Se siamo daccordo su quanto ho scritto nella
I parte, cioè sul fatto che
è lanticipazione indotta di un evento basata su
unesperienza che non è più ripetibile a creare condizioni
di frustrazione, tristezza e irritazione, possiamo allora tentare
soluzioni diverse per ridurre gli effetti negativi delle feste di
Natale.
La prima cosa che possiamo fare è quella di respingere
linduzione ad anticipare levento, semplicemente
ignorando il bombardamento pubblicitario, le chiacchiere dei
colleghi, le pressioni dei familiari. Epiuttosto difficile,
ma, basta ridurre o selezionare la permanenza davanti alla Tv,
evitare i Centri commerciali, tenere a distanza i parenti più
opprimenti ecc. Ci vuole una buona dose di carattere che può
essere aiutata con visite frequenti a questo sito integrate da
franche conversazioni con le persone che ritenete sensibili e
intelligenti nel corso delle quali verificare le reciproche
nefaste influenze delle festività forzate. Il detto "mal
comune mezzo gaudio" in questo caso è perfettamente
adeguato: vi accorgerete quanto pochi siano gli adulti che
accolgano con gioia levento. E comincerete a domandarvi il
perché di tutto ciò orientando le vostre emozioni
negative in riflessioni sulle patologie dei sistemi umani basati
sulla manipolazione e omologazione
dellindividuo. Il vostro stato danimo
negativo comincerà a trasformarsi in qualcosa di positivo, nel
momento che è orientato a sollevare, oltre che voi stessi, una
larga parte dei vostri simili dalloppressione di certe
circostanze. Potrete trarre benefici da tutto ciò sia se il
Natale vi accresce le sensazioni di solitudine e diversità, sia
che vi sentiate oppressi da impegni sociali dei quali fareste
volentieri a meno.
Lo sforzo di modificare la nostra anticipazione deve anche, e
soprattutto, concentrarsi sulle persone in cui siamo in più
intima relazione. Dobbiamo essere pronti ad accettare il fatto
che le loro esperienze, diverse dalla nostra, le hanno portate ad
una serie di cambiamenti, anche sostanziali. Questo significa che
non accettano più di svolgere i vecchi ruoli a cui eravamo
abituati e neppure ad accettare i nostri. Se allinizio
degli incontri familiari lo scambio dei regali concentra
lattenzione di gruppo su un fenomeno condivisibile di
ritualizzazione sociale, subito dopo sperimentiamo labisso
che sembra dividerci, già dalle reazioni di malcelata delusione
d fronte ai nostri regali, sia dalla constatazione del fatto che
ci hanno regalato cose lontane le mille miglia da quello che
avremmo pensato di ricevere. Il turbamento dei ruoli in un
contesto stazionario come quello familiare, anziché generale
interesse e curiosità, genera, quasi invariabilmente, condizioni
sintomatologiche.
Se un amico o un amica cambiano auto o colore di capelli,
possiamo apprezzare o disprezzare la scelta, domandarci sul cosa
li abbia indotti a cambiare preferenza e, magari, provare invidia
o ammirazione.Ma se viene avvertito un cambiamento, che noi
riteniamo centrale, nellidentità di un familiare
(specialmente durante le celebrazioni del Natale ove tutti gli
aspetti di circostanza tendono a mantenere linvarianza
nelle dinamiche di relazione dei partecipanti ), siamo
semplicemente disorientati. E il disorientamento si manifesta
come repentina constatazione di una discrepanza tra
lanticipazione dei possibili scambi emotivi e la percezione
che sta accadendo qualcosa di diverso. La prima fase, la più
immediata e violenta, difficilmente la avvertiamo a livello
razionale: è come se ricevessimo uno schiaffo o un insulto
inaspettati. Solo con calma, in un periodo successivo, forse
potremo farcene una ragione, ma nel momento in cui è attiva la
percezione dello scollamento, sperimentiamo esclusivamente
sensazioni sgradevoli del nostro corpo, quali agitazione,
spossatezza, forte senso di noia e disinteresse.
Per ridurre significativamente gli effetti negativi di
situazioni del genere dovremmo cominciare a capire che :
Gli altri hanno diritto a cambiare, almeno quanto
ne abbiamo noi (anche se questo ci può arrecare disturbo).
Einutile minimizzare gli effetti dei cambiamenti
: chi si conosce bene percepisce che qualcosa di nuovo si è
insinuato nella relazione. Nasconderlo è unipocrisia
che peggiora i rapporti di reciproca fiducia.
I cambiamenti non sono ne positivi ne
negativi in assoluto. Il valore che assumono di fronte ad
ognuno di noi dipendono dalla capacità che abbiamo di
inserirli nei nostri piani di vita
Il fatto di ritrovarsi assieme per Natale ha un valore
esclusivamente rituale, laddove il rituale è il collante
necessario a mantenere uniti in una dimensione
spazio-temporale individui che sperimentano una situazione di
cambiamento personale proprio attraverso la verifica delle
reazioni di altri individui con i quali, in passato, sono
state sperimentate relazioni emotive di primaria importanza.
Quindi non possiamo considerare gli incontri familiari come
un obbligo o una disgrazia, bensì come una scelta volontaria di
confronto sugli aspetti di relazione dei nostri cambiamenti
interni.
Stiamo affrontando un esame, al pari di quelli che affrontiamo
per altri aspetti della nostra vita sociale: possiamo scegliere o
non scegliere di fare luniversità o di iniziare un nuovo
lavoro. E la stessa libertà di scelta ce la possiamo attribuire
nella volontà o meno di confrontarci con i nostri familiari.
Vorrei concludere con una riflessione di carattere diciamo
così,antropologico, rammentando che le reazioni di rifiuto di
fronte alle feste comandate sono sempre esistite, in tutte le
epoche e in tutti i Paesi, così come la difficoltà ad accettare
i cambiamenti non condivisi nelle persone significative e le
conseguenze depressive di riunioni familiari ove regna
lincomprensione.
Ma il fatto che a Natale dominino gli sfrenati interessi delle
compagnie commerciali, delle agenzie di pubblicità, delle
televisioni e di tutti gli altri che lavorano per trasformare
unoccasione di confronto e riflessione in una kermesse ove
regna lidiozia la superficialità, lipocrisia e il
cattivo gusto, è qualcosa che peggiora notevolmente la
situazione ambientale di chi ha particolarmente bisogno di
ritrovare il suo equilibrio e la sua identità.
Magari perché si trova in una situazione esistenziale
momentaneamente difficile, per un lutto o una separazione
dolorosa.
Contro tutto questo è nato il nostro Black
Xmas.