LA RICOSTRUZIONE PSICOLOGICA DELLA VITA:

UN'INTRODUZIONE ALLA PSICOTERAPIA DEI COSTRUTTI PERSONALI

Di
Vincent Kenny

 
 
 

 

1 ottobre 1984

 

 

Introduzione

La psicologia dei costrutti personali è focalizzata sul cambiamento personale attraverso la psicoterapia Per Kelly l’obiettivo della terapia è la non indifferente ambizione ad una ricostruzione psicologica della vita. Quello che Kelly intende con il termine ’terapia’ e quanto ciò differisca da alcune usuali definizioni di ‘terapia’, è il soggetto di questo articolo. Insieme a Rogers, Kelly abbandonò il termine ‘paziente’ (per i suoi significati occulti di sottomissione passiva e paziente al trattamento) e avrebbe voluto anche abbandonare contemporaneamente il termine ‘psicoterapia’. "Avevamo anche considerato l’uso del termine ‘ricostruzione’ invece di terapia . Se non fosse stata una parola che riempie troppo la bocca, saremmo andati avanti con questa idea" (1)

Il modello dell’ ’uomo come ricercatore’ è centrale nella psicologia dei costrutti personali (PCP) (2) In questo modello, ogni individuo è visto come uno scienziato continuamente impegnato nel tentativo di dare un senso al mondo, attraverso il processo di comporre teorie su cosa sia il mondo e agire a livello comportamentale per sperimentare la loro validità e congruità . Attraverso tali esperimenti comportamentali le teorie di ciascuno conservano fluidità e freschezza nel tempo. Il terapista della PCP deve perciò integrare i ruoli sia del ricercatore che del clinico. "La posizione fondamentale della psicologia dei costrutti personali pone l’esigenza di guardare alla psicoterapia come ad un’applicazione di una metodologia scientifica di base, e non solamente come allo sfruttamento di ’scoperte scientifiche’ '.' (3)

Per la persona in quanto cliente/ricercatore, l’obiettivo è accrescere il suo ‘controllo’ sugli eventi personali attraverso l’evoluzione sperimentale di un fecondo sistema di previsione. In questo vediamo l’insistenza di Kelly sull’azione sperimentale intrapresa dal cliente. Le discussioni tra cliente e terapista sono il preludio e la strutturazione di esperimenti sull’esperienza nel mondo reale. Kelly vede l’apprendimento e il cambiamento nella prospettiva che "una persona è ciò che fa" (4) L’affermare che l’uomo è un ricercatore, si fonda sulla proposizione che uno stato dell’essere fa seguito ad un’azione. Il che significa che l’uomo cambia sé stesso attraverso le sue azioni.

Che cosa NON è la Terapia dei Costrutti Personali

I passaggi successivi delineano cinque aree dove la terapia dei costrutti personali può essere vista in contrasto con altri approcci che operano sulla base di asserzioni fiolosofiche differenti.

I. Nè Direttiva e nè Non -Direttiva :

Kelly non amava sentirsi legato nell’interpretare la relazione terapeutica come "direttiva invece che non direttiva" cosa che considerava limitante delle possibilità per i terapisti di essere capaci a modificare il loro stile o la loro tattica. L’alternativa fu di sviluppare il modello dell’‘uomo come ricercatore’ con una particolare implicazione per la dualità del terapista.

‘ Non sempre è facile avvicinarsi alla terapia dal punto di vista di un ricercatore e vederla come un mezzo per aiutare il cliente a formulare e sperimentare ipotesi senza rimanere troppo coinvolto in esse. E’più facile prendere una posizione tale che, o il cliente o il terapista debbano decidere qual è la cosa giusta da fare. Se decide il terapista, il metodo è ‘direttivo’. Se decide il cliente, il metodo è ‘non direttivo’ o ‘centrato sul cliente’. Ma il punto di vista del ricercatore, non è qualcosa di completamente diverso da tutto ciò ? Egli non ritiene che il dato di fatto deve essere manipolato prendendo decisioni definitive piuttosto che addossare responsabilità all’altra persona? Non deve formulare le sue ipotesi in termini che le rendano credibili e quindi vedere che succede loro nella luce chiara dell’esperienza?" (5)

Kelly assegna alla dualità terapeutica la fisionomia dello stesso tipo di relazione che esiste tra il supervisore di una ricerca e un giovane ricercatore. Il supervisore deve classificare gli aspetti critici dell’interesse che lo studente ha per la ricerca se vuole aiutarlo a definire la metodologia ottimale attraverso la quale spera di rispondere alle sue domande. Il talento del supervisore consiste nella metodo di porre una buona domanda sperimentale. Il livello di capacità dello studente consiste nella conoscenza specialistica della sua materia di studio. La materia di studio del cliente è sé stesso, ma è diventato un cliente perché si è trovato a ripetere inutilmente un frammento di un più grande esperimento, del quale ha dimenticato il punto centrale. Per questo, qualsiasi risultato abbia ottenuto dalla sua sperimentazione, non è più in condizione di imparare qualcosa. Compito del terapista è aiutare il cliente a formulare le domande a cui ha bisogno di rispondere, e farlo ‘staccare’ dal suo inutile, lento, incompleto ciclo di sperimentazione. Questo modello di relazione terapeutica è co-sperimentazione attiva, diversa dal sottomettersi passivamente all’assistenza di un clinico che può credere o in un o stile direttivo di lavoro o in uno non direttivo.

2. Non Diffidente ma Disposto a Credere

Il terapista PCP comincia con il prendere le espressioni e il carattere del cliente come valore con il quale confrontarsi. Il primo compito è di classificare i costrutti del suo cliente attraverso la descrizione accurata dei livelli più elevati d’astrazione presenti nel suo sistema di costrutti, al livello più basso d’astrazione nel proprio. In altre parole, prendere quello che osserva come valore di confronto, significa confrontarsi concretamente con le atrazioni del cliente. Accettando il ‘sistema corrente’ del cliente, il terapista "non scarta mai le informazioni fornite dal cliente semplicemente perché non sono conformi a ciò che appare nella realtà! Da un punto di vista fenomenologico, il cliente, proverbialmente, ha sempre ragione. Questo significa che le sue parole e il suo comportamento simbolico possiedono una verità intrinseca che il clinico non deve ignorare"(6) Se il cliente racconta bugie, il terapista PCP deve ugualmente considerare tali ‘bugie’ sia come costruzione di eventi sia come il cliente è costruito dagli eventi.

L’accettazione del cliente è definita come " una volontà di vedere il mondo attraverso gli occhi dell’altra persona"(7) Questa è la precondizione per lo stabilire relazioni di ruolo, poiché il terapista PCP cerca di capire le interpretazioni intrinseche dei costrutti canalizzanti del cliente, e non semplicemente come egli si comporta .

"La nostra visione dell’accettazione è che essa coinvolge non tanto l’approvazione della prospettiva che ha di sè il cliente, quanto l’essere prontamente in grado di utilizzare le modalità del cliente per avvicinarsi al suo sistema di coordinate, ai suoi punti di riferimento, il suo di affrontare i problemi. Il terapista cerca di utilizzare il sistema di costrutti del cliente pur non restando rinchiuso in esso" (8)

L’accettazione non è solo cercare di stabilire comunanza di idee tra terapista e cliente, ma piuttosto il cercare maniere di classificare il sistema di costrutti del cliente senza banalizzarlo o distorcerlo. Per ridurre l’imposizione sul cliente di un sistema di costrutti personali precostituito, Kelly raccomanda che il terapista si dedichi alla compilazione di un linguaggio lessicale per discutere con lui nella sua lingua ed esplorare le sue idiosincrasie nell’uso delle parole, esaminando inizialmente le loro sequenze e contesti. Il terapista deve sforzarsi a divenire esperto nella comunicazione con il cliente piuttosto che insegnargli la marca particolare del suo gergo terapeutico.

