EMOZIONI
NEGATIVE DURANTE LE FESTIVITA.
ORIGINE E
POSSIBILI SOLUZIONI
I parte
di Enzo Minissi
Lo scorso Natale, su questo sito, ci eravamo soffermati
sullorigine antropologica
del Natale nonché sugli effetti sulle relazioni
sociali e interpersonali [ 1
] [ 2 ] . Abbiamo
cercato di fornire analisi e soluzioni tattiche e strategiche sul
come rivedere in un ottica diversa levento e ricollocarlo,
in maniera accettabile, allinterno del dominio sociale.
Cercherò, questanno, di soffermarmi più in particolare
sugli effetti che si manifestano allinterno del dominio
emotivo di ciascuno di noi, sulla loro possibile origine e sulle
possibilità di trasformare in maniera vantaggiosa le emozioni
negative.
Comincerò col dire che le feste di Natale, come tutti gli
eventi segnati da circostanze esterne alla nostra volontà
(obblighi definiti da leggi, scadenze religiose o politiche,
manifestazioni climatiche, ecc.) , presuppongono una
preparazione, da parte nostra, per valutarne gli effetti sul
piano emotivo, attraverso un lavoro di anticipazione che si basa
su visioni di immagini di noi stessi durante il lasso di tempo in
cui levento si svolge . Prevedendo larrivo di un
temporale, il marinaio si immaginerà intento a rinforzare gli
ormeggi se è in rada, o a ridurre le velature se è in
navigazione. Sentirà il freddo della
pioggia sul viso, il rumore del vento fra le sartie, il bagliore
dei lampi, la tensione muscolare e laumento del respiro e
del battito cardiaco che accompagnano gli sforzi intensi e
concentrati nel tempo. Allo stesso modo vedrà se stesso
nella cuccetta o nellosteria del porto dopo lo sforzo,
lumidità e il freddo patiti, sentendo
il calore, laroma del rhum, il ritorno alla normalità
della respirazione e del battito cardiaco. Nella situazione
descritta, la persona è in grado di anticipare con chiarezza il
susseguirsi di un evento esterno alla sua volontà, dando una
valutazione delle sensazioni che proverà. Giacchè noi umani
interpretiamo le emozioni attraverso i segnali che giungono dal
nostro corpo, nel caso descritto il soggetto anticiperà
sensazioni di tensione più o meno forte, seguite da
unemozione di relax e soddisfazione per aver svolto bene il
suo compito. Naturalmente la prima volta che si è trovato a
fronteggiare una burrasca, al sopraggiungere dei nuvoloni
accompagnati dal rombo dei tuoni, non si è sentito sicuramente
tranquillo, non essendo in grado di anticipare le sensazioni che
lo avrebbero investito. E se alla prima burrasca ha rischiato il
naufragio, potete esser certi che, per un certo periodo, avrà
provato una forte ansia, ricordo della precedente esperienza, al
minimo segnale di maltempo. Possiamo aggiungere che, se il
marinaio in questione, per esigenze improrogabili, dovesse essere
messo a lavorare in un ufficio, dopo decenni passati ad
anticipare con la modalità descritta, ogni volta che avvertisse
larrivo di un temporale, per un certo periodo, potrebbe
provare, dietro una scrivania, lanticipazione della
tensione necessaria a condurre gli sforzi a cui era abituato. Ma
tale anticipazione si scontrerebbe con gli effetti con cui
levento meteorologico si manifesta allinterno di un
edificio, mettendo il povero marinaio in una sensazione di
tensione immotivata che, paragonata allindifferenza dei
suoi colleghi (per il quale la pioggia, al massimo, significa
infangarsi un po' le scarpe), lo farebbe apparire "un
diverso".
Generalmente le festività natalizie producono ansia,
tristezza e irritazione. Alcune persone provano assieme o in
maniera alternata, questi tre spiacevoli stati danimo ,
altre ne vivono solo uno o due. Il motivo fondamentale per cui la
tempesta emotiva si scatena, dipende dal fatto che, in qualche
misura, il Natale ha significato qualcosa per noi quando eravamo
bambini e adesso non ha più lo stesso significato: un po
come il marinaio in ufficio, levento atteso attraverso
lanticipazione, non si realizza con gli stessi effetti che
ci aspettavamo. Non riceviamo più i regali che volevamo, o
meglio: se da bambini o adolescenti un oggetto ricevuto in regalo
aveva un determinato rilievo nella complessità minima della
nostra identità, per ottenere la stessa soddisfazione da adulti
dovremmo ricevere qualcosa il cui costo è decisamente fuori
della portata di chi vuole fare un regalo di Natale. Inoltre i
nostri nonni o i nostri genitori sono morti o non sono più gli
stessi e anche il resto delle persone con le quali ci troviamo a
celebrare, è cambiato, anche profondamente, per cui tutte le
aspettative di condivisione e di scambio emotivo appaiono
frustrate irrimediabilmente, oltretutto anche dal fatto che, agli
occhi degli altri, anche noi siamo profondamente cambiati. Ci si
trova quindi di fronte ad una situazione generale di mancata
accettazione dellidentità degli altri, alla percezione
chiara dellinsoddisfazione evidente che noi e gli altri
lasciamo trasparire di fronte a regali che non hanno alcun
valore, alla sensazione che ognuno di noi sia irrimediabilmente
diverso e opposto agli altri.
La successione
anticipazione
= ansia > frustrazione =
irritazione > delusione = depressione
è perciò del tutto naturale. Sarebbe
strano se così non fosse.
Naturalmente possiamo trovare delle soluzioni che riducano,
sino a far quasi del tutto scomparire, il disagio descritto.
Queste soluzioni possono essere personali o utilizzabili da
tutti.
Una pausa di riflessione e tra qualche giorno, diciamo ai
primi di Dicembre, cercherò di scrivere quelli che, secondo me,
possono essere suggerimenti utili per vivere il periodo natalizio
con maggiore serenità e occupandosi di cose un po più
importanti per la nostra vita. Che è di 365 giorni lanno e
non può essere turbata più di tanto da due giorni fastidiosi.