" CARO
BABBO NATALE ... NON FARTI PIU’ VEDERE "
di don Gianfranco Formenton
Parroco di Sellano (Perugia) (*)
(*) Sellano è uno dei paesi colpiti
dagli eventi sismici del 26 settembre ‘97
Lo si temeva, i danni maggiori non li
avrebbe fatti il terremoto.
E con la tipica puntualità circolare
degli eventi commerciali è arrivato, alla fine, anche lui Babbo Natale con la
sua slitta piena di regali per "le popolazioni così duramente colpite
dal sisma".
Credo non ci sia mai stato nella storia
recente un vento così catastrofico (non il terremoto naturalmente, ma Babbo
Natale).
Una vera tragedia quelle che ci ha
colpito e che purtroppo non accenna a diminuire in questi giorni che
dovrebbero essere di solidarietà.
Una vera orgia di dolciumi, gite a Roma
gratis, pernottamenti presso conventi ed enti benefici e soprattutto una
quantità mostruosa di cibo e di giocattoli che hanno gravemente la già
fragile salute della povera gente di montagna.
I nostri bambini sono alla stremo,
allucinati, abbagliati, frastornati e stanno dando chiari segni di overdose.
Cominciano piano piano a considerare questo evento catastrofico (non Babbo
Natale, ma il terremoto) una fortuna piovuta dal cielo.
Strani personaggi si aggirano tra i
containers, affetti da sindrome di astinenza di bontà.
E’ Natale, tempo di sentirsi buoni, e
allora vai con "la partita il cui incasso sarà devoluto alle popolazioni
così ecc ", vai con la trasmissione "in diretta con i
bambini terremotati", vai con la "nostra azienda sempre
attenta ai bisogni dei bambini...".
E Babbo Natale arriva con i pandori, le
caramelle, lo spumante, la giacca a vento, ora travestito da multinazionale,
ora da associazione benefica, ora da cristiano desideroso di aiutare "direttamente"
(ecco la parola magica benefica, unita all’altra parola magica: "subito"
e senza mai chiedersi se "direttamente" e "subito"
corrispondono alla parola "bene" e "giusto").
Adesso è obbligatorio, da queste parti,
presentarsi come bisognosi, recitare la parte del terremotato.
Caro Babbo Natale, ma lo sai che la
gente adesso la gente si mette in fila e litiga per un panettone e una
scatoletta di tonno e si rode il fegato sospettando che il vicino abbia avuto
il contributo dato da Canale 5 ?
Io, la gente fare a pugni per un pezzo
di pane, l’avevo già vista in Brasile ... ma lì si muore di fame.
Avevo visto anche i barboni chiedere
l’elemosina o un aiuto .... ma i bambini dormono sotto i cartoni.
E anche gli extra-comunitari che ti
lavano i vetri al semaforo e stendono la mano, o che girano con le carrozzine
da neonati piene di cianfrusaglie e ti pregano di comprarle, credo che non lo
facciano per hobby.
Quello che mai avevo visto è gente
che non muore di fame, che in realtà non ha bisogno di niente ... chiedere,
elemosinare, pretendere roba e regali, insultare volontari, accusarli di aver
"imboscato la roba firmata". Adesso anche i bambini hanno
un sacco di roba da gestire, dai giocattoli al libretto di risparmio
generosamente donato dai Babbi Natali del settore "affare e
finanza".
Finalmente anche loro sono entrati nel
fantastico mondo dei grandi e si sono trasformati in piccoli imprenditori con
tutti gli annessi e connessi, dal sospetto che l’altro bambino abbia avuto
di più, alla denuncia di presunte ingiustizie perché "Sailor Moon come
giocattolo vale meno di Barbie".
Un bambino mi ha detto che non poteva
venire a messa perché doveva "andare a ritirare il regalo che aveva
ordinato" (sic).
Caro Babbo Natale, travestito da persona
buona, ti rendi conto dei danni che hai fatto ?
I nostri bambini hanno ormai negozi
interi di giocattoli e gli adulti non sanno più dove accatastare la roba
accaparrata : perché non ti travesti da Ministero degli Interni e non ci
regali un container un po’ più grande di 30 metri quadrati ? Hai fatto un
sacco di danni ma la cosa che non ti perdonerà mai è di avere rubato a tanta
gente della montagna la forza, la saggezza e la dignità e di averci fatto
scordare la solidarietà dei primi giorni del terremoto.
Hai riportato finalmente tra noi la
"normalità" : la gente è tornata a scannarsi come prima e più di
prima (perché ora la torta da spartire è terribilmente grande).
Cari Babbi Natale, per favore, ridateci
la bellezza del semplice "avere il necessario"; ridateci la pace di
parlarci senza pensare che lui ha avuto più di me e che io potevo avere più
di Lui; ridateci Il Natale che ci avete usurpato, per noi e per i nostri
bambini, il Natale del Bambino nato povero per i poveri (veri) e
che noi abbiamo arricchito di tutte le nostre volontà di potenza per poi
barattarlo con uno stupido e grasso personaggio nord-americano, vestito di
rosso.
Caro Babbo Natale, ci hai trasformato in
un popolo di accattoni e di mendicanti di cose inutili.
Ritorna, te ne preghiamo, con la tua
bella slitta o con il trenino della Coca Cola là da dove sei venuto e non
farti più vedere !
Non ti sopportiamo più.
Gianfranco Formenton