L’importanza di classificare accuratamente il sistema del cliente, diviene più chiaro se si considera l’aspetto fondamentale della sperimentazione nei clienti e il bisogno che il terapista ha di valutare con chiarezza quanto il cliente stia investendo sui risultati di ogni determinata esplorazione. Molto spesso gli esperimenti sono progettati rischiando troppo, con il risultato di disastri personali per il cliente.

" Un buon direttore di ricerca universitaria, dovrà sforzarsi di scoprire quanto gli studenti segretamente scommettono sui risultati dei loro esperimenti."(9)

Per tentare di definire la prospettiva del cliente, il terapista, cercando di provarla sperimentalmente su sé stesso, deve riprodurre il sistema del cliente, piuttosto che classificarlo o etichettarlo. In questo modo il clinico può anticipare e valutare le previsioni del cliente. Naturalmente alcuni sistemi di costrutti sono più difficili da definire.

"Se il terapista disperi o meno di essere capace di interpretare il comportamento di un cliente è, significativamente, un’altra questione. Ma l’inadeguatezza, in quel caso, è nel clinico, non nella natura" (10)

Questo riecheggia l’affermazione di Fromm-Reichmann :

"gli psichiatri possono dare per scontato che una relazione praticabile dootore-paziente può essere stabilita con gli schizofrenici. Se e quando questo appare impossibile, ciò è dovuto alle difficoltà personali del dottore, non alla psicopatologia del paziente." (11)

3. Non Restauro ma Creatività

Kelly definisce l’impresa psicoterapeutica come processo inventivo e creativo. Traccia un forte parallelo il pensiero creativo necessario in terapia e quello che serve nel ragionamento scientifico, laddove sono tutt’e due formano sia le ipotesi , sia le previsioni che " sono progettate per abbracciare il futuro piuttosto che per imbalsamare il passato." (12)

La psicoterapia deve perciò concentrarsi sulla creazione di nuove /ipotesi/previsioni che costituiscano un livello più elevato verso l’invenzione di un nuovo sistema di costrutti., piuttosto che cercare di riparare o rattoppare i guasti del sistema corrente.

"Fino a che ogni cliente sarà orientato al non fare gli errori del passato, piuttosto che creare un sistema interpretativo che non richiami la ripetizione di quegli errori in futuro, sarà poco probabile che si stabilisca un movimento psicoterapeutico. Lo psicoterapista che consenta al suo cliente di restare completamente imbrigliato nel suo passato, con le teorie della catarsi, abreazione, purificazione, punizione, espiazione, o qualsiasi altro strumento esorcistico, di fatto è uno che indulge nel pensiero primitivo." (13)

Il modello della relazione terapeutica come processo creativo, cooperativo, basato sull’esperienza e la sperimentazione, implica chiaramente che la psicoterapia non è qualcosa che il terapista ‘fa’ al cliente. Non ci sono ‘tecniche efficaci’ né altri strumenti meccanici di condizionamento ‘applicabili’ al cliente.

4. Orientato al Futuro non al Passato

Dato che la persona, per Kelly, è diretta verso l’anticipazione degli eventi, anche la psicoterapia deve esserlo. Compito del terapista non è solamente di strutturare o diagnosticare l’esperienza passata del cliente ma piuttosto di interpretarla in maniera tale essere capace di prevedere cosa possa accadere al cliente nel futuro. Molti sistemi nosologici non riescono a rispettare questa regola. Molti clinici non provano a comprendere la struttura poliedrica dei problemi e, invece di interpretare il cliente in un quadro multidimensionale, provano a ridurlo ad una singola ’diagnosi’. E’ nei limiti di un tale metodo operativo riduzionista che si tende a vedere il terapista ‘fare’ al cliente le cose che sono raccomandate per ‘quel tipo di caso’. Molti terapisti cadono nello stesso dilemma del cliente che si suppone dovrebbero aiutare: la loro prospettiva o sistema di costrutti professionale, li conduce ad formulazioni pessimistiche dei problemi, dovendo fare i conti con le conseguenti sensazioni di impotenza e disperazione. La diffusa abitudine di dare un nome al cliente identificandolo con la sua diagnosi ("è un maniaco/schizofrenico/depressivo") riflette la più localizzata ma egualmente pessimistica abitudine , in medicina, di ridurre i malati incurabili all’etichetta del loro male ("epilettico", "diabetico", "paraplegico" ecc.)

Nella PCP, i costrutti diagnostici devono manifestare un grado di ottimismo verso il futuro del cliente. Devono fornire un sistema di coordinate lungo le quali si possa tracciare l’esperienza del cliente, e non fissandola staticamente nello spazio, ma, piuttosto, fornendogli ampi percorsi dove sia possibile il movimento.

Kelly ci spiega che esiste una grande differenza e -

'' se le coordinate sono tracciate per catturare un individuo come una mosca in una ragnatela o se sono invece concepite come sistema di strade e autostrade lungo le quali può essere incoraggiato a muoversi in modo ordinato. Le coordinate che creiamo devono rappresentare molte differenti linee di movimento che gli sono aperte e non un labirinto a senso unico dal quale non può scappare" (14)

Perciò un aspetto della terapia è la costruzione creativa di costrutti diagnostici e ipotesi che costituiscano un quadro previsionale di canali che conducono al futuro. All’interno della propria analisi del sistema di costrutti del cliente il terapista cerca quei costrutti che sembrano ‘permeabili’ , cioè abbastanza flessibili da essere capaci di comprendere eventi futuri, piuttosto che essere limitati ad usare determinati fenomeni del passato. Nella PCP il ‘Corollario di Modulazione’ stabilisce che il cambiamento nel sistema dei costrutti è controllato dalla permeabilità dei costrutti importanti (superordinati), ad esempio il totale dei cambiamenti che il sistema è in grado di tollerare dipende dall’’elasticità’ di certi costrutti chiave che tengono a posto gli altri costrutti. Il terapista è ardentemente interessato a localizzare tali costrutti permeabili giacchè questi "certificano la capacità di cambiamento" (15)

5. Non Realismo Dogmatico ma Alternativismo Costruttivo

Sebbene gli approcci al confronto trovano spazio nella PCP, non c’è posto per la nozione di far confrontare il cliente con la "dura realtà". Il terapista, come chiunque altro, deve percepire la realtà attraverso le "lenti protettive" delle sue personali teorie e perciò non può mai essere certo che ci sia qualcosa di "duro" nel pezzo di "realtà" che ha afferrato. Nella PCP è centrale la filosofia dell’alternativismo costruttivo che suggerisce che "qualsiasi cosa che esiste può essere ricostruita" e che non esiste un modo perfetto di "catturare" o dipingere la realtà. Stando così le cose, non c’è alcuna ovvia ragione di essere dogmatici sulla nostra personale visione della realtà. La PCP incoraggia sia il terapista sia il cliente a creare significati e rappresentazioni degli eventi finora inesistenti. L’idea del confronto dogmatico non solo è esclusa da questa base filosofica ma anche dalle più ovvie basi della clinica :

" Un cliente messo di fronte a ciò che viene per convenzione definito dura realtà può ritrovarsi malamente immobilizzato allo stesso modo di uno che si trova di fronte ad un terapista ottuso. Persino il presunto realismo delle sue sensazioni primitive, può far credere al cliente di aver raggiunto un vicolo cieco" (16)

