LABETE
COME METAFORA DELLA FAMIGLIA SCHIZOFRENICA.
Innanzitutto, la prima caratteristica
della storia naturale delle famiglie ove sono presenti individui schizofrenici o prossimi alla schizofrenia, è una stabilità
molto resistente, che Jackson ritiene un Omeostasi
. Quando il paziente identificato comincia a star bene, notiamo
una forma di misteriosa pressione che viene esercitata per
perpetuare la sua malattia. Tuttavia, tutti sappiamo che vi sono
molti casi in cui, appena il paziente sta meglio, qualche altro
membro della famiglia comincia a manifestare disturbi
psichiatrici. Ne consegue che queste famiglie non sono
semplicemente omeostatiche nei confronti dello stato di malattia
di un particolare paziente identificato. Sembrerebbe quindi che
le variabili che devono restare costanti ad ogni costo siano di
natura più astratta o più segreta. Non è il paziente
identificato che deve rimanere confuso ad ogni costo, piuttosto
sembra che il paziente stesso sia un accessorio, quasi una
volontaria vittima sacrificale, per lomeostasi della
famiglia. Se abbandona il suo ruolo, con molta probabilità,
qualcun altro, in famiglia, prenderà il suo posto. Come molti
sistemi omeostatici complessi, la famiglia patologica sembra
essere in grado di rigenerare un arto, come i tritoni...
Un analogo fenomeno accade in molti
sistemi biologici. Se, ad esempio, tagliamo la cima di un albero
di Natale, uno dei verticilli del ramo sotto il taglio si
curverà verso lalto e rimpiazzerà lapice andato
perduto. In seguito il ramo perderà la sua simmetria bilaterale
e diventerà simmetrico radialmente, come ogni altro germoglio
apicale. Questi sistemi sono forse quelli concepiti meglio per
essere, in un certo senso, competitivi. I diversi individui (in
questo caso rami), dei quali il sistema è composto,
sembrerebbero essere così reciprocamente legati che, attraverso
la loro interazione, uno debba essere sempre selezionato come
vincente o perdente. Questi individui si
specializzano nelle funzioni della loro posizione e svolgono le
funzioni nel prevenire attivamente che qualcun altro gli
sottragga questo ruolo specifico.
[Gregory Bateson - A Sacred Unity - p. 113/114]