IL FUOCO DI NATALE OVVERO LA VENDETTA DELLABETE
Le prime luci dellalba del giorno di Natale sono state appesantite dai miasmi di un fumo nauseabondo proveniente da un appartamento di via della Farnesina a Roma.
A causa di un imprevedibile corto circuito elettrico, un abete aveva preso fuoco, arrivando a distruggere lintero appartamento.
Una disgrazia: diranno i benpensanti. Una drammatica fatalità : scriveranno i giornali.
E il segno dei tempi : affermiamo noi .
E labete, costretto a prostituire la sua regale, austera bellezza ai capricci consumistici delle famiglie italiane che si ribella e, almeno per una volta, riesce a vendicarsi per tutte le angherie che è stato costretto a subire negli ultimi anni.
Spiace che a rimetterci sia stata la casa di una tranquilla famiglia di quattro persone.
Il fatto si consegna, comunque, alla storia e, invita, fortemente alla meditazione.
Provate ad immaginare i cinque milioni di abeti strappati ogni anno dal loro habitat naturale, per soddisfare le smanie ritual-consumistiche delle famiglie italiane, che, finalmente, cominciano a ribellarsi contro tutte le violenze finora subite.
Altro che festeggiamenti di Natale. Ne avremmo abbastanza per aprire una nuova situazione di rischio e una rinnovata condizione di emergenza per il, già delicato, settore della protezione civile :
il fuoco degli alberi di Natale.
Gustavo Rocchi