Kelly è pure dell’opinione che

" Il dogmatismo produce una specie di rigidità mentale che rimpiazza i pensieri con le parole, soffoca l’entusiasmo per la libera ricerca e cerca di incollare la personalità alle conclusioni dell’ultima seduta psicoterapeutica." (17)

Kelly raccomanda che il terapista abbia un approccio circospetto con il cliente, partendo come se si trovasse alla periferia del suo sistema di costrutti e lavorando verso l’interno per arrivare ai punti più centrali. Quando il cliente è messo sotto pressione (ad esempio da un attacco frontale al centro del suo sistema) è perché non è probabilmente capace di sviluppare nuovi percorsi per far fronte al suo problema. Introducendo elementi di novità il terapista ha si preoccupa di focalizzare l’attenzione sui contesti che inizialmente non coinvolgano il cliente troppo intimamente e non gli richiedano di dare giudizi che lo coinvolgano profondamente. Naturalmente, alla fine, la terapia riguarda lo sviluppo di nuovi costrutti centrali, cioè dei costrutti che sono al centro dell’identità personale di ciascuno di noi.

Nei precedenti passaggi abbiamo visto come, attraverso la costruzione di un modello scientifico dell’impresa terapeutica, all’interno della filosofia dell’alternativismo costruttivo, Kelly evita la dicotomia direttivo/non direttivo, e allo stesso tempo mette in evidenza un approccio terapeutico disposto a credere, creativo, orientato al futuro e ricostruttivo. A questo punto passeremo ad guardare più nel dettaglio in cosa consista l’approccio della terapia dei costrutti personali.

Che cosa è la Terapia dei Costrutti Personali

" L’approccio psicoterapeutico della psicologia dei costrutti personali è sperimentale. L’intero sistema è costruito sul moderno modello di ricerca. I costrutti sono le ipotesi . Le previsioni sono l’obiettivo. La sistematizzazione estende la gamma delle anticipazioni. Vengono tentati esperimenti. Essi sono progettati con cura per produrre risultati definitivi . Solo piccoli frammenti alla volta vengono sottoposti a sperimentazione. Sono evitate le imprese infruttuose. Le ipotesi vengono riviste sulla base dell’evidenza empirica. L’ostilità viene evitata, perché il ricercatore cerca di imparare dalla natura anziché estorcerle conferma ai suoi propri pregiudizi." (18)

La diagnosi è lo stadio di pianificazione della sperimentazione terapeutica dove il compito maggiore è di identificare il sentiero dei costrutti e la direzione che può fornire le migliori opportunità per il movimento e il cambiamento del cliente. Il terapista è innanzitutto interessato nel sistema di costrutti personali del cliente, con il quale struttura il suo mondo in particolari modi e, andando oltre, con il quale struttura il tipo di ruolo che può giocare in relazione a un siffatto mondo. L’interesse secondo è capire dove localizza sé stesso rispetto alle particolari coordinate o dimensioni che strutturano il suo mondo. Quindi, si è più interessati alla discriminazione dei costrutti che il cliente ha scelto come mappa di adattabilità al mondo, piuttosto che al dove egli colloca sé stesso sulla mappa, di volta in volta, dato che deve ritrovarcisi, da qualche parte. Di minore interesse per il terapista PCP è dove il cliente può collocare sé stesso in un mondo disegnato secondo la percezione del terapista. Il terapista PCP comincia con una elicitazione del sistema di interpretazione del cliente, e avendolo definito tenta di comunicare e lavorare all’interno di esso.

Direzione del Cambiamento

Il cliente rivela aspetti del suo sistema di costrutti, ogni volta che descrive le persone e gli eventi. I termini usati per tali descrizioni sono costrutti bipolari che hanno caratteristiche contrastanti (ad es "piacevole"/"disgustoso". Un costrutto prevede che certi eventi si compiano e che certi altri (in contrasto), non lo possano fare. Tali contrasti possono esercitare una profonda influenza sull’esperienza del cliente.

"Spesso, nel lavoro clinico, il terapista passa sopra le specifiche implicazioni negative delle previsioni del cliente. Quando lo fa è probabilmente e inaspettatamente sorpreso dalle reazioni del cliente a quello che sembra essere un evento estraneo"(19)

Cercando i mondi in contrasto del cliente, il terapista comincia a localizzare i canali dimensionali attraverso i quali, nella persona "i processi psicologici scorrono in cerca del futuro." (20)

Spesso esplorando l’opposizione o il contrasto del cliente ad essere ‘psicologicamente stressato’, si scopre un futuro che egli sta disperatamente tentando di evitare. Spesso questo contrasto è un implicazione particolare del non avere, al presente, il problema. Ad esempio. L’’anoressico’ che ha paura di diventare ‘obeso’ se smette di essere anoressico. Ogni costrutto è una coppia di alternative appaiate tra le quali la persona deve scegliere. L’atto di scegliere, invia verso l’una o l’altra direzione, i strade a senso unico, ad esempio, verso l’aumento della magrezza o della grassezza . Il cliente è il risultato cumulativo delle sue scelte di direzione nel tempo, che terminano in un ‘cul de sac’ dove le positive scelte di elaborazione non sono più probabili e il movimento personale viene ristretto. Esplorando i contrasti, il terapista può arrivare a capire perché può sembrare desiderabile, per il cliente, fissare la sua residenza in un ‘cul de sac’. Possiamo meglio capire lo sviluppo di una persona, rendendoci conto quale altra cosa sarebbe potuta diventare. C’è una relazione Figura-Sfondo tra le scelte di una persona, così come le attualizza , e la gamma delle sue scelte potenziali che rimangono irrealizzate.

... abbiamo scelto di porre in rilievo il fatto che le scelte di una forma di comportamento devono essere capite, innanzitutto, in termini di quali scelta si ha fra le alternative. Se un uomo si suicida, si può meglio comprendere il suo gesto solo sapendo quale alternativa pratica al suicidio si immaginava." (21)

Una volta che il terapista ha tracciato il sistema dimensionale del cliente , può cominciare a fare previsioni su quali probabili direzione il cliente si muoverà (all’interno del suo sistema) se sotto pressione. Qualche volta è importante, per il terapista, far evitare al cliente di effettuare un semplice rovesciamento della sua posizione, in particolare quando i suoi opposti sono potenzialmente catastrofici (ad es. passare da ‘depresso’ a ‘maniacale’). Il fatto che la persona sia un cliente significa che le sue linee di movimento precedentemente stabilite sono inadeguate per una crescita positiva e salutare e quindi, movimenti repentini all’interno del suo sistema possono essere, nel migliore dei casi, inutili, nel peggiore, pericolosi. Il lavoro diagnostico preliminare deve includere uno schema dei canali di movimento del cliente.

...uno dei contributi della psicologia dei costrutti personali è lo sviluppo di una maniera di prevedere come una persona si comporterà se improvvisamente butta a mare i modelli di comportamento che stava utilizzando. Guardando i costrutti di un cliente e i suoi opposti come suoi canali di movimento potenziale, il clinico ha qualche fondamento per prevedere quali adattamenti gli sembreranno a disposizione quando si troverà immerso nella realtà"(22)

Questo non è dire che il terapista avrà sempre una mappa chiara del sistema del cliente. Come in tutte i campi in cui l’uomo compie sforzi, questo è un processo continuo di capire che coinvolge ambiguità, confusione, falsi messaggi, ecc., ma sino a che il terapista è aperto alle risposte correttive del cliente, la loro comune impresa può andare avanti.

