di vista. Dalla direzione, cioè, di interessi diversi cui possono trovarsi e possono essersi ritrovati nella
loro vita.
La vostra sensazione di ciò che vi è sempre mancato nella vita, è come la particella
che inizialmente irrita l’ostrica , e che una volta penetrata nel suo sistema stimola l’organismo a produrre le
sostanze autoprotettive che crescendo nel tempo intorno al corpo irritante, arrivano a formare una perla.
Sfortunatamente il tipo di ‘sostanza emotiva’ che secerniamo intorno al senso di irritante carenza è abitualmente
preceduta dalla scelta dell’Avere. E così restiamo concentrati sull’irritante carenza, mentre la sostanza che
produciamo serve solo a rendere la situazione più irritante suggerendoci di fare domande inutili sugli altri o
prendere ‘atteggiamenti molto seccati’ con coloro che ci rifiutano.
Ma invece di vomitare irritazione per quello che non ‘abbiamo’, addosso a coloro che
presumiamo colpevoli, possiamo scegliere una strada diversa. Possiamo far incontrare la nostra irritata carenza con un
altro tipo di secrezione emotiva, quest’ultima basata sui valori della Scelta di Crescita descritta sopra. Essi
rappresentano un set molto variegato di valori emotivi.
Sono in parte centrati su noi stessi in termini di sviluppo di coscienza autocritica,
come ad esempio nel guardare cosa c’è dietro a tutto ciò che sappiamo così bene di noi stessi, e
cominciare ad elaborare quei nostri aspetti oscuri che giacciono dietro alle semplici formulazioni della ‘deprivazione’,
‘fame di amore’ e così via.
Sono anche centrati sulla maniera in cui ci possiamo sentire parte costituente della
natura piuttosto che sentircene discostati. Quest’ultima posizione ci incoraggia ad attitudini di sfruttamento che ci
suggerisce di estorcere agli altri ciò che percepiamo necessario o che riteniamo ci spetti di diritto. In altre parole
un approccio verso gli altri completamente manipolativo.
La Scelta di Crescita, invece secerne emozioni positive intorno al nostro senso di
deprivazione in maniera da sviluppare, ad ogni passo, un valore per il movimento personale e lo sviluppo che ci porta
ogni giorno di più lontani dalla corrente del possesso, dell’avidità e dello sfruttamento. Col tempo e le continue
secrezioni di crescita, sviluppiamo (involontariamente) la perla della saggezza personale descritta nella lista
precedente. Questa perla è composta dall’accettazione, dal perdono, dalla comprensione, dalla conciliazione, dalla
tolleranza, presenza e rispetto per tutto il lavoro svolto dalla natura, nonché l’elaborazione della sensazione di
creatività personale per i significati della vita di ognuno.
Come ispirazione finale per scegliere la strada alternativa in questo Natale,
ascoltiamo Winnie-the-Pooh, rappresentante
del legame sereno con la natura che abbiamo bisogno di sviluppare ovunque desideriamo giungere.
"Che cosa vorresti fare più di ogni altra cosa al mondo Pooh?"
"Be’- disse Pooh - quello che mi piace di più...." - e poi si dovette
fermare a pensare. Perché, sebbene Mangiare il Miele fosse una cosa molto buona da fare, c’era un momento, un po’
prima di cominciare a mangiarlo in cui si stava meglio, ma non sapeva come chiamarlo.
Il miele non è più così buono dopo averlo mangiato. Il traguardo non significa più
tanto, dopo averlo raggiunto; il premio non è più tanto premiante quando lo si è ricevuto. Se mettiamo assieme tutti
i premi che abbiamo ricevuto nella vita, non avremo granché. Ma se addizioniamo tutti gli spazi tra i
premi, avremo un bel po’ di roba. E se mettiamo assieme tutti i premi e tutti gli spazi, allora avremo tutto, ogni
minuto che il tempo scorre.
Cosa succede se impariamo a godere di tutto ciò?
I regali di Natale una volta aperti Non Sono Poi Così Divertenti come nel momento in
cui siamo intenti ad esaminarli, stirarli, scuoterli, pensarci ed aprirli. Trecentosessantacinque giorni dopo, ci
riproveremo e scopriremo che avviene lo stesso. Ogni volta che l’obiettivo è raggiunto scopriamo che Non E’ Poi
Così Divertente e ci troviamo a cercare di raggiungerne un altro, un altro e un altro ancora.
Ciò non significa che gli obiettivi raggiunti non contano. Contano, soprattutto perché
ci spingono ad andare dentro il nostro agire ed è il nostro agire che ci rende saggi, felici e tutto
il resto. Se facciamo le cose nella maniera sbagliata, ciò ci rende miserabili, arrabbiati, confusi e altra roba del
genere. L’obiettivo per noi deve essere giusto e deve essere benefico, nella misura in cui ci assicura un agire
benefico. Ma a parte questo, è l’agire che è veramente importante. La gioia nell’agire è il segreto che cancella
i miti della Gran Ricompensa e del Risparmio di Tempo.
Come possiamo chiamare il momento che viene prima di cominciare a mangiarci il miele?
Qualcuno lo può chiamare anticipazione, ma noi pensiamo che sia qualcosa di più. Possiamo chiamarlo
consapevolezza, E’ quando diveniamo felici e ce ne accorgiamo, anche se solo per un istante . Nel momento in
cui proviamo Piacere di Agire possiamo estendere quella consapevolezza in maniera tale da non farla
durare solamente un istante, ma stenderla su tutte le cose. Allora avremo un sacco di divertimento, Proprio come Pooh
Pura Felicità