QUESTION
Date sent: Thu, 11 May 2000
Subject: Ipnosi e costruttivismo.
Pregiatissimo Dr. von Glasersfeld, approfitto della sua conoscenza dell'italiano per
rivolgerle una domanda in merito al costruttivismo in rapporto con l'ipnosi. Sono uno psicoterapeuta formatore che
lavora con l'ipnosi ed ho strutturato, attraverso il costruttivismo, un modello esplicativo particolare su cui
desidererei avere un suo parere. In ipnosi esiste il concetto di monoideismo plastico, la capacità della mente
umana di concentrarsi su di un unica idea dominante fino a derivarne una chiara fenomenologia di riferimento
(esperienza manifesta), ad esempio la monoidea del fare muovere un pendolino tenuto tra le dita col solo pensiero,
in realtà provocandone il muovimento attraverso il monoideismo plastico, realizzo l'idea del movimento con il
pensiero ed inconsciamente la mia mano amplifica i piccoli movimenti fisiologici, presenti nella mano stessa, fino a
riprodurre l'idea stessa, (lavoro dell'emisfero non dominante del cervello). Questo tipo di esperienza, e molta
della fenomenologia ipnotica ne é un valido esempio, mette in risalto l'aspetto costruttivo della realtà operato
dal cervello. In quest'ottica ha senso, secondo lei, parlare della realtà come di un esperienza monoideistica
appresa, come una lista di comandi, sull'idea di Spencer Brown, che siamo portati, attraverso un modello culturale
appreso, ad assecondare. Ha senso parlare della realtà come di un monoideismo costruito sulle aspettative
condivise, e psicologicamente orientanti, modello di G.A.Kelly, che realizzano la fenomenologia che conosciamo del
comune senso di realtà? Mi accorgo di aver condensato tanti pensieri in poche righe ed aver generato un certa
confusione, comprendo il possibile sconcerto, le chiedo più brevemente se lei vede nell'esperienza dell'ipnosi la
possibilità di comprendere meglio il meccanismo costruttivista del funzionamento del cervello e se possiede, nel
qual caso, suoi suggerimenti in merito
grazie.
Marco Chisotti
ANSWER
Caro Dottor Chisotti,
Devo dirle subito che non mi sono mai occupato di ipnosi e perciò non conoscevo il
termine 'monoideismo'. Leggendo la sua spiegazione mi sembra però che l'idea 'di concentrarsi su di un unica idea
dominante ...' non sia incompatibile con la teoria dell' attenzione generatrice dei concetti progettata da Silvio
Ceccato e elaborata da Giuseppe Vaccarino (Veda la bibliografia di Vaccarino sulla website del Centro di Metodologia
a Milano, < http://www.dellacosta.com/methodologia >.
La derivazione di ciò che lei chiama 'fenomenologia', per esempio il movimento di un
pendolino generato inconsciamente dal movimento delle dita, mi sembra un altro problema che richiederebbe tutta una
teoria del nesso fra mente e sistema sensomotorio. Ma anche senza una tale teoria mi pare lecito parlare di
qualsiasi programma motorio come costruzione inanzi mentale e poi manifestata fisicamente. Direi che tutti i
'patterns' (configurazioni) di movimenti sono originariamente costruzioni soggettive e che molti di essi poi vengono
adattate tramite interazioni all'uso altrui. Credo ciò sia più o meno vicino alle idee di George Kelly - ma su
questo Vincent Kenny le sapra dire molto di più.
Se lei ha scritto qualcosa sul 'monoideismo plastico' (comprensibile per un ignaro di
ipnosi), mi interesserebbe vederlo.
Cordiali saluti,
Ernst von Glasersfeld