Il terapista PCP cerca anche di stabilire se il cliente ha qualche costrutto che comprende il movimento, la presenza del quale è di buon auspicio per la terapia. Se la persona può costruire un sé che si sviluppa, emerge, cambia, allora il senso di minaccia che la terapia pone in termini di ‘diventare qualcun altro’ o ‘essere diverso’ diminuisce significativamente.

Definizione di Disordine :

"Dal punto di vista della psicologia dei costrutti personali, possiamo definire disordine qualsiasi costruzione personale che viene usata ripetitivamente, nonostante subisca consistenti invalidazioni." (23)

La persona che si trova in difficoltà psicologiche, può essere vista come qualcuno le cui teorie sul mondo sono divenute relativamente obsolete. La terapia è progettata per dare una rinnovata libertà di movimento e un nuovo ‘controllo’ ad una persona che mostri i suddetti limiti. Nella misura in cui i nostri sistemi di costrutti possono essere visti come ‘radar’ che scandiscono i modelli del mondo che continuamente progettiamo, la psicoterapia può essere vista come una ‘re- sintonizzazione’ del modello di scansione del cliente. La sua visione del mondo può essere diagnosticata come non ‘illuminante’ i posti giusti quando scandisce determinati eventi, o come se fosse ‘cieca’ di fronte ad essi. Ogni ricercatore deve essere preoccupato delle cose escluse dalla propria teoria , allo stesso modo di quelle che essa include. Il ‘guasto’ psicologico, può essere definito come qualcosa che avviene quando la teoria di qualcuno non può ulteriormente contenere un numero critico di esigenze. Nelle gravi depressioni la persona ha virtualmente abbandonato la sua scansione esterna del mondo, e perciò esclude la maggior parte delle cose che succedono dalla sua considerazione.

I disordini sorgono in relazione alla qualità strutturale del sistema di costrutti o in relazione del loro autentico contenuto (significato del costrutto)

Più facile fare che dire

Un’area nella quale il disordine del sistema di costrutti è spesso auto evidenziato è nell’uso che il cliente fa del linguaggio.

" Non è facile trovare le parole e le frasi che esprimano i costrutti profondamente radicati, attraverso i quali il sé è al suo posto. Nei momenti cruciali di una sequenza psicoterapeutica, ad esempio, la sintassi, la grammatica e la correttezza lessicale, prendono tutte una cattiva cadenza." (24)

Molti costrutti non hanno alcuna etichetta verbale appiccicata sopra, rendendo impossibile comunicarli ameno che non siano in ‘acting out’, mimati o accennati indirettamente in qualche forma slegata. Cercare di comunicare precisamente com ci si sente è spesso un compito elusivo, dove i costrutti preverbali che stanno operando restano oltre il limite della comprensione. I costrutti preverbali rientrano all’interno del sistema diagnostico usato per descrivere le costruzioni nascoste. Questo può spesso rappresentare il nucleo centrale del sistema di costrutti del cliente se, per esempio, formano la matrice per capire sé stesso.

Anche quando il cliente sembra essere estremamente eloquente, le parole usate possono non essere effettivamente collegate ai suoi costrutti preverbali. In tal caso Kelly avverte che:

"Le paludi verbali del cliente non sono terreno sul quale gli esperimenti possano essere costruiti per saggiare la costruzione preverbale o esporla a prove di validità. Eppure l’illusoria costruzione preverbale continua a governare gli aspetti esteriori del comportamento del cliente." (25)

I costrutti che operano al di fuori del linguaggio possono essere nuovi costrutti di cui il cliente inizialmente si accorge come se fossero sensazioni amorfe o nozioni appena abbozzate. In alternativa possono essere costrutti di lunga durata creati nell’infanzia, prima che il cliente usasse il linguaggio, che rimangono senza etichetta sino a che l’incontro terapeutico comincia a metterli a fuoco. In questo caso, di nuovo cè solo il simbolo verbale che arriva in terapia

Gli scopi della Psicoterapia

Così come nella scienza sono possibili cambiamenti paradigmatici (26), così il cliente/ricercatore, in quanto individuo, può cambiare le visioni del mondo precedenti attraverso la reinterpretazione del passato attraverso una serie di teorie (strutture), e quindi accrescere il controllo sul suo futuro personale. Kelly dice che "una persona non è vittima della sua biografia, ma può essere schiava della interpretazione che ne dà " (27)

Il fine, a grandi linee, è di aiutare il cliente a sedimentare un salutare processo psicologico in maniera più rapida di quanto non possa riuscire a fare da solo. Questo non significa che aspiriamo a creare uno stato mentale predefinito o di benessere alla fine della terapia, ma piuttosto che il cliente ridefinisca i suoi propri processi di crescita. Il ruolo del terapista non è fornire all e persone uno schema di quello che potrebbero eventualmente diventare, il suo ruolo è piuttosto di guidarli in (1) quel tipo di sperimentazione immediata che possono tentare con lo sforzo di chiarire e rispondere a qualcuna delle loro domande scottanti. L’idea non è di far tornare la gente coi piedi per terra, ma piuttosto farla muovere.

... lo scopo del terapista non è di produrre uno stato mentale ma di produrre una mobilità mentale che permette di seguire un percorso nel futuro." (28)

Livelli di cambiamento personale

Il cambiamento personale è visto in termini di crescita della libertà di movimento e decisione. Più specificamente, tutto il movimento personale si ottiene cambiando costrutti da un livello all’altro. Kelly spesso usa la metafora del costrutto come una strada a doppio senso tale che, se si sceglie un polo o il suo opposto, si è portati in direzioni diverse. Egli delinea otto differenti tipi di cambiamento terapeutico in cui possono impegnarsi cliente e terapista. (29)

'Il lato della strada dove batte il sole?’

1. "Tutt’e due possono decidere che il cliente ribalterà le sue posizioni rispetto ad una delle più ovvie coordinate di riferimento"

Kelly chiama questo primo livello di cambiamento "ricostruzione del contrasto" giacchè la persona cerca di cambiare la sua prospettiva semplicemente muovendosi da un estremo all’altro di un costrutto bipolare. Questa è una strategia che si osserva spesso tra la gente, ad esempio nel comportamento di una donna che è stata piantata da un uomo che salta bruscamente da un capo all’altro del costrutto "amabile-odiabile": dal sentirsi innamorata di lui, ad odiarlo. Questo repentino ribaltamento è, spesso, una sistemazione provvisoria e può essere percepito dagli altri come superficialità, specialmente quando la signora in questione cambia un’altra volta la sua posizione a quella di ‘sentire la mancanza’ e ‘amare’ il partner che se l’è svignata. Kelly chiamava ciò "slot - rattling " [che in Italiano è qualcosa come macchina distributrice di arrabbiature ndt] perché, nonostante lo spettacolare cambiamento apparente nel comportamento dell’individuo, questi non ha cambiato nulla di significativo nel suo sistema di costrutti ma ha solo cercato di riposizionarsi all’interno del sistema preesistente . Tuttavia questa strategia non assume sempre questo carattere ‘altalenante’ e, all’interno del contesto dei cambiamenti, nel più ampio sistema di costrutti, può rappresentare qualcosa di durevole. Usando la metafora della ‘strada’, possiamo dire che la persona ha cercato di cambiare indirizzo, ma solo per muoversi dalla parte opposta della stessa strada . Non è realmente andata da nessuna parte, né ha ampliato i suoi orizzonti. Kelly sottolinea che:

" Uno studio dei cosiddetti cambiamenti notevoli nella personalità, come nel ciclo depressivo – maniacale, conferma che la maggior parte degli spostamenti drastici che vediamo comparire nel comportamento della gente, non rappresentano cambiamenti strutturali nel loro schema di vita, ma piuttosto un tentativo di cambiare all’interno di un quadro che fornisce il suo unico suggerimento per capire le relazioni umane."

