Sfruttamento consumistico di adulti e bambini

 

Attualmente nella nostra Società prevale un modello di relazione basato largamente sulla manipolazione dell’individuo al fine di condizionarne le scelte. Le festività natalizie sono ampiamente sfruttate per questo scopo. Sino agli anni 60 in Italia Babbo Natale era un personaggio pressochè sconosciuto. Arrivò in quegli anni, importato dagli USA ove era stato creato nel 1931 come testimonial della Coca Cola ispirandosi a San Nicola (St. Nicholas = Santa Klaus), che in Olanda sbarca ogni anno ad Amsterdam portando doni ai bimbi (ma non a Natale ). Non a caso la nuova figura simbolica (che si sostituiva al Gesù Bambino, e ai Re Magi) giunge sulle ali del Boom economico e della forzata trasformazione del nostro Paese da contadino a industrializzato. Viene subito messa al servizio della produzione e della vendita di prodotti di consumo. Tutta la tradizione nazionale viene sconvolta. Viene imposta la tradizione nordica dell’Abete contrapponendola al Presepe e per questo cominciano a soffrire le nostre foreste alpine. Scompare la calza della Befana (anchè perchè inadeguata a contenere doni sempre più grandi) e arrivano le ingombranti confezioni cellofanate che fanno collassare il sistema di smaltimento dei rifiuti. I tradizionali dolci regionali vengono fatti scomparire sostituendoli con ipercaloriche e tossicissime elaborazioni coperte di cioccolato e farcite di improbabili ripieni. L’aspetto meditativo e spirituale del rito natalizio si trasforma in una corsa disperata all’acquisto e all’ammucchiamento tra le pareti domestiche, divenendo un rito mondano al quale è proibito sottrarsi senza essere accusati di ogni possibile nefandezza.

Per ribellarsi a tutto ciò suggeriamo:

 

Non acquistate alberi di Natale, ma orientatevi su scelte alternative e meno costose: ad esempio alberi tipici della vostra regione che potrete piantare a feste finite. Fate il Presepe o le decorazioni dell’Albero da voi stessi coinvolgendo i vostri figli e usando materiali di riciclaggio

Non comprate porcherie ma scegliete dolci e bevande tipiche della tradizione. Meglio ancora scovare vecchi libri di ricette e provare a farsele da soli in casa, magari in compagnia dei vostri bambini.

Non fate acquisti inutili o regali costosi. Per quanto possibile rimandate ogni acquisto a dopo le feste e spenderete infinitamente meno. Se ve la sentite di fare un regalo veramente grande ai vostri bambini regalate loro un buono per un oggetto e poi compratelo in seguito, quando costa meno. Li educherete al rispetto per il valore delle cose, insegnerete loro ad essere meno conformisti e a fare un piccolo sacrificio per una giusta causa. A parte la soddisfazione di avere regali nuovi quando gli altri hanno già esaurito l’entusiasmo per quelli acquistati in fretta nei giorni caotici.

Se proprio non riuscite a resistere non vi precipitate a congestionare il Centro Storico o le aree commerciali. Cercate i vostri regali nei mercati tipo Porta Portese (ce ne sono in diversi quartieri della Città durante la settimana), hanno prezzi ottimi e non c’è bisogno di stare per ore in un ingorgo. Usate l’auto il meno possibile.

Non comprate prodotti con imballaggio eccessivo. Costano di più e vanno a finire in discarica. Se proprio siete costretti a comprare qualcosa con un imballo voluminoso, lasciate l’involucro al negoziante: toccherà a lui pagare per lo smaltimento dei rifiuti e in futuro si orienterà nella distribuzione di prodotti meno inquinanti condizionando le imprese produttrici.

Non vi affannate a considerare le festività come riti mondani. Andateci piano con gli inviti e scegliete le persone a voi più care per una cena tranquilla e per parlare di voi stessi o di argomenti che vi stanno a cuore. Evitate i giochi : servono a ridurre la conversazione e generano emozioni negative e stati d’animo aggressivi e competitivi. E poi non crediamo che Giuseppe e Maria conoscessero il Poker o il Baccarat.

Se volete fuggire dalla Città, non capitate in luoghi turistici affollati: vi ritrovereste dalla padella nella brace. Preferite località tranquille di interesse spirituale, naturalistico o culturale. Il Centro Italia ne è pieno, specialmente l’Umbria.

 

 

 

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