'Deviazione'

2. " Ovvero: possono selezionare un altro costrutto dal repertorio del cliente e applicarlo al problema del momento."

Questo cambio di strategia presuppone il tentativo di capire un problema passando dall’uso di una interpretazione di esso all’uso di un'altra. La maggior parte dei clienti hanno provato a fare così molto prima di cercare aiuto professionale. Nell’aumento dei livelli di disintegrazione personale, durante le crisi, si può osservare una persona cercare alla rinfusa nel suo sistema, una interpretazione credibile per gli eventi che si trova a dover fronteggiare. Con il fallimento consecutivo di ogni costruzione selezionata dal suo reprtorio, il livello d’ansia della persona aumenta. Nella PCP, l’ansia è il segnale che non si hanno efficaci interpretazioni di quanto sta succedendo. Il terapista deve elicitare tutte le soluzioni precedentemente tentate, per non perdere tempo e credibilità in interpretazioni già invalidate inutilmente ripetitive. E’ un’esperienza quotidiana il fatto che ci troviamo a cambiare opinione su una persona a seconda delle circostanze. Giocando a golf con un collega, ad esempio, possiamo considerarlo come un "bravo sportivo", ma quando, siamo al lavoro, lo vediamo come un "porco ambizioso ". Nel primo esempio, possiamo immaginare la parte lesa cambiare posizione nella prospettiva ‘da amare-da odiare’ sino a vedere il partner in termini di "spaventato dagli obblighi - rispetta gli obblighi"

Per tornare alla nostra metafora della ‘carta stradale’ quando il percorso abituale che facciamo è bloccato da lavori in corso, siamo costretti ad andare su strade che non conosciamo bene per andare nella direzione desiderata . Ma dobbiamo trovare qualche nuova scorciatoia o ci possiamo perdere completamente ed essere costretti a numerosi tentativi.

'Dare un nome ai modi di fare'

3. "Possono rendere più espliciti quei costrutti preverbali con i quali tutti noi diamo ordine alla vita , in termini rilevanti"

Qui c’è un tentativo di chiarire e verbalizzare i costrutti preverbali del cliente che operano invasivamente nel sistema. Le interpretazione e le discriminazioni, nell’uomo, vengono applicate a livelli differenti di consapevolezza, dal ‘cognitivo’, al ‘fisiologico’. Gran parte della terapia può essere occupata dal processo di trovare approssimative etichette verbali da mettere sui costrutti preverbali. Oggetto dell’esercizio è aiutare il cliente a capire meglio il suo comportamento. Ciò si attua facendo crescere il suo livello di consapevolezza delle strutture tacite che utilizza per tenere in ordine la sua esperienza.

Parlando di affari di cuore, il compito dovrebbe essere aiutare la donna esaurita a verbalizzare gli aspetti delle sue ‘emozioni turbinose’ tanto da fargli capire più chiaramente perché si sta comportando così. Rendndo il suo approccio tacito più chiaro, il cliente ha più scelte da fare, come, ad esempio: " è questa la maniera migliore per far fronte alla mia situazione, nel lungo periodo?" I costrutti preverbali operano ad un basso livello di consapevolezza, e se volessimo estendere ulteriormente l’analogia del viaggiatore metropolitano, potremmo paragonare il sottosuolo psicologico dei costrutti preverbali, al ‘viaggiare in metropolitana’. Il compito, in questo caso, dovrebbe essere di tracciare una cartina di quello che c’è sopra al percorso che si segue nel tunnel della metro. Sappiamo che arriveremo a destinazione, ma non sappiamo assolutamente come.

'Spaghetti- connection '

4. "Possono elaborare il sistema di costrutti per metterlo alla prova nella consistenza interna."

Come per la strategia precedente, questa è mirata al lavoro interno del sistema di costrutti, con lo scopo di ‘riordinarlo’. Si procede mettendo in risalto le apparenti contraddizioni e incongruità del sistema e chiarendo le implicazioni che queste hanno per il funzionamento del sistema. Tuttavia, il ‘Corollario della frammentazione’ permette un certo grado di incompatibilità tra costruzioni alternative, a vantaggio del sistema. Mentre la strategia precedente può essere interpretata come ‘dragare l’inconscio’ , questo approccio al cambiamento, dal momento che prova a riorganizzare il sistema del cliente più precisamente, può essere visto come qualcosa che porta all’"insight" ( sebbene debba essere chiaramente detto che nessuno di questi due concetti trova posto nella PCP). L’attenzione è sulla ristrutturazione gerarchica dei costrutti esistenti, piuttosto che sul tentativo di revisionare i costrutti stessi. Anche se il livello di ‘integrità’ del cliente aumenta, egli può non diventare una persona "migliore".

La donna che usiamo come esempio, utilizzando il costrutto "respingere-possedere", può arrivare a percepire il rifiuto del suo fidanzato come parte della relazione complementare che ella crea con gli uomini laddove, agendo in maniera iper possessiva e soffocante, accelera negli altri il rifiuto nei suoi confronti. Ritornando alla nostra carta stradale, cerchiamo di distrigare le interconnessioni di un labirinto di strade e stradine , e attraverso l’impegno riordinare le zone a traffico caotico, apportiamo chiarezza e un flusso di traffico più efficiente.

'Posso andare lì da qui?'

5. "Possono mettere alla prova i costrutti nel loro valore predittivo"

Questa è un’altra strategia orientata al sistema, mirata non agli eventi interni (come le strategie 3 e 4) ma piuttosto al contatto con la ‘realtà’ esterna. Quanto è accurata la prospettiva che la persona ha della vita? Possiamo verificare il modo in cui vede le cose ? Questo approccio implica il controllo della mappa dei costrutti della persona nei confronti della realtà esterna, per cercare di confermare la sua maniera di guardare ai fatti. Lo sforzo terapeutico è mirato a raccogliere dati per mettere alla prova le ipotesi specifiche del cliente. Raccogliendo prove in questo modo, cerchiamo di migliorare la corrispondenza tra la mappa del mondo del cliente e il mondo di per sé. Che tipo di mappa delle relazioni ha il cliente? Può prevedere con precisione cosa succede in determinate circostanze? Perché sbaglia le anticipazioni se, per esempio, ha previsto che il suo ultimo partner era ‘perfetto’ e non l’avrebbe mai abbandonata.

Nei termini della nostra carta stradale, vogliamo sapere quanto sia attendibile. La persona anticipa l’arrivo alla meta desiderata utilizzando questa o quella strada, ma fino a che guida effettivamente durante il percorso, non è capace di provare se la sua anticipazione sia corretta oppure no. Può trovare, ad esempio, che un percorso altrimenti ben pianificato, si dimostri inutile perché una delle strade diviene improvvisamente a senso unico.

'Ampliamento dell’autostrada e chiusura dei viottoli’

6. "Possono aumentare l’ampiezza nell’utilizzo di alcuni costrutti, cioè applicarli in maniera più generale. Possono anche ridurre l’ampiezza nell’utilizzo, e quindi ridurre un costrutto ad una specie di obsolescenza."

Questa tecnica usa il principio del cambiare il modo in cui i costrutti sono applicati. Ci sono due progetti separati che provano ad espandere il potere esplicativo dei costrutti o, all’opposto, di ridurlo.

I costrutti sono utili soltanto per essere applicati ad una serie limitata di elementi. Per esempio, non ha molto senso usare il costrutto "litigioso-conciliante" per descrivere gli alberi . Qualche volta è importante cercare di restringere l’uso di un costrutto ad un ambito di minori dimensioni.

Riprendendo il nostro esempio di delusione amorosa, possiamo desiderare che la cliente cambi la sua affermazione "tutti gli uomini mi rifiutano" in "certi uomini mi rifiutano" o ancora meglio, ridurla ulteriormente in " alcuni comportamenti passati degli uomini, sono stati vissuti da me come rifiuto". In questo modo tentiamo di convertire l’utilizzo del costrutto in una relativa impenetrabilità. Possiamo cercare di escludere molto di quanto è attualmente incluso. D’altro canto, ci possono essere costrutti il cui uso ci piacerebbe vedere esteso ad ambiti più ampi. Ad esempio, possiamo desiderare vedere la sua affermazione" conosco solo un uomo che valga" esteso in maniera da includere i molti che sono chiaramente esclusi dall’inizio.

La persona, dunque, usa la stessa strada per raggiungere nuove mete, oppure usa di meno un’altra strada già a disposizione. Un esempio letterale della prima tecnica ci è dato da Ferdinand Lop, un autore parigino, che si candidò alla guida del governo con l’eccentrico programma di allungare i Campi Elisi fino alla Manica. Ovviamente, per lui si trattava di un importante viale che doveva abbracciare una parte più grande di territorio.

' Ho camminato spesso in questa via, prima d’ora, però…."

7. " Possono alterare il significato di certi costrutti ; far ruotare le coordinate di riferimento."

Questa è la prima delle strategie di cambiamento creativo che usano l’approccio di ricreare un nuovo significato, ridefinendo il significato attuale dei costrutti presenti. Sebbene le stesse parole possano essere usate per descrivere il costrutto in esame, il suo significato viene alterato in modo sottile durante il processo terapeutico.(come risultato del cambiamento, operato dal terapista, del contesto del costrutto, introducendo nuovi elementi al suo interno).Il risultato, per il costrutto è di trovarsi riposizionato in maniera tale che la relazione con gli altri costrutti è cambiata. Perciò, se prima il costrutto "da amare-da odiare" era visto strettamente correlato al suo "prendersi una rivincita-perdonare", "da odiare" viene compreso o definito come "essere ingannato-essere adulto".

Le strade dei costrutti di una persona, vengono così viste come qualcosa che porta a differenti interconnessioni e a mete che, alla fine, sono diverse. La carta stradale appare diversa, giacchè la strada preferita è vista in una nuova posizione rispetto alle altre strade, che, fino ad allora, non erano state notate. Si scoprono collegamenti stradali ad altri percorsi di maggior utilità per il sistema di costrutti.

'Sorvolare'

8. "Possono fissare nuove coordinate di riferimento."

Il tentativo di creare nuovi canali dimensionali è il più creativo cambio di strategia ed è probabile che costituisca il tipo di cambiamento maggiormente significativo in psicoterapia. Il compito è creare nuove prospettive e nuovi significati, mentre si abbandonano i precedenti punti di vista. Ci si avvicina ai punti di arrivo da destinazioni radicalmente diverse. Inoltre, tali nuovi approcci, possiedono grandi benefici per il cliente, dato che arricchiscono la loro esperienza. Il costrutto "rifiutare-essere possessivo" comincia ad essere trascurato perché non è abbastanza discriminante. La persona arriva a vedere le sue relazioni da un punto di vista completamente diverso (ad es. "soddisfacente- soffocante") che porta vantaggi che prima non esistevano Per ottenere un altro po’ di rimborso chilometrico dall’analogia con la carta stradale, la persona va oltre il sistema di collegamento a disposizione, e prende una scorciatoia, direttamente attraverso la città raggiungendo la meta con un elicottero.

Ricapitolazione: livelli di cambiamento

Gli otto livelli di cambiamento personale appena descritti, possono essere riassunti all’interno di tre categorie. La prima consiste in quelle tecniche che fanno muovere la persona lungo canali già esistenti all’interno del suo sistema di costrutti personali. La persona, cioè, reinterpreta se stessa e il suo mondo all’interno del sistema d’origine. La seconda si basa sul fatto che il sistema possa essere ‘accuratamente sintonizzato’ o organizzato più precisamente aumentandone la consistenza interna, chiarendo le implicazioni dei costrutti, ecc. La terza, dove i nuovi costrutti possono essere creati per rimpiazzarne altri che il sistema ha abbandonato. Quindi Kelly commenta che possiamo cambiare i nostri processi psicologici "o compiendo deviazioni attraverso lo stesso sistema di costrutti dicotomici, o attraverso la reinterpretazione del sisetma dei canali" (31)

Quest’ultimo tipo di movimento è il più significativo dal punto di vista della PCP. Tenendo tutto ciò a mente, i prossimi passaggi saranno centrati sulle procedure che facilitano un tale compito.

Cinque condizioni per cerare nuovi costrutti.

La speciale attenzione della psicologia dei costrutti personali è il compito radicale della reinvenzione. Per tentare un impresa così ambiziosa dobbiamo essere in possesso di alcune condizioni minime .

1. Il ciclo di validazione – All’interno del modello dell’uomo- ricercatore il concetto di ‘Ciclo di Validazione’ si riferisce al livello di compatibilità tra le nostre previsioni e il loro risultato reale. Più le predizioni sono formulate chiaramente , più le nostre azioni sono ad esse vincolate, e, quindi più irriducibile sarà l’effetto della validazione che ne deriva. La disponibilità di dati di fatto convalidanti, è estremamente importante, nel contesto terapeutico, per generare nuovi costrutti. Kelly pone l’accento nel gioco di ruolo come metodo che il cliente può adoperare per ‘collaudare’ nuovi costrutti che possono così essere immediatamente convalidati. Di solito ciò è visto come primo passo che conduce ad una sperimentazione in vivo più ampia , dove il cliente espone sé stesso a livelli differenti di prove convalidanti .

Il terapista usa l’invalidazione per dimostrare esattamente dove il sistema del cliente fallisce. Gli esperimenti sono programmati per produrre prove invalidanti e convalidanti che, a loro volta forniscono le basi per abbandonare i costrutti scaduti. Se non c’è nulla che prenda il posto di un costrutto abbandonato, si produce ansia che segnala la mancanza di una struttura adeguata per fare i conti con l’immediatezza degli eventi. Per questo l’ansia è la precondizione per il cambiamento e la terapia dovrebbe essere segnata dalla sua presenza in un livello tollerabile. Se è marcatamente assente dalle sedute terapeutiche, allora potrebbe verificarsi il caso che entrambe le parti stiano sprecando il loro tempo giacchè ciò, probabilmente, significa che il cliente sta lavorando bene all’interno del suo sistema e perciò non ritiene di aver bisogno di cambiare. Non viene ‘strattonato’ dalla terapia o dal ruolo che sta recitando con il terapista, e non è, perciò, probabilmente, nella posizione di imparare qualcosa di nuovo.

2. L’introduzione di nuovi elementi- Essere riforniti di una serie di elementi nuovi è importante nella formazione di un contesto rinnovato nel quale possa emergere un nuovo costrutto.

Inizialmente il tipo di nuovi elementi selezionati, omette il ‘sé’ del cliente e ‘altre persone significative’ e si concentra sul clima rarefatto e psicologicamente sicuro dell’ambito della terapia. Il terapista userà spesso sé stesso come nuovo elemento intorno al quale il cliente possa stabilire costrutti completamente nuovi. In relazione al sistema del cliente in corso, il terapista deve fare attenzione a disimpegnarsi dal tentativo del cliente di trasferire su di lui parte del suo antiquato sistema di costrutti. In questo modo il terapista si presenta al cliente come un puzzle sempre nuovo e lo invita a creare costruzioni innovative, piuttosto che lavorare comodamente all’interno del sistema preesistente. Questo contrasta esattamente con l’approccio che adotta il transfert e perciò propaga il sistema preesistente non richiedendo al cliente di imparare cose nuove. Se il cliente ha successo nel raffigurare il terapista come un personaggio che viene dal suo passato o dal suo presente, può scoprire di aver volontariamente indossato una giacca troppo stretta e che è quindi costretto rigidamente nella sua efficacia terapeutica. Per assicurare successivamente la flessibilità nel gioco dei ruoli in relazione al cliente, il terapista PCP non si impegna, inizialmente in molte auto rivelazioni.

3. Sperimentazione - La terza condizione favorevole alla formazione di nuovi costrutti è l’esistenza di un clima da sperimentazione. Ciò è già stato suggerito nella discussione sulla validazione e il confronto con nuovi elementi. La situazione terapeutica è un contesto di laboratorio all’interno del quale vengono realizzati esperimenti a basso rischio che rendono il cliente capace di collaudare nuove interpretazioni su di una base propositiva: "provali per vedere se ti stanno bene" come si fa con nuovi indumenti senza sentirsi obbligato a comprarli. Uno degli scopi di questa esplorazione è accorgersi la natura personalmente inventata della rappresentazione della realtà di ognuno. E’solo attraverso la sperimentazione che il cliente può far nascere i dati dell’esperienza dai quali si possono creare nuove interpretazioni e nuove vie d’approccio alla vita.

4. Assenza di minaccia – Minaccia è uno dei parecchi termini comunemente usati da Kelly e completamente ridefiniti all’interno della PCP. Altri termini comprendono paura, ansia e colpa , e tutti sono riformulati per indicare particolari ‘disfunzioni’ nel sistema dei costrutti. La minaccia viene vissuta quando gli eventi che si presentano devono essere interpretati in un modo che è incompatibile con il resto del nostro sistema in corso.

''... ognuno controlla il suo sistema mantenendo una chiara identificazione degli elementi che il sistema esclude, allo stesso modo di quelli che il sistema include. Nel momento in cui ci si trova a essere coinvolti in qualsiasi modo con gli elementi esclusi del sistema, diventiamo coscienti dell’avvio di una incompatibilità e vediamo queste nuove intrigate relazioni come minacce. Come animali feriti, restiamo di fronte al nemico." (32)

Ci sono molte opportunità, in terapia, perché un tale problema emerga. Dal punto di vista della PCP minacciare i clienti con elementi indesiderati è contro produttivo sin quando non possono essere usati per formare nuovi costrutti giacchè "l’effetto della minaccia spinge il cliente ad aggrapparsi in preda al panico ai suoi costrutti fondamentali"(33). Minacciare qualcuno lo costringe a mobilitare le sue risorse, e le risorse del cliente sono probabilmente esaurite o auto distruttive in qualche maniera. Quando notiamo comportamenti ‘infantili’ o ‘ regressivi’ nei nostri clienti, c’è la possibilità che abbiamo permesso ad elementi minacciosi di entrare nella situazione e, perciò, nella migliore delle ipotesi sprechiamo tempo, nella peggiore riconfermiamo il senso di intrappolamento e di impotenza del cliente all’interno del suo sistema di costrutti auto-distruttivo. Per ridurre la minaccia e aumentare la sperimentazione libera, molte tecniche della PCP sono saldamente fondate sul senso di ‘giocosità’ o ‘fiduciosità’. Questo è un diretto risultato dell’importanza attribuita al pensiero propositivo, dato che i soli limiti alle nostre interpretazioni sono i limiti della nostra immaginazione. I bambini sono particolarmente bravi ad interpretare, ogni giorno, gli oggetti del mondo come se fossero giochi eccitanti e fantastici. Questi ‘voli immaginari’ hanno un forte ruolo da giocare nel’ rilassare’ le rigide costruzioni degli adulti divenute ridondanti. Secondo Kelly, la maschera dell’ ‘essere fiduciosi’ "è probabilmente il più antico schermo protettivo per calarsi nell’ignoto. Il tubo di sperimentazione e il laboratorio scientifico sono derivati da questa attenzione nell’approccio alla vita. Rendono l’uomo capace di esplorare il suo mondo senza impegnarsi completamente e irrevocabilmente."(34)

5. Evitare di preoccuparsi con la roba vecchia

La formazione di nuovi costrutti è ovviamente ostacolata quando il cliente mostra preoccupazioni persistenti e ripetitive per la roba vecchia. Più il cliente ha familiarità con certi eventi, più probabile è che questi eventi siano ‘incollati’ saldamente al loro posto con costrutti permanenti e infantili. Soltanto mettendo in connessione gli eventi passati con eventi più recenti c’è qualche prospettiva di aggiornare il sistema dei suoi costrutti.

"L’intreccio di nuovo materiale con il vecchio, richiede un nuovo smistamento del vecchio materiale in nuove categorie che siano adatte tanto per il nuovo che per il vecchio." (35)

Le maniere abituali di interpretare la roba vecchia sono spesso di poca utilità per intepretare eventi recenti. Kelly, tuttavia, spiega che certe abitudini hanno una utilità indiretta giacchè prestano stabilità a certe interpretazioni e nel far ciò, lasciano qualcosa di rendere più liberi di essere creativi di fronte alle novità

"Un’abitudine può essere considerata un tipo di conveniente stupidità che lascia una persona libera di agire con intelligenza altrove. Se si avvantaggi o meno delle opportunità che si presentano., è un’altra faccenda. Alcune persone non riescono ad afferrare i vantaggi che gli si offrono a causa della loro stupidità." (36)

In generale le persone non possono cambiare perché stanno troppo accanto agli effetti del loro comportamento quotidiano nei confronti degli altri. Per utilizzare un’analogia pugilistica, pensiamo ad un boxeur che reagisce impulsivamente (e non necessariamente in modo corretto) agli scambi furiosi del suo avversario che, a sua volta, risponde con ulteriori reazioni impulsive. L’unica speranza di cambiare rapidamente il suo comportamento, risiede nella ‘pausa’ tra le riprese quando l’allenatore cerca ‘cognitivamente’ di infilargli in testa un messaggio tipo "tieni alto il destro". La terapia fornisce l’opportunità di una ‘pausa’ per fargli fare un passo indietro rispetto alle interpretazioni impulsive delle interazioni e agli effetti che hanno sugli altri.La relazione terapeutica, è il contesto in cui porre approcci alternativi all’influenza interpersonale. E’ probabile che poche cose trovino posto sul ring sin quando questo è un contesto minaccioso dove è impossibile la sperimentazione a basso rischio. Come abbiamo visto poc’anzi, le condizioni ottimali per facilitare il cambiamento evidenziano l’importanza della convalida, l’esistenza di un laboratorio sperimentale, la disponibilità di nuovi elementi e l’evitamento sia della minaccia che del dare attenzione alla roba vecchia.

''Compito del terapista è esplorare congiuntamente al suo cliente, con l’unico mezzo possibile, il comportamento,.e implicazioni delle interpretazioni che ha concepito per capire la realtà. Da questo punto di vista la terapia diviene un processo sperimentale in cui le interpretazioni sono meditate o caratterizzate e poi messe alla prova. La psicoterapia non è una scienza applicata, è una scienza fondamentale in cui i ricercatori sono il cliente e il terapista." (37)

Riepilogo

In questo articolo ho evitato di fare menzione di qualsiasi tecnica ad ampio raggio della PCP per accelerare il cambiamento. Come faccio con i clienti, ho scelto di trattare aree che hanno "abbastanza incertezza per rendere l’esplorazione interessante e abbastanza struttura da avere un senso"."(38)

In aggiunta a ciò, debbo dire che nutro qualche sospetto nei confronti di tutti "i prontuari per consulenti che vogliono far comportare in qualche modo la gente evitando lo sporco lavoro di comprenderla." (39)

Questo articolo, invece, è centrato sui punti concettuali di base che riguardano i diversi approcci dei movimenti terapeutici. Il punto più importante per la PCP è l’alternativismo costruttivo. Questa prospettiva si oppone al dogmatismo e invita all’ottimismo di fronte a circostanze che opprimono. Kelly ci ricorda che né il terapista né il cliente devono "sdraiarsi e lasciare che le cose passino loro sopra" (40)

Persino la ‘dura realtà’ può essere reinterpretata . Abbiamo visto la psicologia del sospetto, dove i clienti sono considerati ‘sospettati’ sino a che non provano la loro innocenza (ad es. dando responsi ‘appropriati’ alla "scala della menzogna" degli psicologi) essere rimpiazzata dalla psicologia dell’accettazione. Che non è la visione Rogeriana dell’accettazione che suppone un processo di spiegazione del potenziale interno, ma piuttosto qualcosa che si basa sull’analisi del sistema di costrutti del cliente. La relazione terapeutica non cerca di "mettere in riga le riflessioni del cliente" e nemmeno cerca di creare condizioni di tipo rogeriano che, di per sé, spingono il cliente a "mettere in riga il suo pensiero". L’approccio di Kelly "non assume né la posizione del giudice né quella dell’ascoltatore bendisposto" (41) ma è inquadrata in un modello di ricerca scientifica orientato ad un‘auto inventiva aperta a tutte le soluzioni.

Un esatto contrasto si può osservare nei confronti del behaviorismo laddove la PCP pone l’accento sull’analisi del sistema del cliente ai suoi più alti livelli di astrazione. Mentre la PCP fa concretamente i conti con le astrazioni del cliente, il behaviorismo, al contrario, fa l’opposto, esso crea "pubbliche ed elaborate astrazioni da un minuzioso concretismo personale" (42)

Una ulteriore linea di demarcazione è tracciata dall’orientamento di Kelly verso il futuro. In contrasto con l’approccio freudiano ci sono solo tre motivi giustificabili per guardare al passato:

(1) Fare chiarezza su importanti costrutti nella prospettiva di essere più capaci di giudicarne le future implicazioni.

(2)ridurre un costrutto all’impermeabilità, rendendolo, ad esempio non utilizzabile per il futuro.

(3) generare una serie di elementi dai quali il cliente può creare nuovi costrutti.

Infine, 'Creatività anzichè Restauro' è una ulteriore dimensione che separal’approccio della PCP dagli altri. Questo non evidenzia soltanto le capacità dell’esperienza e dell’inventiva dei co-sperimentatori , ma demolisce anche la nozione di psicoterapia come forma di "cura" che una persona "somministra" o "applica" ad un’altra.

In conclusione, dunque, la visione della terapia nella PCP non è quella del "curare e dirigere" i clienti ma quella di vare assieme esperimenti . Lasciamo a Kelly le ultime parole con le quali racconta della sua esperienza con i clienti. :

" Alla fine erano qualcosa capace di dimostrare che quello che facevo a loro non gli faceva bene o li spingeva a condurre sé stessi in maniera più appropriata. Era il loro comportamento, nel caso, che gli faceva bene , allo stesso modo di come se il loro soffrire fosse stato un’impresa segnata dalla malattia, da loro stessi architettata. Non erano pazienti sottoposti alle mie cure (almeno quelli che poi stavano meglio) ma clienti che mi utilizzavano in qualche modo." (43)

 

traduzione di Enzo Minissi

BIBLIOGRAFIA

1. Kelly, G. A. The Psychology of Personal Constructs. Volume 1 & 2. New York. Norton. 1955. p.187.

2 Kenny, V. An Introduction to the Personal Construct Psychology of George A. Kelly. Irish Journal of Psychotherapy 1984; 3: 24 - 32.

3. Kelly, G. A. The Psychology of Personal Constructs. Volume 1 & 2. New York. Norton. 1955. p.400.

4. Ibid., p.403.

5. Ibid., p.393.

6. Ibid., p.3241.

7. Ibid., p.373.

8. Ibid., p.587.

9. Ibid., p.500.

10. Ibid., p.198.

11. Fromm-Reichmann, F. Psychoanalysis and Psychotherapy. Chicago. The University of Chicago Press. 1959. p.177.

12. Kelly, G. A. The Psychology of Personal Constructs. Volume 1 & 2. New York. Norton. 1955. p.381.

13. Ibid., p.380.

14. Ibid., p.453

15. Ibid., p.335.

16. Kelly, G. A. Personal Construct Theory and the Psychotherapeutic Interview. In: Clinical Psychology and Personality. The Selected Papers of George Kelly. Ed. Maher, B. New York. Wiley. 1969. p.226.

17. Ibid., p.225.

18. Kelly, G. A. The Psychology of Personal Constructs. Volume 1 & 2. New York. Norton. 1955. pp. 940 - 1

19. Ibid., p.124.

20. Ibid., p.337.

21. Ibid., p.522.

22. Ibid., p.237.

23. Ibid., p.831.

24. Ibid., p.334.

25. Ibid., p.462.

26. Kuhn, T. S. The Structure of Scientific Revolutions. Chicago. The University of Chicago Press. 1970.

27. Kelly, G. A. The Psychology of Personal Constructs. Volume 1 & 2. New York. Norton. 1955. p.208.

28. Ibid., p.649.

29. Kelly, G. A. Personal Construct Theory and the Psychotherapeutic Interview. In: Clinical Psychology and Personality. The Selected Papers of George Kelly. Ed. Maher,

B. New York. Wiley. 1969.p.231.

30. Kelly, G. A. The Psychology of Personal Constructs. Volume 1 & 2. New York. Norton. 1955. p. 134.

31. Ibid., p.187.

32. Ibid., p. 167.

33. Ibid., p.167.

34. Ibid., p.373.

35. Ibid.,p.168.

36. Ibid., p.169

37. Kelly, G. A. The Psychotherapeutic Relationship. In: Clinical Psychology and Personality. The Selected Papers of George Kelly. Ed. Maher, B. New York. Wiley. 1969. p.220.

38. Kelly, G. A. The Psychology of Personal Constructs. Volume 1 & 2. New York. Norton. 1955. p.334.

39. Kelly, G. A. Sin and Psychotherapy. In: Clinical Psychology and Personality. The Selected Papers of George Kelly. Ed. Maher, B. New York. Wiley. 1969. p.187.

40. Kelly, G. A. Personal Construct Theory and the Psychotherapeutic Interview. In: Ibid., p.227.

41. Kelly, G. A. Man's construction of his Alternatives. In: Ibid., p.82.

42. Kelly, G. A. the Psychology of Personal Constructs. Volume 1 & 2. New York. Norton. 1955. p.173.

43. Kelly, G. A. Ontological Acceleration. In: Clinical Psychology and Personality. The Selected Papers of George Kelly. Ed. Maher, B. New York. Wiley. 1969. pp.18 - 19.

 

 

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